Oggi 3 agosto il Teatro alla Scala compie 238 anni

Fu il 3 agosto 1778 il giorno in cui si tenne la prima rappresentazione nel nuovo teatro di Milano, che presto divenne uno dei più famosi e prestigiosi al mondo, il Teatro alla Scala.

La rappresentazione che inaugurò il teatro fu L’Europa riconosciuta, dramma musicale composto appositamente per l’occasione da Antonio Salieri. Prima della Scala, il più importante teatro di Milano era il Regio Ducal Teatro, che si trovava nel cortile di Palazzo Reale, che nel 1776 fu danneggiato da un incendio durante una festa per il Carnevale. Con l’aiuto di 90 famiglie facoltose di Milano se ne costruì uno nuovo, la Scala appunto, il cui nome completo era Nuovo Regio Ducale Teatro alla Scala.

La sala a forma di ferro di cavallo prevedeva tremila posti, quattro ordini di palchi, due gallerie e il loggione e divenne modello per i successivi teatri italiani. L’acustica, anche grazie alla volta di legno, è tuttora considerata tra le migliori d’Europa. Alla Scala, in questi duecento anni, sono passati i più importanti maestri e compositori italiani e non solo, da Niccolò Paganini a Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi , Gaetano Donizetti ,Giacomo Puccini. E se guardiamo a tempi più recenti, vi posero piede grandi artisti come Maria Callas, Renata Tebaldi, Herbert von Karajan, Igor Stravinskij, Giorgio Strehler, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli.

Ma noi che ci occupiamo di danza,  mettiamo in evidenza le glorie che sono state in questo campo.

nureyev e fracci alla scala
Rudolf Nureyev e Carla Fracci in scena alla Scala

L’illustre passato della compagnia di balletto del Teatro alla Scala affonda le sue radici nei secoli precedenti all’inaugurazione. La sua storia si intreccia alla nascita stessa del genere balletto, promosso proprio in Italia, nelle corti rinascimentali e in particolare nella splendida dimora degli Sforza, a Milano. Qui, tra il 1779 e il 1789, Gasparo Angiolini il coreografo della riforma gluckiana del melodramma, fece danzare una compagnia di oltre cinquanta elementi e Salvatore Viganò, il “sommo tra i coreografi”, collaudò nel Noce di Benevento (1812), in Prometeo (1813), Mirra (1817), Dedalo (1817), Otello (1818), La vestale (1818) e I Titani (1819) la sua personale declinazione del ballet d’action definita “coreodramma”. Beniamini del pubblico a quei tempi  furono grandi danzatori  come Carlo Blasis il cui nome resta per sempre legato ai fasti della scuola scaligera fondata nel 1813.

Con lui studiarono le maggiori stelle della prima metà dell’Ottocento: da Carlotta Grisi a Fanny Cerrito, da Lucine Grahn a Amelia Boschetti. Molte sue allieve scaligere, come Caterina Beretta e Virginia Zucchi, si contesero i favori del pubblico in Europa e in Russia. Carlotta Brianza fu la prima interprete della Bella addormentata di Caikovskij/Petipa (1890), Pierina Legnani la prima Odette/Odile del Lago dei cigni di Caikovskij/Petipa (1895), a cui si deve la prodezza tecnica dei 32 fouettés del Cigno Nero, e Carlotta Zambelli fu l’ultima rappresentante della scuola ottocentesca del balletto milanese, capitanata da Enrico Cecchetti, alla testa della scuola scaligera dal 1926 al 1928, l’anno della sua morte. Nel 1881, con il debutto di Excelsior di Luigi Manzotti, Romualdo Marenco e Alfredo Edel, la Scala si allineava alla moda spettacolare invalsa a fine Ottocento.

fracci alla Scala 1
Carla Fracci

Ma veniamo a tempi più recenti. La danza scaligera nel XX secolo diventa internazionale legando al suo nome quello di coreografi come Michail Fokin e Léonide Massine. Tra gli anni Trenta e Quaranta giunge in Scala anche Aurel Milloss a cui  Arturo Toscanini diede l’incarico di riallacciare le file disperse della compagnia scaligera dopo il secondo conflitto mondiale.

Arriva anche George Balanchine e così  negli anni Cinquanta e Sessanta la Scala diviene un palcoscenico aperto ai più bei nomi dell’arte tersicorea . Roland Petit debutta nel 1963, Maurice Béjart negli anni Settanta, per non parlare dell’etoliles internazionali come Rudolf Nureyev che nel 1965 dà inizio ad una strettissima collaborazione con il Teatro accanto a Carla Fracci.

Ora ci sono Svetlana Zakharova, Roberto Bolle, Massimo Murru ed i più giovani Nicoletta Manni, Claudio Coviello, Timofej Andrijashenko, Federico Fresi, Alessandra Vassallo, Christian Fagetti, Angelo Greco a rappresentare l’autorevole repertorio formalistico del Novecento con le novità del contemporaneo proposto sempre più dal nuovo direttore Mauro Bigonzetti.

Nel tempo il teatro alla Scala è diventato un solido punto riferimento della vita culturale italiana, negli anni le sue produzioni teatrali si sono contraddistinte per le scene e i costumi, che oggi sono prodotti e conservati nei laboratori del Teatro alle acciaierie Ansaldo a Milano. Tutti i lavoratori di questi laboratori sono donne e uomini artigiani, la maggior parte dei quali proviene dalla scuola della Fondazione Teatro alla Scala, l’Accademia. Ad oggi sono circa 150 addetti tra falegnami, fabbri, carpentieri, scenografi, tecnici di scenografia, scultori, sarte, costumiste. Facciamo gli auguri anche a loro, a tutte  le maestranze che hanno reso e rendono così grande questo meraviglioso Teatro!

Francesca Camponero

V. anche:
Teatro alla Scala di Milano – La storia
Scuola italiana

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