Una tartaruga per portare a riva chi fugge attraverso il mare

InformaDanza ha sempre prestato la massima attenzione alle iniziative di carattere sociale. Non potevamo quindi esimerci dal segnalare questa iniziativa, promossa dal Consiglio Italiano per i Rifugiati, che prende spunto dall’anniversario della morte di Alda Merini, la quale, oltre a essere una grande poetessa, fu un personaggio straordinario, attenta alla sofferenza degli “ultimi” perché lei stessa era stata fra gli “ultimi”, ricoverata in un ospedale psichiatrico.

A noi piace ricordare sempre che l’arte è ponte fra i popoli, messaggio di pace, cultura profonda perché raffinata da altrettanto profonda sensibilità e come tale, quando ne abbiamo l’occasione, cerchiamo di raffigurarla.

giovedì 02 novembre | ore 21:00

EVENTO PROMOSSO DAL CONSIGLIO ITALIANO PER I RIFUGIATI

Giovanni Nuti, Monica Guerritore, Roberto Vecchioni

e con MARCO FERRADINI, FABIO ARMILIATO, GRAZIA DI MICHELE, ISKRA MENARINI E I PICCOLI CANTORI DI MILANO

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Alda Merini

I testi profondissimi di Alda Merini diventano canzoni grazie alla bellezza della musica di Giovanni Nuti, collaboratore e amico di Alda Merini negli ultimi anni, e grazie alla costruzione drammaturgica del concerto che Monica Guerritore ha creato con immagini folgoranti e suggestioni visive che restituiscono con potenza l’anima multiforme della Poetessa degli “Ultimi”. Idealmente vicina agli emarginati, emarginata lei stessa, le sue canzoni sono un richiamo alla vicinanza tra esseri umani.

Non si troveranno rime baciate, non sarà un reading, né un’ingessata lettura al leggio, né uno spettacolo in forma di amarcord. Sul palco Alda Merini riprende vita con tutta la sua passione incandescente, le sue contraddizioni, i suoi tormenti, la sua sensualità e la sua dolorosa pietà. L’iniziativa si ispira ad una poesia intitolata “Una volta sognai” nella quale l’autrice immagina di essere una tartaruga per portare in salvo chi fugge, attraverso il mare, a testimonianza della sua grande sensibilità verso il tema dei rifugiati. Il concerto ha anche finalità di raccolta fondi a sostegno delle attività del Consiglio Italiano per i Rifugiati in favore dei richiedenti asilo e rifugiati presenti sul nostro territorio, con particolare attenzione ai minori stranieri non accompagnati e alle vittime di tortura.

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La “Porta di Lampedusa” detta anche “Porta d’Europa”, monumento dedicato ai migranti che arrivano nell’isola siciliana

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati, presieduto da Roberto Zaccaria, è un’organizzazione umanitaria indipendente costituitasi nel 1990 su iniziativa delle Nazioni Unite. Il CIR lavora per favorire l’accesso alla protezione delle persone che fuggono da guerre e persecuzioni e per contribuire a costruire condizioni di accoglienza e integrazione dignitose, nel pieno rispetto dei diritti umani. È una Onlus, con una struttura leggera di operatori legali, sociali, mediatori culturali, medici e psicologi. In più di 25 anni il CIR ha assistito oltre 120 mila persone, ha contribuito a riabilitare circa 4 mila vittime di tortura e si è battuto per il riconoscimento dei loro diritti.

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