Com’è nata l’idea del Festival di Nervi

L’incontro con la danza per Mario Porcile arriva come un fulmine: “Nella danza c’è tutto – diceva il Maestro – la gioventù che fiorisce, l’espressività dei corpi, il linguaggio universale dei gesti”.

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Locandina del Festival Internazionale del Balletto di Nervi nell’anno del Quarantesimo

Voglioso di portare a Genova le migliori compagnie di balletto esistenti Porcile, mancato medico o notaio, come lo voleva la sua famiglia, già nel 1952 si dà daffare per organizzare una serie di spettacoli nell’ampio spazio davanti le piscine d’Albaro (quartiere residenziale genovese), ed ospita una compagnia di danzatori dell’Opera di Parigi con l’étoile Lecette Darsonval. La manifestazione ha un discreto successo che lo spinge ad andare avanti. Lo stesso anno si reca al Teatro alla Scala, dove conosce Ugo dell’Ara, primo ballerino del teatro milanese, ed a lui si rivolge per un progetto che gli stava molto a cuore: aprire una scuola di danza a Genova.

Dell’Ara accoglie favorevolmente l’idea di Porcile e la scuola viene inaugurata nel 1953 sotto la sua direzione artistica. La prima sede è in C.so Firenze fino al 1955, anno in cui viene trasferita in Via Luccoli 23 a Palazzo Bramante (dove è tutt’ora).

Lecette Darsonval

Mario Porcile ama fare le cose in grande e sempre al top, per questo chiede supporto economico alle grandi aziende o società genovesi di quei tempi. La sua verve e la sua determinazione lo portano ad ottenere per la sua scuola la sponsorizzazione dell’armatore Alberto Fassio che regalò un milione e mezzo di lire da investire in uno spettacolo degli allievi che andò in scena il 22 febbraio 1957 al Carlo Felice. Lo spettacolo vantava la presenza dell’esordiente Paolo Bortoluzzi, perla della scuola, allora diciottenne.

Il Marchese de Cuevas

Nella singolare avventura di Porcile, il suo incontro con il Marchese de Cuevas, avvenuto a Parigi nel 1954 fu determinante. Il Marchese capendo la grande forza di volontà ed amore per la danza di Mario lo volle come consulente della sua compagnia. In quegli anni Porcile imparò molto sulla danza e quel mondo così affascinante e complesso, in più ebbe occasione di girare il mondo. Seguiva le tournée della compagnia del Marchese de Cuevas andando da Cannes a Copenaghen (dove conobbe Erik Bruhn), e poi in italia, da Venezia a Torino, per poi tornare al Carlo Felice di Genova.

Ed è così che arriva l’idea del Festival del Balletto di Nervi, sempre nel 1954 con Ugo dell’Ara quando, assolutamente convinto dell’attuazione della cosa, si licenzia definitivamente dal suo lavoro nella società di assicurazioni e si dedica completamente alla danza.

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Il Teatro “Enrico Cecchetti”

A Parigi prende contatti con artisti e con il grande fotografo Serge Lido che vuole come fotografo ufficiale della manifestazione. Le sue idee erano chiarissime: con il Festival Internazionale di Nervi Porcile era intento a riabilitare il balletto italiano e fondare una compagnia che rappresentasse la danza italiana, incominciando a portare a Genova le compagnie estere. Porcile voleva risvegliare la memoria di quanto in passato avesse significato la danza italiana con i grandi nomi come Enrico Cecchetti, Maria Taglioni, Carlotta Grisi ecc.

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Il Teatro “Maria Taglioni”

Il festival si fece e durò fino al 2004, Porcile col suo entusiasmo era riuscito a coinvolgere l’allora sindaco di Genova dott. Pertusio, il vicesindaco Prof. De André ed insieme crearono quel favoloso e indimenticabile Festival che su due palcoscenici quello del Teatro Maria Taglioni a Nervi e quello del Teatro Duse in città ospitarono tutte le grandi compagnie e i gruppi di avanguardia del mondo della danza.

La prima fu l’8 luglio 1955, portò sul palcoscenico di Nervi il Balletto del Teatro Nazionale Croato di Zagabria con ben 140 ballerini n scena. Fu un trionfo!

Ho sempre amato il rischio si deve osare nel nostro campo, avere coraggio. Io punto sui giovani fidandomi del mio intuito e debbo dire che mi è sempre andata bene. Pur di rivivere tutti quegli anni di soddisfazioni sarei disposto a rifarmi il periodo di prigionia in Germania – confessò in vecchiaia Porcile – ho lavorato con oltre 100 compagnie e sempre, con ognuna di loro, mi sono sentito come in una grande famiglia”.

Francesca Camponero

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