“Pochi teatri e spazi per i giovani, per la danza è ora di cambiare”

Sergio Trombetta, La Stampa, 27 dicembre 2015

Il ballerino sarà domani al Regio di Torino con i suoi Friends: “Il numero degli spettacoli è troppo basso per tenere alta la qualità”

«All’Opéra di Parigi presentano la prossima stagione a metà febbraio, noi in Scala ancora non sappiamo chi sarà da marzo il nuovo direttore del ballo». Da domani al 31 dicembre Roberto Bolle, il ballerino italiano più famoso al mondo, è al Teatro Regio di Torino per un Gala con i suoi «Friends». Intanto, però, lo preoccupa il cambio della guardia ai vertici del ballo milanese dopo l’annuncio, a fine ottobre, che Machar Vaziev, l’attuale direttore andrà al Bolshoj di Mosca. E perciò lascia da parte l’abituale diplomazia per parlare del teatro che l’ha visto crescere: «Non sappiamo che cosa succederà. È una situazione molto strana. All’estero i cambi al vertice sono preparati con anni, stagioni di anticipo, facendo colloqui a livello internazionale, selezionando bene. Qui non so come se ne uscirà e se ne usciremo bene».

Proprio Vaziev, presentando Cinderella, il balletto che ha aperto la stagione, strepitoso successo personale per Bolle, ha lamentato il fatto che non c’è spazio per i giovani. Lui concorda: «L’età pensionabile si allunga, giovani come Claudio Coviello, Nicoletta, Manni, Jacopo Tissi hanno poche occasioni per andare in scena. Ci sono pochi spettacoli rispetto agli standard internazionali; insufficienti per mantenere qualità e livello di una grande compagnia».

Bolle pensa che sia una buona idea la decisione dell’Anfols (l’associazione delle Fondazioni Liriche) di fare scambi fra compagnie: «Bisogna girare di più. Solo pochi anni fa andavamo a Brescia, a Bergamo, al San Carlo di Napoli, al Bellini di Catania. Adesso nulla. Peccato. Molti non possono venire a Milano per vederci. Poi bisognerebbe raddoppiare le scene. Quando abbiamo fatto le stagioni agli Arcimboldi perché la Scala era chiusa, il pubblico c’era, eccome. Perché non lavorare su due teatri, come succede a Parigi con la Bastille e Palais Garnier?».

Ma ecco il Gala torinese che per la seconda volta lo vede protagonista: «La formula è rodata, cambiano i titoli e i protagonisti. Questa volta ci sono passi a due superclassici come Schiaccianoci o Don Chisciotte, pezzi più romantici come Romeo e Giulietta, cose contemporanee. Coreografi giovani e acclamati: Christoper Wheeldon o Liam Scarlett». Fra i protagonisti Matthew Golding, Anna Tsygankova, Anna Tichomirova, Semion Chudin: «Il successo è legato alla qualità degli interpreti. Ognuno ha un carisma forte, è bello vedere in un’unica serata tante perle. Credo sia interessante per chi non conosce la danza e per chi la frequenta».

Per sé Bolle ha ritagliato quattro pezzi, oltre al passo a due del balcone dal Romeo e Giulietta di MacMillan, Mono Lisa di Galili e Le grand pas de deux di Spuck, eccolo danzare con il proprio doppio digitale in Prototype: «È un pezzo che funziona molto pensato con il coreografo Massimiliano Volpini: si parte dalla creazione del prototipo del ballerino, poi duello con me stesso, quindi appaio con diversi cloni. Gli effetti di luci e digitali sono di grande impatto».

Mentre sta per danzare a Torino e prepara il ritorno in Scala con SchiaccianociIl giardino degli amanti, novità di Volpini, pensa già all’estate. Tappe obbligate l’Arena di Verona («Dal 2011 ho riportato la danza in Arena», ama ricordare) e Caracalla a Roma: «Mi piacerebbe che accanto a questi due appuntamenti estivi, il Regio diventasse un appuntamento fisso invernale».

V. anche Sergio Trombetta, Dal 28 al 31 Bolle & Friends per un Capodanno tra le étoilesLa Stampa Torino Sette, 27 dicembre 2015

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