Musica e danza insieme sul palco di Nervi per raccontare la storia di Stravinsky

Ieri sera (giovedì 8 luglio 2021) a Nervi si è omaggiato il genio di Stravinsky in uno spettacolo che ha visto uniti sul palco musica e danza. Musica e danza solitamente “viaggiano” insieme, ma il più delle volte i ballerini sono gli unici ad avere il possesso del palcoscenico lasciando i musicisti nella buca dell’orchestra o, quando va peggio, la danza viene eseguita su musica registrata. Be’ Daniele Cipriani da tempo ha capito l’importanza di unire anche visivamente queste due forme d’arte e così anche lo spettacolo STRAVINSKY’S LOVE in omaggio al 50° anniversario della morte di Igor Stravinsky in prima assoluta al Nervi Music Ballet Festival 2021 ha offerto al pubblico questa nuova forma di esibizione.

Vladimir Derevianko

In questa fortunata operazione però esiste sempre un rischio: che la musica sovrasti la danza non solo sonoramente ma anche visivamente quando la danza non viene fuori come dovrebbe, ovvero che vengano presentate coreografie deboli che non riescano a prendere la scena. Ieri sera dei sei brani presentati qualcuno ha avuto questa sorte. Questo non vuole penalizzare il progetto di Cipriani che si dimostra assolutamente valido e vincente anche nella sua operazione didattica affidata a Vladimir Derevianko, stella internazionale, già primo ballerino del Bolshoi di Mosca, che qui vediamo in un ruolo inconsueto quello dell’attore. Derevianko infatti ha impersonato Igor Stravinsky. Con i suoi natii accenti russi, l’étoile russa ha fatto un excursus sulla carriera del compositore rievocando ricordi e aneddoti, molti dei quali legati al periodo dei Ballets Russes. In questo viaggio virtuale (la cui sceneggiatura porta la firma di Vittorio Sabadin) abbiamo ritrovato Picasso, Diaghilev, Nijinsky e Balanchine, descritti amorevolmente da chi li aveva conosciuti molto bene. Bravo, anzi bravissimo Derevianko, garbato ed elegante come sempre, ha tenuto con maestria le redini dello spettacolo, cattivandosi la simpatia di tutti.

Jacopo Bellussi

Con certezza possiamo dire che la danza è stata veramente protagonista nel nuovo balletto firmato da John Neumeier su Divertimento, brano per violino e pianoforte tratto da Le baiser de la fée, il balletto composto da Igor Stravinsky in omaggio a Pyotr Ciaikovsky. Non a caso il lavoro del coreografo americano s’intitola Peter and Igor ed è stato creato per Jacopo Bellussi e Alessandro Frola dello Hamburg Ballet che lo hanno interpretato a Nervi pochi giorni dopo la prima mondiale (27 giugno) al Nijinsky Gala di Amburgo. La coreografia è un brano astratto ed esamina l’ispirazione che Ciaikovsky ha dato a Stravinsky per la musica da balletto. Quello che vediamo attraverso la danza è la relazione immaginaria fra i due letta dal coreografo come quella fra due fratelli che non sempre si capiscono, ma si amano, rispettano e si apprezzano vicendevolmente. Ottimi i due danzatori dell’Hamburg Ballet in cui oltre all’ineccepibile tecnica si apprezza la capacità interpretativa che fa percepire nel brano quella rabbia e frustrazione, che può esistere in una vera relazione umana tra due fratelli.

Petrushka
Davide Dato (foto Massimo Danza)

Altrettanto riuscito il piccolo brano di due minuti e mezzo da Petrushka, nella versione originale di Michel Fokine, tripresa da Riccardo di Cosmo. Susanna Elviretti (la Ballerina), Mattia Tortora (Petrushka) e Tommaso Beneventi ( il Moro) sono stati perfetti, in una coreografia che ha fatto la storia della danza e per quello, tornando al discorso di prima, si è guadagnata la scena anche se sul palco dominava la musica di Beatrice Rana al pianoforte.

Difficile invece, malgrado la sua grande bravura ed il suo indiscusso talento, reggere da solo la scena per l’étoile dell’Opera di Vienna Davide Dato nella coreografia di Uwe Scholz sulla versione originale per pianoforte a quattro mani de Le Sacre du Printemps. L’assolo di 32 minuti che richiede molta forza e resistenza, ha messo a dura prova il ballerino che ha retto perfettamente in questo senso. Resta il fatto che la partitura era stata concepita da Stavinsky e Diaghilev per l’intero organico dei Ballets Russes e la mancanza di coralità si sente.

Francesca Camponero

[In alto Davide Dato (foto Massimo Danza)]

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