Un bilancio dell’edizione 2025 del Festival di Nervi

Ora ho bisogno di rilassarmi, di prendermi qualche giorno di vacanze, fare un po’ di mare” queste le parole di Jacopo Bellussi rilasciate in un’intervista Ansa il giorno dopo la fine del suo Festival. Ed è sempre qui che scopriamo che dopo aver deciso di lasciare l’Hamburg Ballet il ballerino genovese passerà al Balletto di Montecarlo, sempre col ruolo di primo ballerino. Beh, in quel caso il mare lo avrà vicino come sarà vicino alla sua Genova e alla sua amata famiglia che lo ha seguito passo per passo nella sua direzione del Festival.

Un festival che fatte le dovute somme non può che considerarsi positivo, anzi più che positivo. Ottime le compagnie portate in scena, soprattutto quelle giovani come il Ballet Kiel e il Bayerisches Junior Ballett Munchen, che ci hanno deliziato con brani nuovi, brillanti, eseguiti con tecnica ineccepibile e freschezza. Compagnie che ci aspettiamo vivamente tornino a Genova o a Nervi o in programma di stagione al Carlo Felice. Uno straordinario Romeo e Giulietta ad opera dello Stuttgarter Ballett e un’emozionante Galà finale.

Anche se non è simpatico fare paragoni, in questo caso vale la pena farlo: questa edizione del Festival del Balletto non aveva nulla da invidiare a quelle di Mario Porcile, tranne che per il discorso musica dal vivo, ma siamo certi che se il festival tornerà definitivamente con questo format, la sovrintendenza del Carlo Felice prenderà anche in esame di far tornare l’orchestra del teatro a Nervi.

Lo stesso Bellussi sempre nell’intervista rilasciata a Roberto Iovino afferma “L’avrei voluta anch’io! Da ballerino assicuro che danzare con la musica dal vivo dà altre emozioni. Ma lo spazio attuale di Nervi non consentiva l’utilizzo dell’orchestra”. Noi aggiungiamo anche non si tratta solo di spazi, ma soprattutto di costi che lieviterebbero non poco e questo non è fatto trascurabile nei bilanci di Comune e teatro.

Altro fatto che dovrebbe essere preso in considerazione dall’organizzazione, ma non artistica e quindi non da Bellussi, è di rivedere il progetto della platea davanti al palco. L’ho già detto più volte, ma dopo la 15esima fila è impossibile per il pubblico vedere bene i ballerini e la danza va vista, non è solo musica. La pendenza della platea va rivista, ricalcolata e realizzata in maniera da dare alla possibilità anche a chi è nell’ultima fila di apprezzare quello che c’è in scena.

Anche l’accesso al bar in fondo andrebbe rivisto. Sarebbe opportuno considerare l’installazione di una passerella che conducesse alla villa. Il prato bagnato quest’estate ha generato diverse cadute soprattutto da parte di signore i cui tacchi dei sandali sono rimasti affondati nel prato causando storte alle caviglie (nel migliore dei casi).

Comunque, posti questi rimedi, siamo certi che il Festival del Balletto di Nervi possa tornare un appuntamento di spicco per la nostra città, soprattutto se si guarderà avanti senza nostalgie o rimpianti di un passato che non tornerà e che pur nel rispetto è giusto lasciarsi alle spalle. Resta la domanda: sarà nuovamente Jacopo Bellussi il direttore artistico dell’edizione 2026? Lui stesso afferma che il suo contratto riguardava l’attuale edizione e che la sua permanenza non dipende da lui. In ogni caso dato il successo riscontrato e conclamato ogni dove (social, articoli, tv e via dicendo) viene da darlo quasi per scontato.

Francesca Camponero

[In alto: Jacopo Bellussi con John Neumeier (foto di Marcello Orselli)]

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