Due serate di danza nella Capitale con il Balletto di Roma

Finalmente riaperti al pubblico, gli spazi alberati di Palazzo Venezia ospitano, il primo e l’8 agosto, due spettacoli del Balletto di Roma all’interno della rassegna Il Giardino Ritrovato. Per l’occasione, la compagnia presenta la recente produzione Paradox, frutto del nuovo percorso artistico dell’ensemble, e Contemporary Tango, opera di repertorio e grande successo degli ultimi anni. Un’occasione per vedere in scena i nuovi linguaggi coreografici e gli straordinari interpreti della storica compagnia romana.

PARADOX
1 agosto

ParadoxPARADOX è un’indagine di due autori sul concetto di genere. Due sguardi distanti per colori e prospettive, accomunati dall’universale strumento di comunicazione del balletto e rappresentati attraverso le abilità tecniche e interpretative dell’ensemble del Balletto di Roma. I protagonisti sono il coreografo di origine israeliana Itamar Serussi Sahar – già danzatore per Batsheva Dance Company e resident coreographer di Scapino Ballet – e Paolo Mangiola, autore per Royal Ballet e Wayne McGregor | Random Dance nonché coreografo associato del Balletto di Roma. Provenienti da percorsi formativi differenti, Serussi e Mangiola scelgono di esplorare i toni, gli umori, le storie e gli esiti di un universo diviso in due, calando gli interpreti nell’ideale stato di separazione dei generi.

SHYCO è un assolo creato per un danzatore della compagnia, che esplora attraverso il codice dinamico e fisico di Serussi alcuni aspetti dell’animo umano, ma in una dimensione prettamente maschile, proponendo un viaggio nelle emozioni, nella vulnerabilità e nella forza di un giovane uomo, in transito nel proprio percorso di crescita, alla ricerca della maturità e della consapevolezza.
Coreografia di Itamar Serussi, musiche Richard van Kruysdijk

FEM esplora i codici e i riti del balletto accademico, offrendo al pubblico una riflessione sullo stereotipo della femminilità costruita dalla prospettiva maschile, continuando l’indagine sul tema della ‘rappresentazione’ nel mondo contemporaneo già iniziata da Paolo Mangiola. Una composizione registica in cui la guida coreografica si accorda con l’autonomia e la consapevolezza delle singole performer, rendendole parte attive e complementari della partitura.
Per quattro danzatrici, coreografia Paolo Mangiola, in collaborazione con le danzatrici del Balletto di Roma, musiche Erik Satie e Anna Meredith

TEFER è uno studio di Itamar Serussi per sei danzatori sui gesti e sul corpo dell’uomo, con musiche originali di Richard van Kruysdijk. Attraverso uno sguardo ironico e un segno potente, TEFER svela i contrasti di una mascolinità inattesa, indugiando sull’esposizione di virilità conosciute e scoprendo i pudori di sensibilità rimosse. Una parodica danza guerriera rompe gli spazi e scompone i contatti, lasciando che siano i corpi ad aprire varchi di comunicazioni interrotte.
Coreografia Itamar Serussi, musiche Richard van Kruysdijk

CONTEMPORARY TANGO

coreografia e regia Milena Zullo
con Kledi Kadiu
musiche Astor Piazzolla e AA.VV.
scene e costumi Giuseppina Maurizi
light designer Emanuele De Maria
con la partecipazione dei tangueri Marco Evola e Laura Mommi
produzione Balletto di Roma

contemporary_tangoL’opera, attraverso l’uso del linguaggio contemporaneo, vuole raccontare il tango sociale, che sempre di più sembra diffondersi nel nostro pianeta. Segnale ulteriore del fenomeno della globalizzazione, che ancora una volta anche in questo ambito, come nel linguaggio della danza tutta, contamina e unisce. Il Tango sociale è vissuto non più semplicemente come un ballo, con i suoi passi tipici, ma come un “racconto” di un modo di sentire tanto diffuso, capace di percorrere con la sua musica ormai tutti i continenti della terra. L’opera, creata per il Balletto di Roma, esplora una nuova contaminazione tra il linguaggio contemporaneo e il “minimalismo” dell’incontro tra corpi che parlano di tango: incontro di un linguaggio popolare e sociale con il più ricco e variegato modulo del balletto. Lo spettacolo narra l’abbraccio del tango, dentro il quale si colmano bisogni, aspettative, sogni, desideri e oblii, un abbraccio che ciascuno esprime arricchendolo del proprio sé e portando in esso tutta quella memoria, consapevole e non, che la vita gli ha tracciato nel corpo. Attraverso un rito che si consuma sempre uguale, in ogni dove, la sala da ballo, propriamente detta Milonga, detta un codice di comportamento, attraverso il quale prende forma il ballo. L’uomo e la donna si ritrovano come dentro una scatola nuova, superando ogni confine dentro quel mistico abbraccio, ritrovando in sé stessi virilità e femminilità, che in questo ballo non hanno crisi di individualità. Preziosa e speciale diviene la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiu, grazie al quale la virilità contenuta in questa danza diventa ulteriore protagonista.

Informazioni

[In alto una veduta dei Giardini di Palazzo Venezia. Foto di Claudia Pajewski]

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