Clotilde Vayer sarà la prossima direttrice del ballo del San Carlo di Napoli

Giuseppe Picone lascia il testimone a Clotilde Vayer che ad aprile 2021 prenderà la direzione del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli al suo posto.

Clotilde Vayer da giovane (foto di J. Moatti)

Nata il 13 aprile 1961, la Vayer inizia gli studi di danza all’età di 7 anni con Raymond Franchetti e Nicole Chirpaz. Si forma alla Scuola di Ballo dell’Opéra di Parigi e nel 1976, a soli 15 anni e con un permesso speciale del Ministero della Cultura, entra a far parte del Corpo di Ballo dello stesso Teatro. Nel 1977 vince la medaglia d’oro al prestigioso concorso internazionale di danza a Varna, in Bulgaria. Nel 1986 sempre all’Opéra, diviene prima ballerina. Il suo talento eccezionale l’ha portata a lavorare con figure dal prestigio internazionale come Rudolf Nureyev, Gilbert Meyer, Ghislaine Thesmar, Yvette Chauviré, Zizi Jeanmaire, Max Bozzoni, Serge Lifar, Patricia Ruanne, Patrice Bart e Genia Polyakov. Come solista, i titoli con cui è spesso stata identificata includono: Das Lied von der Erde di MacMillan, Manon di Nijinsky e La sagra della primavera di Béjart, Il cappello a tre punte di Massine, Il lago dei cigni, La Bayadere e La bella addormentata di Nureyev solo per citarne alcune.

Durante i suoi anni nella Compagnia di Balletto dell’Opéra ha interpretato ruoli da protagonista in coreografie di Serge Lifar, Pierre Lacotte, Anthony Tudor, George Balanchine, Pina Bausch, John Neumeier, Mats Ek, William Forsyth, Merce Cunningham, José Limon, Jiri Kylian, Twyla Tharp, Roland Petit e molti altri.

Il Teatro di San Carlo di Napoli

Dal 1984 al 1989 è stata membro dell’esclusivo gruppo riunito da Nureyev per “Nureyev and friends”. Nel 2014 il direttore del Balletto dell’Opéra Benjamin Millepied la nomina maître de ballet e assistente alla Direzione, incarico che mantiene anche sotto la direzione di Aurélie Dupont.

Tante le polemiche sui social riguardo il fatto che il San Carlo abbia deciso di dare la direzione del ballo ad una straniera, ma forse non tutti tengono presente di quanti siano i nostri talenti italiani che invece all’estero hanno trovato la propria realizzazione in compagnie che ne hanno esaltato le qualità. Cosa che non sappiamo se sarebbe accaduta in casa propria. Meglio non fare critiche sterili dunque ed invece augurare buon lavoro alla nuova venuta.

Francesca Camponero

[In alto Clotilde Vayer]

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