Sir Frederick Ashton, genio fondatore del balletto inglese

A portare una prospettiva distintamente musicale e umana e un’attenzione ai dettagli che ha contribuito a definire lo stile del balletto inglese è stato un uomo di gran classe, Frederick Ashton.

Ashton era di origini sudamericane. Il più giovane di quattro fratelli. Nacque a Guayaquil, in Ecuador, il 17 settembre 1904 ed è poi cresciuto a Lima, in Perù.

Frederick Ashton

Il padre era un uomo d’affari e vice console britannico, e fu sua madre ad introdurlo nella leggiadrìa della belle epoque di Lima. All’età di 13 anni a decidere il destino di Ashton è stata un’esibizione di Anna Pavlova proprio a Lima. Aver visto la grande danzatrice non solo ha innescato la sua vocazione alla danza, ma la Pavolova è rimasta il simbolo e l’esempio che ha sempre voluto ricreare dietro ogni ruolo di ballerina.

I suoi ricordi d’infanzia sono molto presenti nelle sue sue creazioni: dalla languida sensualità dei ballerini di tango alle danze coloniali del tè, fino alle ondeggiate processioni dei giorni di festa celebrati in Perù.

Dopo tre anni trascorsi in un collegio inglese e con l’intento di lavorare come impiegato nella City, Ashton iniziò a prendere lezioni private settimanali con Leonid Massine, e divenne un allievo di Marie Rambert. Sebbene non avesse forza e tecnica, aveva una naturale eleganza e lirismo che gli hanno permesso di fare il suo debutto come danseur nobile, collaborando con la grande Tamara Karsavina in Les Sylphides. La Rambert, individuando il talento naturale di Ashton, gli diede l’opportunità di coreografare il suo primo balletto nel 1926: A Tragedy of Fashion, in cui Asthon, seppur giovane mostrò immediatamente una straordinaria capacità di far vivere i personaggi attraverso la danza.

Il balletto metteva in luce le connessioni tra moda e tragedia. Le sue esperienze personali contribuirono molto a questa sua creazione: una fu la morte del padre che si suicidò due anni prima che Ashton realizzasse il balletto, e un’altra fu la morte di Charles James, un famoso sarto, fratello di una delle sue ballerine trovato senza vita nel Chelsea Hotel dove morì senza un soldo.

Ashton in prova con Nureyev

Nel 1928, Ashton entrò a far parte della compagnia di Ida Rubinstein a Parigi, dove fu in grado di perfezionare il suo mestiere apprendendosi a Bronislava Nijinska, che gli insegnò come personalizzare il linguaggio del balletto classico e renderlo rilevante per il suo tempo.

Un’altro incontro importante per lui fu la ballerina di Diaghilev Alicia Markova a quei tempi molto giovane. Sapendo che la sua carriera era stata messa a repentaglio dalla recente morte dell’impresario, Ashton fece in modo che fosse assunta da Rambert come artista ospite e qui fu l’inizio di una straordinaria collaborazione. Se Ashton salvò la Markova e fu responsabile della creazione di un repertorio personale che mostrasse la sua tecnica virtuosica e la sua sofisticata musicalità, lei, con il suo legame con le divinità del balletto dalla Spessivtzeva a Stravinsky, gli fornì l’esperienza e il patrimonio che gli mancava.

Durante gli anni ’30, come ballerino e coreografo, Ashton si divise tra la piccola compagnia di Rambert e quella di Ninette de Valois, integrando al contempo le sue magre entrate lavorando nel teatro commerciale. Nel 1935, avendo fondato una sua compagnia professionale, la de Valois invitò Ashton ad unirsi a lei al Vic-Wells Theatre dove, sotto l’ispirata guida musicale di Constant Lambert, per dar vita ad una nuova corrente del balletto.

