Ennio Morricone, un segno indelebile su sessant’anni di musica

La scomparsa di Ennio Morricone segna la fine di un’epoca e lo diciamo davvero, senza retorica. Con le sue composizioni ha segnato la storia della musica italiana della seconda metà del Novecento e quella del cinema, senza trascurare digressioni in altri ambiti, quali il pop, la canzone d’autore e, seppure marginalmente, la danza.

I coreografi non potevano non accorgersi della grandezza, della varietà, della profondità emozionale e dello spessore del tessuto compositivo del due volte Premio Oscar e ne hanno scelto alcune composizioni per dare vita a spettacoli di danza.

Ennio Morricone al pianoforte in un’immagine di qualche anno fa

Il futuro compositore e direttore d’orchestra studia al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma (sua città natale), dove si diploma in tromba con Reginaldo Ciffarelli l’11 ottobre 1946, in strumentazione per banda con Antonio D’Elia nel 1952 e in composizione con il professor Goffredo Petrassi il 6 luglio 1954. Ma non smette certo di studiare, poiché in seguito si completa studiando musica corale e direzione di coro.

All’inizio, la sua carriera lo vede trombettista in diverse orchestre romane. Qui si crea una rete di conoscenze nel mondo dello spettacolo della capitale. Nel 1955 inizia a scrivere musiche per film, e nel contempo lavora per la RCA Italiana, il cui direttore artistico gli affida l’arrangiamento di brani di artisti italiani, che diventeranno quasi tutti grandi successi. Lavora inoltre con artisti del calibro di Paul Anka, Chet Baker e Mina. Questa attività non lo distrae però dalla composizione classica.

Nel 1958 viene assunto dalla RAI, ma la sua carriera nell’ente televisivo italiano non dura nemmeno un giorno. Si dimette, infatti, non appena apprende che per lui le possibilità di carriera sono precluse, ma soprattutto perché le musiche da lui composte non potranno essere trasmesse dall’ente di Stato, a causa di un ipotizzabile conflitto di interessi.

Nel 1961 è il più giovane dei maestri a dirigere l’orchestra del Giugno della Canzone Napoletana.

Nel 1962 arrangia il primo successo di Edoardo Vianello (il 45 giri Pinne fucile ed occhiali / Guarda come dondolo) cui seguiranno Abbronzatissima O mio Signore nel 1963 e nel 1964 Hully gully in 10 / Sul cocuzzolo. Sempre del 1963 è l’arrangiamento di Sapore di sale, immortale successo di Gino Paoli. Nel 1966 compone la musica di Se telefonando (testo di Ghigo De Chiara e Maurizio Costanzo), portata al successo da Mina.

Sopra si diceva della versatilità del maestro Morricone: mentre svolgeva la sua attività di arrangiatore di brani della canzone italiana, nel 1964 entrava a far parte del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, fondato qualche anno prima da Franco Evangelisti insieme ad altri compositori. Con questo Gruppo, che si occupava principalmente di musica di avanguardia e di improvvisazione libera e che si proponeva di ricercare nuovi metodi musicali nel campo dell’improvvisazione, Morricone suonò e registrò album fino al 1980.

Sergio Leone ed Ennio Morricone

Sempre nel 1964 inizia la sua collaborazione più nota e forse più importante, di sicuro quella che lo consacra sulla scena internazionale: inizia a scrivere le colonne sonore dei film del regista Sergio Leone, suo compagno di classe alle scuole elementari, anch’egli all’inizio della sua sfolgorante carriera nel mondo della celluloide. Collabora anche con un altro famoso regista, Bernardo Bertolucci.

La prima colonna sonora che scrisse per Sergio Leone fu quella del film Per un pugno di dollari (1964) e poi per tutta la saga dei cosiddetti “spaghetti western” del regista romano: Per qualche dollaro in piùIl buono, il brutto, il cattivo; C’era una volta il West; Giù la testa. Il sodalizio durò fino all’ultimo film di Leone, C’era una volta in America, e si interruppe solo a causa della prematura scomparsa del regista.

Di lì la carriera di Morricone decollò fino alle grandi vittorie della Notte degli Oscar: il 25 febbraio 2007, dopo cinque nomination non premiate, gli viene conferito, accompagnato dalla standing ovation della platea, il Premio Oscar alla Carriera. Motivazione: “Per i suoi magnifici e multiformi contributi nell’arte della musica per film”. A premiarlo in quell’occasione fu Clint Eastwood, protagonista dei primi film di Sergio Leone. In corrispondenza di questo evento fu pubblicato un album-tributo, la cui realizzazione era iniziata già l’anno precedente a opera della Sony BMG. Nel disco, intitolato We All Love Ennio Morricone, sono contenuti i maggiori successi del compositore interpretati da musicisti quali i Metallica, Céline Dion, Andrea Bocelli, Bruce Springsteen, Roger Waters e molti altri.

Il 28 febbraio 2016, vince il prestigioso riconoscimento alla Migliore Colonna Sonora per il film di Quentin Tarantino The Hateful Eight.

Per tratteggiare una biografia completa di Ennio Morricone non bastano certo queste poche righe. A noi di InformaDanza non resta che constatare come, con la sua morte, accaduta a poche settimane da quella di Ezio Bosso, scompare un’altra grande figura di grandissima caratura nel mondo dello spettacolo e della cultura contemporaneo. Ci auguriamo però che l’arte coreutica sappia approfittare del patrimonio di musica e soprattutto emozioni che il Grande Maestro ci ha lasciato.

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