Tradere della spagnola Laia Santanach a PimOff

1 ottobre
TRADERE
di Laia Santanach

con Julia Sanz, Anna Hierro, Mario G. Sáez, Carlos Martorell e Laia Santanach
musiche originali Carlos Martorell
drammaturgia Victoria Szpunberg
consulenza Maribel Ponferrada (antropologa) e Miquel del Pozo (storico dell’arte)
luci e scene Joana Serra
costumi Kike Palma
supporto alla produzione Elclimamola
management Caroline Giffard
video Ignasi Castañé
foto Jofre Moreno
co-produzione Fira Mediterrània de Manresa, Ballet National de Marseille, Mercat de les Flors
con la collaborazione di Festival Dansàneu, PimOff, Laboratori Tísner, Obrador-espai de creació, Eufònic, Centre Chorégraphique du Canal, Roca Umbert, Istituto Cervantes e Ricerca X
con il supporto di Generalitat de Catalunya

Tradere, della coreografa e danzatrice spagnola Laia Santanach, è stato uno dei progetti vincitori del bando Citofonare PimOff 20/21, un programma di residenze a sostegno di progetti di danza e performance in fase di studio. Inizialmente programmato per marzo 2021, è stato rinviato alla stagione successiva: l’artista e la sua compagnia approfondiranno il progetto durante una residenza presso PimOff e ne presenteranno un’anteprima al pubblico venerdì 1° ottobre.

Il progetto nasce da una riflessione personale dell’artista sulla parola “tradizione” e su come essa si rifletta nella creazione del movimento in uno spazio e in un tempo. La tradizione è l’insieme di conoscenze, costumi e credenze che si tramandano di generazione in generazione, fino a consolidarsi come beni di valore inestimabile per la cultura di un territorio.

Tradere: parola latina per tradizione, che significa consegnare.
Mettere / dare / trasmettere qualcosa a qualcuno a proprio rischio.
Trasmissione: copia e/o ripetizione di questa consegna in un altro corpo.
«Copia per vedere meglio» diceva Cezanne.
«Ciò che non è tradizione è plagio» Eugenio D’Ors.
Copia e ripetizione si completano a vicenda.

La bacchetta di salice; la corsa con la moglie in spalla; la gara del formaggio rotolante; il salto del Colacho; i picaos di San Vicente de la Son Sierra: sono solo alcune delle numerose antiche tradizioni europee, che tutt’oggi sono molto sentite dalle comunità presso cui nacquero e che rimangono per lo più sconosciute all’infuori della dimensione locale.

Ognuna di esse, pur non costituendo una forma di danza, richiede un forte coinvolgimento del corpo; un corpo che si espone e sacrifica la sua integrità fisica, mettendola in pericolo nel nome della credenza popolare, dell’amore e del senso di comunità che si genera nel rito. Laia Santanach si interroga proprio sulla necessità umana di mantenere in vita queste celebrazioni rituali e le rilegge in una prospettiva contemporanea, attraverso la danza.

Seguirà lo spettacolo un incontro con la compagnia, a cura di Ambra Pittoni, di Ricerca X, durante il quale saranno approfonditi e illustrati i processi che hanno portato alla costruzione di Tradere. Qual è il percorso che ha portato l’artista a confrontarsi con il tema del corpo e della tradizione folclorica europea? In che modo le sue ricerche si sono tradotte sulla scena?

LAIA SANTANACH
Coreografa, ballerina e pedagoga residente a Barcellona, con oltre quattordici anni di esperienza. Dal 2014 lavora come artista indipendente, ma continua a collaborare con altri artisti in creazioni collettive come 1714, Lavinia, o gNow di Cobosmika Seed’s, con cui vince il premio Support for the Creation al MIT’S Festival 2017. Insieme a Roser Tutusaus è autrice di S’he, con cui vince la residenza a La Caldera; con Vaivé di cui è co-autrice con Miquel Barcelona vince la residenza Tanzhaus Zürich al Concorso Coreografico di Madrid. Il suo Replica è finalista all’Institut del Teatre Award 2017, ripresentato poi in versione breve al Mercat de les Flors. Nel 2019 ha coreografato HIRAETh, in collaborazione con il regista Ignasi Castañé. È anche l’autrice dei due assoli Vàcua e Ballant Ballàvem. Nel 2018 vince il Premio Delfí Colomé per il progetto Àer.
Come ballerina lavora in diverse compagnie nazionali e internazionali, come Pepe Hevia Danza e Transit Dansa; lavora anche con prestigiosi registi teatrali.
Come insegnante, ha lavorato in diversi spazi e centri di formazione: Area, UAB, nunArt, Rogelio Rivel School, Descalzhina, CobosMika Seeds, DASS di San Pietroburgo, Institut del Teatre di Barcellona. Nel 2016 ha creato il festival Minorca in Dansa, che tuttora co-dirige. Attualmente è insegnante di danza e creazione presso l’Università Autonoma di Barcellona

MASTERCLASS con Laia Santanach
PHYSICAL TOOLS
La lezione inizia con un riscaldamento attivo, volto a preparare il corpo e metterlo in condizione di raggiungere la fine della sessione al livello di massima prestazione fisica. L’attività porta i partecipanti a esplorare i limiti del proprio corpo in movimento. Per fare questo, Laia Santanach combina elementi tratti da diverse tecniche contemporanee, per andare ad affrontare sia il lavoro a terra che in piedi. Si prosegue approfondendo il lavoro sul busto, le spirali, le torsioni, gli equilibri e le sospensioni, e infine le dinamiche del movimento e la sua musicalità.
La partecipazione è rivolta a danzator*, attor* e performer con una buona capacità di movimento.
Max 10 partecipanti: per informazioni e iscrizioni scrivere a segreteria@pimoff.it
Costo della masterclass: 15 €

INFORMAZIONI
27 settembre – 1 ottobre | Residenza presso PimOff
1 ottobre ore 19.30 | Anteprima aperta al pubblico. Acquisto online sul sito o prenotazione obbligatoria a info@pimoff.it se acquisti in cassa.
2 ottobre ore 11.00 – 14.00 | Masterclass rivolta a danzator*, performer e attor* con buona capacità di movimento. Costo 15 euro. Prenotazione obbligatoria a segreteria@pimoff.it

PimOff, via Selvanesco, 75 Milano
Tel. 02 54102612
E-mail info@pimoff.it
SITO WEB FACEBOOK INSTAGRAM

[In alto: Tradere (foto di Jofre Moreno)]

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