Birgit Cullberg madre della danza contemporanea svedese

La conosciamo come la mamma di Mats Ek, ma Birgit Cullberg è una figura importantissima che ha profondamente influenzato la danza contemporanea svedese. Ispirata da Kurt Jooss, inaugurò una tipologia di dramma danzato di matrice espressionista i cui tratti dominanti sono: un forte interesse per la dimensione psicologica dei personaggi, sia negli accenti drammatici che in quelli comici; una particolare attenzione per le tematiche di natura sociale e politica; l’impiego della tecnica accademica accompagnata dai principi compositivi del filone della danza moderna.

Birgit Cullberg

Birgit nacque a Nyköping, in Svezia, nel 1908. Durante gli studi di letteratura all’Università di Stoccolma, studiò danza classica e si avvicinò alla danza libera studiando con una allieva di Émile Jaques-Dalcroze e di Mary Wigman. Nel 1935 si trasferì in Inghilterra, per perfezionarsi con Kurt Jooss, dal quale apprese il metodo Jooss-Leeder e i principi della danza d’espressione.

Nel 1939, tornata in Svezia, formò un gruppo di danzatori e iniziò la propria carriera esibendosi negli spettacoli di rivista. Parallelamente partecipò alla vita politica del suo Paese militando nel partito socialdemocratico e aderendo a Clarté, associazione d’intellettuali e di artisti schierati contro i totalitarismi.

Il suo impegno politico si manifestò anche in alcune sue prime coreografie come Kulturpropaganda nel 1941, anno in cui la Svezia fu invasa dai nazisti.

Nel 1942 sposò Anders Ek, noto attore teatrale e cinematografico svedese dal quale ebbe tre figli, tra cui Mats. Dopo sette anni di matrimonio Birgit Cullberg si separò dal marito e non fu facile conciliare la sua carriera con il ruolo di madre. I suoi lavori, mai astratti, trovano spesso ispirazione nella propria esperienza. Ed infatti, tanto la separazione che l’essere madre influenzarono molte delle sue coreografie. Una è Medea, tragedia spogliata di ogni mitologia e ambientata all’interno di un nucleo familiare borghese, e l’altra è Livsrytmen, balletto nel quale apparve sulla scena incinta di otto mesi.

Nel 1944 creò per un nuovo ensemble diversi lavori contraddistinti da un originale linguaggio di movimento.I più celebri furono Ockupation (1944) e la propria versione in un atto di Romeo och Julia (1944) su musica di Sergei Prokofiev. Nel 1945 partecipò al Concorso di coreografia indetto a Stoccolma dagli Archives Internationales de la Danse Rolf de Maré vincendo il secondo premio con Livsrytmen (Il ritmo della vita).

Nel 1946 fondò una compagnia per la quale creò varie coreografie tra le quali De tre musketörerna (I tre moschettieri), ma non abbandonò mai di perfezionare la sua tecnica accademica prendendo lezioni con una ex allieva di Bronislava Nijinska che aveva danzato con Aurel Milloss.

Gli anni Cinquanta rappresentarono un punto di svolta nella sua carriera coreografica. Affascinata dalla Carmen di Roland Petit, la Cullberg maturò l’idea che anche il linguaggio accademico potesse essere impiegato per raccontare e descrivere la psicologia umana. Nel 1950 raggiunse la sua piena affermazione con Fröken Julie (La signorina Giulia), un dramma psicologico basato sull’omonima commedia di August Strindberg, e Medea ( già menzionata) con un giovane Maurice Béjart nella parte di Giasone.

Birgit Cullberg con i figli

Il successo ottenuto le aprì le porte del Royal Swedish Ballet, dove lavorò come coreografa residente dal 1951 al 1956, e del Royal Danish Ballet, per il quale coreografò Månrenen (La renna della luna, 1957) su musiche del compositore danese Knudåge Riisager. Nel 1958 due suoi balletti debuttarono negli Stati Uniti: Fröken Julie, portato in scena dall’American Ballet Theater con Violette Verdy ed Erik Bruhn nei ruoli principali, e Medea, rappresentato dal New York City Ballet con Violette Verdy, Jacques d’Amboise e Melissa Hayden.

Altri lavori importanti della prima metà degli anni Sessanta furono Frun från havet (La donna del mare, 1960), tratto dall’opera teatrale di Henrik Ibsen, e Eden (1961), balletto in un atto su musica di Hilding Rosenberg. Nel 1967, sovvenzionata dal governo svedese, fondò il Cullbergbaletten, inizialmente un piccolo ensemble di otto danzatori, ma nel tempo la compagnia si allargò assestandosi su una media di circa venti elementi, tutti solisti. A soli due anni dalla fondazione il Cullbergbaletten ottenne il suo primo riconoscimento vincendo la medaglia d’oro come migliore compagnia al Festival d’Automne di Parigi, a conferma della sua rapida crescita.

Birgit Cullberg aveva anche un grande interesse per il mito e il teatro moderno e continuò a creare nuovi balletti, quali Eurydike är död (Euridice è morta, 1968), una seconda versione di Romeo och Julia (1969), Pulcinella und Pimpinella (1982) e Peer Gynt (1987), e allargò il repertorio della compagnia inserendo creazioni di altri coreografi come Der Grüne Tisch di Kurt Jooss, L’Oiseau de Feu di Maurice Béjart, The Lark Ascending di Alvin Ailey, Night Wandering di Merce Cunningham.

Dagli anni Sessanta iniziò a realizzare coreografie per la televisione, medium del quale esplorò il progressivo perfezionamento linguistico passando dalla camera fissa all’uso di più telecamere, dal bianco e nero al colore, fino a impiegare i primi effetti speciali. Tra questi lavori spiccano Den elaka drottningen (La regina cattiva, 1961), che vinse il Prix Italia, Rött vin i gröna glas (Vino rosso in bicchieri verdi, 1970) e Revolt (1972), entrambi contraddistinti da un raffinato impiego della tecnica chromakey.

Nel 1985 Birgit Cullberg passò la direzione della compagnia al figlio Mats Ek al quale la coreografa diede ampio spazio creativo, ma non aveva un buon rapporto con lui. Il quale ha sempre parlato di un rapporto conflittuale con la madre che era piuttosto opprimente nei suoi confronti. Cosa che riporterà in scena nella sua Giselle, in cui la figura del Principe è proprio quella di un uomo debole soggetto al volere materno.

Ma l’ ultima creazione della Cullberg fu Mamma Maria (1990), è proprio dedicata alla maternità vista attraverso le due figure femminili della vita di Gesù: la madre Maria e la peccatrice Maddalena.

Nel 1991 Mats Ek le rese omaggio con Gammal och dörr, video-creazione presentata al Grand Prix Vidéo Danse di Sète in cui Cullberg fu anche interprete all’età di ottantatré anni.

La Cullberg comunque oltre al figlio diede ampio spazio anche ad altri talenti della sua compagnia come Luc Bouy e Giuseppe Carbone. Fra i componenti storici del Cullbergbaletten spiccano inoltre Niklas Ek, Ana Laguna, Yvan Auzely e Pompea Santoro.

Birgit Cullberg fu anche una scrittrice. Oltre ad aver scritto di balletto per il quotidiano Dagens Nyheter negli anni Quaranta, pubblicò Baletten och vi (Il balletto e noi, 1952) e Dans i nya dimensioner (1987), edito in inglese con il titolo Dance In New Dimensions.

Morì a Stoccolma nel 1999.

Francesca Camponero

[Nella foto in alto: Mats Ek con la madre Birgit Cullberg]

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