“La grande occasione della mia vita professionale”, Leda Lojodice racconta il suo incontro con Mario Porcile

Questa settimana continuando il nostro percorso su Mario Porcile ed il suo Festival abbiamo il piacere di mettere in rilevo un’altra figura di spicco della danza italiana, Leda Lojodice, grande ballerina degli anni ’70 e attualmente nota coreografa grazie alla collaborazione oramai ventennale con il tanto amato quanto discusso regista argentino Hugo de Ana.

Leda si diplomò al corso di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Danza e volata poi a Parigi per ulteriore perfezionamento ebbe maestri celebri come Boris Trailine, Raymond Franchetti nonchè i Maestri dell’Opéra di Parigi.

fellini casanovay (8)
Federico Fellini, Casanova

Dal 1969 è stata Prima Ballerina guest nei maggiori teatri italiani come il Teatro Sferisterio di Macerata, il Teatro Regio di Torino, l’Arena di Verona, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Bellini di Catania. Ma lavorò molto anche all’estero, dalla Francia alla Polonia fino in Yugoslavia. A Parigi danzò nell’ambito del Festival Internazionale di Danza d’Automne ed in coppia con il celebre Danser e maitre de ballet Mirolad Miskovitch; fu anche Danseuse Etoiles nella compagnia internazionale di balletto diretta dal coreografo Joseph Lazzini ballando spesso in coppia con i Primi Ballerini dell’Opéra .

Negli stessi anni in Italia furono tanti i coreogfrafi che ispirò e che crearono per lei in varie edizioni del Festival dei due Mondi di Spoleto (allora diretto da Giancarlo Menotti e da Alberto Testa). Ricordiamo ad esempio la coreografia fattale su misura da Jean Cèbron dal titolo “ Io sono sola con i battiti del mio cuore “.

Ma Leda Lojodice non è stata solo una ballerina classica, la sua carriera infatti vante esperienze di ogni tipo in campo artistico. Più volte ospite di trasmissioni televisive, nel 1977 è stata l’interprete principale dello spettacolo inaugurale per la TV a colori con la regia e coreografia di Gino Landi. Anche il mondo del cinema è rimasto rapito dalla sua figura e dal suo talento, portandola sul grande schermo e onorandola di numerosi riconoscimenti. Straordinaria la sua interpretazione della ‘Bambola Meccanica‘ del film ‘Casanova‘ di F.Fellini, nonché nel ruolo della ‘moglie’ dell’attore Carlo Delle Piane nel film ‘Condominio‘ diretto da Felice Farina che le valse il Premio Annecy ’91 (Parigi).

Insomma un percorso strepitoso in cui non poteva mancare anche l’incontro con Mario Porcile. Leda Lojodice ci ha voluto donare questa preziosa testimonianza che riportiamo testualmente.

L'autunno nei vespri siciliani
L’Autunno nei Vespri Siciliani

“Ho conosciuto Mario attraverso la segnalazione di M. Miskovitch e la grande manager Madame Irene Lidova con cui Porcile spesso collaborava quando ero prima ballerina ospite a Parigi nella compagnia di Mirolad. Sono stata invitata da Mario a partecipare come giovane solista italiana in un concerto di danza con una serie di Etoiles internazionali ed essendo la più giovane, ho aperto la serata con un passo a due eccezionale del coreografo Argentino Oscar Araiz sull’adagio di Albinoni.

Va detto che che Mario non era solo il Festival di Nervi. In quegl’anni 70 vanno ricordate le stagioni invernali alla Fenice di Venezia con la Sua Direzione Artistica e manageriale per il balletto, come i suoi famosi Concerti di Danza a cui partecipavano coreografi ed artisti internazionali entrati già nella storia del balletto. Uno di questi era Serge Lifar che creò la coreografia per il mio ruolo di Lykeion in Daphnis e Cloe con Tessa Beamont e Rudy Bryans.

Mario mi ha dato tanto regalandomi il privilegio di riconoscere il mio talento e misurarlo al fianco di eccezionali interpreti. Era un giudice molto severo e si accorgeva subito se un determinato ruolo era adatto alla mia persona ma, con altrettanta competenza, mi assegnò il ruolo di Fanny Cerrito nel pas de quatre nella versione di A. Dolin e il ruolo di ballerina principale nel balletto tratto da Il Cid di Massenet per la coreografia del cubano J. Garcia. Con il coreografo Italo-Francese J. Lazzini mi scritturò per la creazione del balletto contemporaneo su musica di Franco Donatoni. La conoscenza di Lazzini mi portò a Parigi , mia seconda patria artistica, come Etoile ospite della compagnia per tre anni al fianco dei danseures etoiles dell’Operà. Per non dilungarmi in un lungo elenco di personaggi basterebbe sfogliare i libri di foto del celebre fotografo di balletto Serge Lido!

ScansioneAl mio ritorno in Italia da tournée internazionali, ho incontrato di nuovo Mario nel 1973 per l’inaugurazione del Teatro Regio di Torino (ove per altro a breve presenterò la coreografia per l’Opera Sansone e Dalila). Nel balletto interpretavo l’Autunno all’interno dell’opera verdiana I Vespri Siciliani per la regia di F. Di Stefano e M. Callas e le coreografie di Serge Lifar.

In seguito, ho rivisto spesso Mario a Genova quando da coreografa arrivavo al Carlo Felice per la Lirica. Il suo smalto e la sua eleganza erano gli stessi ma con l’aggiunta di una velata malinconia per il nostro convivere in un’epoca molto cambiata per far rivivere quei grandi eventi da Lui creati ed è per questo che quegli anni rimangono insostituibili. Oggi nel mondo internazionale del Balletto non mancano Artisti eccezionali, tuttavia credo non bastino un luogo, un palco a disposizione, una manciata di euro per far accorrere il pubblico come accadeva per il glorioso Festival di Nervi o gli spettacolari Concerti di Danza alla Fenice! Manca la figura centrale come quella carismatica di Mario che sapeva far coesistere la magia dell’Arte del balletto per la scelta dei direttori d’orchestra,delle scene originali di grandi pittori, della mirabile scelta del repertorio di ciascun artista partecipante e, se una giovane come me non possedeva ancora un suo repertorio invitava grandi coreografi che gliene costruivano uno adatto!

Oggi, qua e là si affacciano nuovi agenti o direttori artistici, come sporadiche organizzazioni di Danza di cui è difficile valutare l’effettivo spessore. Come poter fare un confronto con una personalità completa come quella di Mario Porcile! Per i giovani liberi professionisti sarebbe una grande e preziosa opportunità di crescita partecipare al ”vero” mondo dello spettacolo come lo è stato per pochi di noi. Non mi resta che far loro i miei migliori auguri ”.

E noi ringraziamo Leda Lojodice per le sue parole, facendole anche noi gli auguri per il lavoro che continua a svolgere e che le regalerà ancora tanti successi (di uno, di cui siamo già a conoscenza, parleremo a breve).

Francesca Camponero

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