Progetto Händel di Bigonzetti riporta Bolle e Zakharova insieme sul palco della Scala

Non è la prima volta che l’etoiles Roberto Bolle e Svetlana Zakharova danzano insieme, e non è la prima volta che lo fanno sul palcoscenico del teatro alla scala di milano, ma è la prima volta che ambedue si cimentano  in un progetto moderno firmato Mauro Bigonzetti. Da sabato 20 maggio infatti in prima assoluta al teatro alla Scala va in scena “Progetto Händel”, nuova creazione di Bigonzetti forgiata sui ballerini scaligeri e sulle due étoiles  che saranno protagoniste nelle recite serali del 20, 23 e 24 maggio e nella recita pomeridiano di domenica 21 maggio.

Per il celebre coreografo italiano è un ritorno alle note di Georg Friedrich Händel e alla fantasia illusionistica del teatro barocco, da sempre suo grande amore (InCanto, Come un respiro, Festa barocca).

La struttura coreografica di Progetto Händel è infatti al servizio della diversità dei brani ed è diviso in due parti; la prima è concentrata sulle Suites che, eseguite da un unico strumento solista, hanno portato il coreografo a una dimensione più intimistica, monocromatica; la seconda, che si apre a diversi timbri e più strumenti, assume una struttura più composita e ricca. Anche sul piano visivo le due parti sono concepite in maniera molto chiara: la prima è “in bianco e nero”; nei costumi e nell’illuminotecnica c’è una assenza totale di colore, una dimensione intima per restituire alla musica la sua specificità e la centralità dello strumento. La seconda invece è una esplosione di colori, anche nei cromatismi dei costumi; segue la diversificazione dei timbri e la maggior presenza di strumenti coinvolti, e rende più tangibile il gusto barocco; nella prima parte l’atmosfera è più astratta, nella seconda lo stile è più “narrativo”, perché la musica, come commenta Bigonzetti, qui sembra raccontare; anche la produzione händeliana non destinata al canto o alla recitazione ha comunque una forte impronta narrativa. Sul piano coreografico e stilistico la prima parte vuole essere più asciutta e geometrica mentre la seconda più barocca, più circolare, con un certo senso di leggerezza e divertimento.

Accanto alle due étoile, è impegnato il corpo di ballo scaligero, con 16 danzatori nella prima parte e 14 nella seconda, nella quale, essendo il respiro più allargato, cosi come la musica, saranno maggiori i momenti di ensemble. Un nuovo dialogo, quindi fra musica, strumento, danzatori e corpo, che nella prima parte, essendo protagonista un unico strumento, sarà più stretto e diretto; nella seconda, questo mondo si apre, con una maggior suggestione verso il teatro come sottolinea Bigonzetti.

Per la prima volta dunque il pubblico avrà occasione  di scoprire in un progetto nuovo e moderno la grande coppia Bolle e Zakharova, acclamatissima nei titoli classici e romantici.

Francesca Camponero

[Nell’immagine in alto: Roberto Bolle e Svetlana Zakharova in prova. Tutte le foto sono di Brescia Amisano]

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