Quello che oggi si chiama “lo stile inglese” è stato incarnato dalla musa di Ashton, Margot Fonteyn, la cui moderazione, semplicità e compostezza sono state arricchite dalle tracce della lussureggiante e romantica plasticità che aveva amato in Anna Pavlova. Dopo la guerra, la compagnia de Valois – ribattezzata The Royal Ballet – si trasferì al Royal Opera House, e nel 1963, quando si ritirò, Ashton subentrò come regista e coreografo residente, rimanendo in carica per i successivi sette anni.

La sua opera coreografica comprende oltre cento opere, almeno quattro delle quali, Symphonic Variations (musica di César Franck, 1946), Scènes de Ballet, La fille mal gardée (musica di Hérold-Lanchbery, 1960); The Dream (musica di Mendelssohn-Lanchbery, 1964), sono capolavori del XX secolo. Frederick Ashton è senza dubbio uno dei coreografi più importanti nella storia del balletto.

Ad Ashton piaceva condurre una vita “splendida” al di fuori della sua professione, attirato nel set di Bright Young degli anni Venti e lanciato nella società inglese negli anni ’90, dalla miliardaria americana Alice Astor. Il successo in questo mondo fu il lavoro sul campo di Ashton. Le maniere e i costumi aristocratici che osservava, come la sua capacità di catturare l’essenza stessa di una persona e di quello che la circondava, si ritrovano in balletti come A Wedding Bouquet e Enigma Variations (1968).

Il contenuto del lavoro di Ashton è personale come il suo stile. Era un romantico, la cui vita emotiva rappresentava un importante impulso creativo. L’amore non corrisposto per un bellissimo giovane sarà ispirazione dietro più di un balletto, la sua stessa sofferenza e desiderio saranno codificati nella storia di Two Pigeons (1961), la cui drammaturgia è basata sull’infedeltà e la riconciliazione. Enigma Variations, fa il ritratto di Ashton, del sentimento di abbandono professionale del compositore Edward Elgar, che è anche una confessione dell’insicurezza che lui stesso stava vivendo alla fine della sua carriera.

Fra i suoi capolavori oltre a quelli già menzionati sono da ricordare: Façade (musica di William Walton, 1931), gioiello di finissimo humour; Apparitions (musica di Liszt-Lambert, 1936); Les patineurs (musica di Meyerbee-Lambert, 1937); Cinderella (musica di Prokof’ev, 1948); Illuminations creato per il New York City Ballet (musica di Benjamin Britten, 1950); Romeo and Juliet (musica di Prokof’ev, 1955); La Valse (musica di Ravel, 1958); Ondine (musica di Henze, 1958); Marguerite et Armand(musica Franz Liszt, 1963); Monotones (musica di Satie, 1965 e ’66); A Month in the Country (musica di Chopin-Lanchbery, 1976); Rhapsody (musica di Rachmaninov, 1980). Numerose le coreografie per opere liriche, fra le quali Morte a Venezia di Britten, 1973.

Ebbe numerose onorificenze da parte del Regno Unito, come essere nominato Comandante dell’ordine dell’Impero britannico, l’onore più illustre di tutti, in quanto senza dubbio Sir Frederick Ashton, nei suoi ultimi anni, era paragonabile ad un tesoro nazionale. Non solo, era un favorito della corte, un membro del circolo interno della Regina Madre, accettato e amato per la sua natura spericolata, l’arguzia geniale e le impersonali incomparabili.

Sir Frederick Ashton, morì all’età di 83 anni ( 18 agosto 1988) nella sua casa nel Sussex, in Inghilterra. La morte di Sir Frederick porta a termine un’era in forma di balletto e presieduta da tre grandi innovatori: George Balanchine, Antony Tudor e appunto Sir Frederick.

Ashton ha fatto molto per sviluppare uno stile di balletto tipicamente britannico caratterizzato da eleganza, lirismo e gentilezza. Un coreografo versatile,x i cui balletti hanno attinto o evocato fonti letterarie, hanno raccontato storie o che sono stati semplici risposte a una partitura musicale.

Francesca Camponero

[Nella foto in alto, da sinistra: Margot Fonteyn, Rudolf Nureyev e sir Frederick Ashton]

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