Comunque vada, sarà un successo

Questa sera ci sarà il grande evento, con La Mia Danza Libera di Roberto Bolle in prima serata su Rai1. Il balletto raggiungerà la grande massa dei telespettatori nel giorno tradizionalmente dedicato al gran varietà ed è facile prevedere una grande share di ascolto. E questa, di per sé, è una gran bella notizia.

Non è la prima volta che ballerini di formazione classica approdano sul piccolo schermo e non è nemmeno la prima volta che ciò accade in prima serata: cito a memoria, fra i moltissimi esempi che si potrebbero fare, Paolo Bortoluzzi, Raffaele Paganini, Liliana Cosi, Luciana Savignano e le tantissime apparizioni di colei che è l’incarnazione della danza in Italia, ovvero Carla Fracci. Ma, per lo più, questi passaggi televisivi erano poco più che “comparsate”, riempitivi in trasmissioni che parlavano di altro; pillole di spettacolo alto all’interno di un contesto leggero.

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Roberto Bolle in prova con Misty Copeland, principal dell’American Ballet Theatre

Sicuramente Roberto Bolle farà una grande figura, per il suo indubitabile carisma e la capacità – che già abbiamo potuto riscontrare allo scorso Festival di Sanremo – di essere spigliato, divertente, simpatico e di sapersi adattare ai tempi e ritmi del mezzo televisivo. Capacità uniche che hanno contribuito, insieme alla sua innegabile capacità tecnica e all’enorme lavoro da lui svolto sul proprio corpo, a creare il mito e ad accrescerne la conoscenza nel grande pubblico.

La televisione, anche oggi nell’era di Internet, è lo strumento principale di intrattenimento per le famiglie, quello più diffuso. Il fatto stesso di partecipare a una trasmissione televisiva crea o aumenta la notorietà dei protagonisti. Al contempo, però, è uno strumento che ha le sue regole e le sue limitazioni. Bisognerà vedere, questa sera, come sarà impostata la trasmissione. Se, cioè, si parlerà solo di Bolle in quanto persona e, in via subordinata di quanto è bello il balletto o se, come naturalmente auspico, si parlerà di balletto per il tramite del più noto ballerino in Italia e forse al monde. Il tutto sapendo che la bidimensionalità del mezzo molto toglie alla profondità della scena e del movimento e che sarà ben difficile ricostruire la magia dell’ambiente teatrale.

Se però – ne sono convinto – questa trasmissione servirà a far conoscere al grande pubblico il mondo del balletto classico e contemporaneo, tutto il movimento non potrà che giovarsene, per l’allargamento dell’audience, Quantomeno, tutta la stampa italiana, e persino il principale quotidiano sportivo, ha parlato dell’evento di Bolle in prima serata televisiva. Penso che nel contesto dell’attuale crisi, economica, sociale e culturale, si debba essere innanzitutto pragmatici e accettare tutte le valenze positive di qualsiasi opportunità si manifesti, sorvolando sulle negatività che certamente ci sono e rinunciando ai sofismi da puristi (in questo concordo pienamente con quanto scrive Chiara Maffioletti, Roberto Bolle: il mio sabato sera in tv. Danzerò con Jovanotti e Carla Fracci, Corriere della Sera, 5 ottobre 2016).

D’altra parte, i concerti dei Tre Tenori, Luciano Pavarotti, José Carreras e Placido Domingo hanno contribuito, e non poco, alla notorietà dell’opera. Forse non avranno creato degli esperti, ma avranno consentito la vendita di qualche biglietto e l’esecuzione di qualche spettacolo in più. O no?

Per questo dico che, nonostante tutto, sarà un successo e sono ansioso di leggere i commenti che usciranno domani.

Alberto Soave

[Foto in alto: Roberto Bolle “gioca” con Paola Cortellesi]

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