Roberto Fascilla, colonna della danza italiana

Come sempre ci piace narrare di quei ballerini che hanno fatto la storia della danza, di quelli che appaiono meno sui rotocalchi, ma non per questo sono di minor valore, anzi… di quelli che le persone come me, ad oggi over fifty, hanno seguito, apprezzato ed amato. Per questo oggi abbiamo voluto rendere omaggio ad un grande danzatore nonché amico, il Maestro Roberto Fascilla.

L’approccio che Roberto ha avuto con la danza è del tutto particolare in quanto, pensate, iniziò gli studi a 9 anni in seguito ad una visita medica dalla quale risultò afflitto da rachitismo. Suo padre che ai tempi era direttore al “Biffi Scala”, pensò bene che non ci fosse niente di meglio che la danza classica per rinforzare il fisico del suo bambino, approfittando anche delle conoscenze che aveva con alcuni insegnanti di allora all’interno del teatro milanese. E così il piccolo Roberto entrò nell’accademia più importante d’Italia diventando per altro il primo allievo maschio, era il 1948. L’anno dopo, per fortuna, cominciarono ad entrare anche altri maschietti al corso, tra cui anche Amedeo Amodio e Vittorio Biagi, diventati in seguito i famosi personaggi che sappiamo.

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Roberto Fascilla oggi

La carriera di Fascilla esplose subito in quanto nel 1960 diventò solista e tre anni dopo primo ballerino.  Ovviamente furono suoi tutti i principali ruoli del repertorio classico dal Lago dei cigni a Romeo e Giulietta, Coppelia ecc. avendo accanto a sé tutte le prime ballerine ed étoile della Scala di quegli anni a cominciare dalla mitica Carla Fracci.

Roberto ha danzato con Elisabetta Terabust, Luciana Savignano, Annita Cardus, ma lui confessa di aver provato le maggiori emozioni in scena con Carla Fracci, senza naturalmente dimenticare l’ottima tecnica della altre.

Del resto lui ne sa parecchio di tecnica, ricordo un giorno che mentre eravamo insieme a tavola in un ristorante in Sicilia, a Caltanissetta per la precisione,  mi disse: “La sai la differenza tra una scuola e un’accademia di danza? Te la dico subito:  l’Accademia ha il vantaggio di poter fare le selezioni e quindi ammettere l’allievo con le qualità e doti richieste, mentre la  scuola  è costretta ad ammettere chiunque abbia il desiderio di conoscere questa  disciplina, da qui trai tu le conclusioni. Lo stesso discorso vale anche per l’insegnante, il buon insegnante è quello che ha praticato la danza e sono convinto che una cosa è insegnare la danza e un’altra cosa è insegnare a danzare. Se vuoi dare quel qualcosa in più agli allievi devi trasmettere loro il tuo vissuto che per la danza vuol dire aver calcato il palco”.

premio MAB, Fascilla con Carla Fracci
Roberto Fascilla al Premio MAB insieme a Carla Fracci

Come sappiamo Roberto Fascilla è da anni Direttore Artistico del Premio Internazionale MAB, un premio che ha la specificità di prediligere la danza classica e la neoclassica, rispetto alle altre discipline, e questo per accentuare che è proprio la  danza classica ad essere alla base di qualunque altra disciplina del settore. Fatica, gioia e disciplina sono i tre sostantivi che per Fascilla identificano il lavoro del ballerino e sono quelli necessari per andare avanti e riuscire in questa carriera tanto bella quanto difficile.

Ma torniamo indietro per ricordare che Roberto Fascilla è stato anche un importante coreografo, debuttò infatti a Spoleto, al teatrino delle Sette, con un bellissimo passo a due di Francis Poulenc “il secondo movimento per clarino e orchestra”. Ma non solo ballerino e coreografo, fu anche direttore di prestigiosi Corpi di ballo come il Teatro San Carlo di Napoli di cui fu al vertice per ben sette anni, il Teatro Comunale di Bologna, e l’Arena di Verona, che diresse dal 66 all’82 con l’orgoglio di aver formato il primo Corpo di Ballo stabile di Verona .

Guardando alla danza di oggi riconosce l’eccellenza di Roberto Bolle, ma non dimentica che fu Nureyev a rivalutare il ruolo del danzatore maschio. Secondo lui la qualità espressiva dei danzatori è migliorata come la tecnica che va avanti sempre di più, ma ricorda con un certo rimpianto la classe ed eleganza di Erick Bruhn, come la grinta e la professionalità di Rudy.

Francesca Camponero

[Nella foto in alto Roberto Fascilla con una parte importante della storia della danza italiana: Roberto Bolle, Carla Fracci, Luciana Savignano, Anna Maria Prina, Oriella Dorella, Liliana Cosi e Frédéric Olivieri]

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