Trois Grandes Fugues con il Balletto de L’Opéra de Lyon

AL FESTIVAL APERTO LA PRIMA ITALIANA E IN ESCLUSIVA NAZIONALE DI “TROIS GRANDE FUGUES” CON IL BALLET DE L’OPERA DE LYON

Tre grandi donne coreografe – Lucinda Childs, Maguy Marin e Anne Teresa de Keersmaeker, per tre diverse visioni coreografiche di un pezzo a sé nella storia della musica, la Grande Fuga di Beethoven

E’ una prima ed esclusiva nazionale quella di sabato 30 settembre, alle 20.30, al Teatro Municipale Valli, nell’àmbito del festival Aperto e della Stagione di Danza 2017 – 2018: il Ballet de l’Opéra de Lyon, prestigiosa compagnia di formazione classica votata alla danza contemporanea, presenta Trois Grandes Fugues, un confronto appassionante sulla personale lettura della Grande Fuga di Ludwig van Beethoven di tre donne, tre figure simboliche della coreografia post-moderna e contemporanea.

La serata affianca la recente versione (commissionata appositamente dalla compagnia francese) dell’americana Lucinda Childs, a quella di Maguy Marin, considerata una pietra miliare del rapporto tra musica classica e danza contemporanea, e di Anne Teresa de Keersmaeker, che si distingue per le frasi gestuali disegnate nello spazio con lo stesso rigore contrappuntistico del quartetto di Beethoven.

L’americana Lucinda Childs crea la sua lettura de La Grande Fuga appositamente per il Ballet de l’Opéra de Lyon, per dodici danzatori suddivisi in sei coppie. La musica utilizzata è una trascrizione della partitura per un’orchestra ad archi. Le scenografia, le luci e i costumi sono affidati a Dominique Drillot, storico collaboratore artistico della coreografa.

Dal 1976, Maguy Marin ha fatto conoscere la sua danza dalle immagini forti e dalla ricca drammaturgia. Proprio con il Ballet de l’Opéra de Lyon, per il quale ha creato uno dei suoi capolavori, Cendrillon, la coreografa intrattiene un rapporto privilegiato. Grosse Fugue (creata nel 2001) fa parte del repertorio del Ballet de l’Opéra de Lyon dal 2006: secondo Maguy Marin, questa creazione è uno studio nato dal «desiderio di scrivere una danza da e su La Grande Fuga e di legarla profondamente a questa musica». Il risultato è un’esplosione euforica eseguita da quattro danzatrici vestite di rosso sangue, facendo eco a «lo stato di entusiasmo e di disperazione» dell’opera tarda di Beethoven.

Come attraversati dalle corde del quartetto, le danzatrici saltano, si accasciano, si risollevano e si contorcono in un turbine vitale che è una corsa avvincente contro la morte, con le parole della coreografa: «uno studio per voi, per me, su di noi».

Vi è un forte contrasto tra la creazione di Maguy Marin e quella di Anne Teresa de Keersmaeker. Dalla sua prima coreografia Fase (1982) sui ritmi ripetitivi di Steve Reich, l’artista fiamminga ha composto le sue coreografie sulle partiture musicali che l’hanno maggiormente ispirata. Per Die Grosse Fuge, creazione del 1992, ha immaginato una struttura originale che sviluppa diverse frasi gestuali disegnate nello spazio con lo stesso rigore contrappuntistico del quartetto di Beethoven, con una peculiarità: gli interpreti sono principalmente uomini (6 uomini e 2 donne), per poter «… comporre un vocabolario maschile, non classico e con una connotazione sessuale».

In poco più di vent’anni il Ballet de l’Opéra de Lyon ha costruito un vasto repertorio di oltre cento creazioni, di cui la metà di portata internazionale, avvalendosi della collaborazione di coreografi che privilegiano il linguaggio della danza, lo fanno evolvere, inventano nuovi allestimenti, tra questi: i coreografi americani postmoderni (Merce Cunningham, Trisha Brown, Lucinda Childs, Bill T. Jones, Ralph Lemon), i compositori di movimento (Jirí Kylián, Mats Ek, William Forsythe, Anne Teresa De Keersmaeker, Sasha Waltz) e gli esploratori di nuovi territori (Philippe Decouflé, Tânia Carvalho, Emanuel Gat, Benjamin Millepied, Mathilde Monnier, Système Castafiore), oltre ai rappresentanti della giovane danza francese (Jérôme Bel, Alain Buffard, François Chaignaud e Cecilia Bengolea, Rachid Ouramdane, Christian Rizzo). Un passo verso il futuro aperto a varie tendenze, tra le quali si collocano anche le riletture di importanti opere (Cendrillon o Coppélia di Maguy Marin, Romeo e Giulietta di Angelin Preljocaj e Lo Schiaccianoci di Dominique Boivin).

Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia
Sabato 30 settembre 2017 ore 20.30
Ballet de l’Opéra de Lyon
Trois Grandes Fugues – prima ed esclusiva nazionale 

Grande Fugue
coreografia Lucinda Childs
musica Ludwig van Beethoven, Die Grosse Fuge op.133
registrazione Orchestre de l’Opéra de Lyon – Direzione musicale Bernhard Kontarsky (2016)
scenografia, luci e costumi Dominique Drillot

Die Grosse Fuge
coreografia Anne Teresa de Keersmaeker
musica Ludwig van Beethoven, Die Grosse Fuge op.133
registrazione Quatuor Debussy (2006)
regia Jean-Luc Ducourt
scene e luci Jan Joris Lamers
costumi Rosas

Grosse Fuge
coreografia Maguy Marin
musica Ludwig van Beethoven, Die Grosse Fuge op.133
registrazione Quartetto Italiano / ℗1968, 1969 ©1996, Philips Classics
costumi Chantal Cloupet
luci François Renard

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