Ci saranno di nuovo i Balletti di Nervi? Sarà Bolle il direttore artistico?

Da qualche giorno, gli organi di stampa genovesi stanno divulgando una notizia assai ghiotta, che riguarda la rinascita del Festival Internazionale del Balletto a Nervi con, alla direzione artistica, nientemeno che Roberto Bolle. Ovviamente, ci sono diverse sfumature: chi dà l’evento per certo, chi è possibilista, chi è dubbioso, visto che a quanto pare nulla è stato ancora deciso ufficialmente.

Roberto Bolle

Chi scrive abita a poco più di tre chilometri in linea d’aria dai Parchi di Nervi, ed è quasi come mi portassero il più grande festival estivo di danza nel cortile di casa. Ma proprio per questa ragione, per evitare di farsi accecare dall’entusiasmo, è necessario cercare di fare una valutazione obiettiva e, il più possibile, documentata.

Partiamo dalla location: i Parchi di Nervi sono un’istituzione mondiale per la danza. Sotto quelle palme, per quasi quarant’anni, si sono esibiti tutti i più grandi ballerini, le maggiori compagnie, le stelle emergenti. Tentare di rifare quello che fece Mario Porcile, nel posto scelto da Mario Porcile, è una sfida estremamente ambiziosa. Probabilmente, l’unico che può raccoglierla è proprio Roberto Bolle, dopo il bel successo delle sue trasmissioni televisive. Ma anche per uno come lui, la sfida è colossale: essere all’altezza di un passato così glorioso e al contempo innovare una tradizione è roba da far tremare i polsi. Un successo sarebbe l’apoteosi, un insuccesso un fiasco.

L'”étoile dei due mondi”, però, ha i contatti giusti per riempire un cartellone di primissima qualità, anche se i tempi sono stretti e ignoto, almeno a noi, è il budget disponibile. Ecco, forse proprio questa è l’incognita più grande: non sappiamo se gli amministratori comunali abbiano idea di quelli che sono i costi della grande danza, e non parliamo soltanto degli emolumenti di Bolle e del suo staff, che immaginiamo sostanziosi, ma di quelli di noleggio di un palco di grandi dimensioni, di un service luci di grandissima qualità, dei cachet per avere compagnie di prima grandezza e grandi interpreti dell’arte di Tersicore, dei costi di trasferimento di persone e costumi, dell’alloggio di decine di persone. Non sappiamo se ci sono aziende pronte a sponsorizzare questo grande evento e tutte queste incognite ci portano a dubitare della fattibilità del progetto, almeno per quest’anno. E parliamo di diversi zeri.

Il teatro Taglioni nei Parchi di Nervi

Per cercare di saperne qualcosa di più, Francesca Camponero ha contattato l’ufficio stampa di Roberto Bolle, il quale ci ha dichiarato di essere a conoscenza di quanto dichiarato dal sindaco di Genova Marco Bucci, ma di non avere ancora avuto alcun contatto ufficiale. Lo stesso ci hanno detto i responsabili della comunicazione di Porto Antico SPA, l’azienda genovese, specializzata nell’organizzazione e nella gestione di grandi eventi, indicata dai quotidiani come la più papabile per farsi carico degli aspetti organizzativi.

Dubitare è pertanto lecito, ma altrettanto lo è sperare. Il festival è stato un fiore all’occhiello della nostra città nel mondo. Ha portato migliaia di turisti e appassionati di danza a Nervi, ha portato risorse economiche e lavoro in quell’antico borgo. Gli stessi Parchi hanno bisogno di essere riportati al centro dell’attenzione, cittadina ma non solo, perché necessitano di costante attenzione e manutenzione, in quanto costituiscono un patrimonio bellissimo ma delicatissimo e auspichiamo che gli utili della manifestazione – almeno in parte – possano essere devoluti alla loro gestione, contribuendo a salvare questo inestimabile patrimonio naturalistico.

Alberto Soave

[Nella foto in alto l’area nella quale venivano allestiti gli spazi del Festivall di Nervi]

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