Luci e ombre dietro troppi tulle nello spettacolo di Virgilio Sieni

Teatro pieno venerdì 13 dicembre a Genova per lo spettacolo “Metamorphosis” di Virgilio Sieni. Uno spettacolo  nato per Bolzano Danza (dove ha debuttato il 22 luglio) che si basava su musica dal vivo, da scegliere tra le partiture in repertorio dell’Haydn Orchester di Bolzano. I brani scelti sono alcuni magnifici pezzi sospesi di Arvo Pärt, che al teatro Modena di Genova purtroppo non sono stati  eseguiti dal vivo, ma che anche registrati hanno dimostrato la loro validità.

La performance di Sieni della durata di 53 minuti inizia con la sola musica in un palcoscenico vuoto inondato da luce bianca dietro a un tulle da cui dopo diversi minuti sale lentamente la sagoma di un cervo che si libra sempre più verso il cielo per poi ridiscendere e scomparire. Dietro il tulle un gruppo di danzatori praticamente nudi, indosso solo mutande per gli uomini e mutande ereggiseno per le donne , indumenti minimalisti rigorosamente color carne. Il gruppo si muove  con gestualità primordiale e sembra perlustrare le spazio in cui si trova o in cui è stato collocato.

Virgilio Sieni

I tulle sembrano moltiplicarsi e vanno su e giù a seconda delle scelte registiche. Dietro di essi i danzatori si nascondono per poi uscire fuori, si cercano, si evitano, si incontrano e si esplorano come fossero davvero alla ricerca della conoscenza dei loro corpi di uomo o donna che siano. Il loro entrare ed uscire dalle fessure dei tulle li fa sembrare figure plastiche che si stagliano come sulla tela di un quadro d’arte contemporanea nel momento in cui riemergono alla luce.

Anche il cervo riemerge  ed un uomo sembra essere all’interno dell’animale. Con  la mano ne percorre il profilo e in posizione fetale si rannicchia quasi a voler entrare in simbiosi con lui. Ne sfugge il significato, ma è di effetto. La danza  che lavora sui dei corpi dinocolati quasi quelli di un burattino lavora sull’orizzontalità . Spesso il gruppo si muove unisono, ma ci sono anche momenti in cui singole presenze si sfaldano nel collettivo in modo dinamico. Sono forse i leader del gruppo? …chissà.

Foto di Andrea Macchia

Alla fine, al posto del cervo, arriva un paio di ali sotto le quali sta l’uomo che prima era parte del cervo. Quelle ali sembrano cosa pesante che certo non porta a volare, ma anzi pesa a tal punto da schiacciare chi sta sotto laciandolo come annientato e infelice.

Il tema dello spettacolo  si dovrebbe basare sulle Metamorfosi di Ovidio, e i pensieri di Gilles Deleuze e Félix Guattari, rispettivamente filosofo e psicanalista francesi, nelle concezioni di trasformazione di forme in corpi nuovi attraverso lo strumento del desiderio, ma a dire il vero di tutto ciò si capisce poco .

Francesca Camponero

[La foto in alto è di Manuel Cafini]

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