The Forest: Cristiana Morganti e la poesia dei ricordi

È vero, il mestiere della ballerina è molto breve ed effimero, lo ha detto anche lei sulla scena ed è per questo che Cristiana Morganti, ex solista del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, da anni ha deciso di riciclarsi presentando spettacoli in cui non fa solo uso del corpo, ma anche della parola, come una vera e propria attrice di prosa. “The Forest. So dove sono, mi sono già persa qui” presentato ieri, mercoledì 14 ottobre 2026 (ore 20,30) al Teatro Modena di Genova, dove rimarrà fino a venerdì 16, è uno di questi.

Il racconto ideato a quattro mani con Claudio Tolcachir parte da riflessioni e spunti autobiografici, ma trova eco anche nelle vicende di personaggi del teatro classico, archetipi della sensibilità e del mondo femminile. Tolcachir, fondatore del Teatro Timbre 4 a Buenos Aires, scrive le proprie storie sul corpo degli attori, ispirandosi alle loro personalità, non di rado a fatti reali accaduti intorno ad essi, con rara intelligenza ed è facile comprendere come abbia trovato terreno fertile sulla fisicità e sensibilità della Morganti, che sin dal fortunato Moving with Pina, è stata capace di coniugare la grazia e la forza della danza ad una verve comica irresistibile.

Claudio Tolcachir

In The Forest, accade lo stesso. La Morganti entra in scena con addosso un impermeabile rosso, è trafelata, cerca disperatamente qualcuno nel pubblico che la aiuti nell’aggiustare la macchina che le si è fermata. Ha fretta perché deve andare al cimitero per la sepoltura della madre. Dopo essere stata aiutata, si rivolge ai presenti in sala (non molti purtroppo per uno spettacolo di tal bellezza) affrontando il tema dei ricordi, fragili e selettivi, dalla demenza senile che trasforma le relazioni, alla morte che spesso riapre conti emotivi rimasti in sospeso. La contraddistingue una verve comica che forse non conosceva nemmeno quando sicuramente stava dietro alle dure direttive di Pina, ma che adesso è uscita fuori come un fiume in piena per trascinare il dolore in energia vitale creando un mosaico emotivo che intreccia ingredienti autobiografici a riferimenti shakespeariani e čechoviani con uno sguardo ironico e disincantato. Piange, ride, balla con estrema disinvoltura,  cogliendo gli elementi grotteschi e tragicomici che accompagnano spesso i momenti difficili della vita.

Ad un certo punto dello spettacolo, a lei si aggiunge un personaggio nuovo, una ragazza (interpretata dalla brava Lisa Lippi Pagliai), un alter ego giovanile e il gioco con la spirale dei ricordi si complica… una provocazione della memoria, di ciò che è andato perduto dentro di lei ma che sicuramente custodisce chiavi segrete necessarie. La saggezza di quella giovinezza può essere inquietante. Quell'”io” che ero un tempo la guarda, e non c’è specchio più esigente che guardare negli occhi il tempo. Le due attrici si annusano, si piacciono, condividono turbamenti e trepidazioni, indossando gli stessi vestiti di seta coloratissimi. Attraverso danza, parole e canto si narrano “Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese”, ma non è L’Orlando Furioso, qui è la vita quotidiana che parla, qui si raccontano i padri, le madri che inevitabilmente sono andati via lasciando in noi una giustificata e giustificabile solitudine.

Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir in prova a Madrid

Sono cinquanta minuti di pura poesia in cui quando le parole vengono meno, la dimensione del movimento permette un accesso illimitato all’anima. Un viaggio autentico attraverso una foresta sì, ma mentale, infinita, inquietante ed accogliente allo stesso tempo. In quella foresta ci si può perdere fino a riscoprire ciò che eravamo un tempo e ciò che siamo oggi, con un po’ di malinconia, forse anche qualche rimpianto, ma la vita è questa è la Morganti lo sa bene.

Spettacolo da non perdere e che meritava molta più attenzione da parte del Teatro Nazionale di Genova che ha messo insieme due prime nello stesso giorno, alla stessa ora e nello stesso teatro, sfavorendo l’affluenza del pubblico.

Francesca Camponero

[La foto in alto è di Antonella Carrara]

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