La Fondazione Haydn di Bolzano e Trento riparte con un’estate ricca di appuntamenti: opera, concerti, danza

La Fondazione Haydn di Bolzano e Trento è pronta a ripartire con una lunga serie di appuntamenti durante l’estate che coinvolgeranno l’intera Regione con oltre 50 eventi. Opera, concerti, danza: attorno a questi tre ambiti espressivi si snoderà, tra giugno e agosto, una ricca programmazione che metterà in campo tutte le energie artistiche, organizzative e comunicative della Fondazione, con produzioni originali e coproduzioni.

«Per la prima volta le nostre attività, con i rispettivi direttori artistici, vengono presentate insieme», dichiara Paul Gasser, Presidente della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, «un segnale importante che accompagna la tanto attesa riapertura dei luoghi di spettacolo. Ripartiamo quindi in modo corale, per far sentire la nostra voce con forza a livello regionale e nazionale. A gettare un ponte tra opera, orchestra e danza, il nostro Associated Artist Matteo Franceschini, compositore che dalla sua Trento è partito per un lungo viaggio che lo sta portando a mettere la musica in contatto con altre discipline. Ciò che come Fondazione Haydn ci siamo dati come fine».

Per Valeria Told, Direttore Generale della Fondazione, «ripartire significa fare tesoro della nostra esperienza e nel contempo proiettarci verso il nuovo, facendo ricorso a tutte le risorse messe a disposizione dalle nuove tecnologie digitali. In questa prospettiva si inseriscono i videostreaming di Clown Time della Compagnia Abbondanza Bertoni e di Das Buch der hängenden Gärten dell’inglese Daisy Evans, nonché il rifacimento dei nostri siti, con la novità del sito specifico di Bolzano Danza. Stiamo portando avanti anche la terza edizione del progetto Fringe, dedicato alle realtà artistiche del territorio, e ora siamo pronti per incontrare nuovamente il nostro pubblico, che nel tempo dell’attesa ci è sempre stato vicino manifestando il proprio affetto».

Un riapertura dunque all’insegna di un articolato programma d’opera e sinfonico e il Festival Bolzano Danza: tre contesti che, pur mantenendo le rispettive specificità, dialogano fra loro, proiettandosi verso una visione comune dell’arte del suono e del movimento.

Opera 2021: Once upon a time

«Quando tre anni fa ho pensato a una stagione dal titolo Es war einmal… / C’era una volta…» racconta Matthias Lošek, Direttore Artistico del settore opera, «l’ho fatto con l’idea che il racconto di una storia sia uno di quei rituali che ci avvicinano al passato, al presente, ma anche al futuro, creano delle connessioni che alimentano le nostre credenze e le nostre speranze. Che ci permettono di sperimentare al di là del tempo e dello spazio, che spiegano la nostra esistenza, che ce la fanno comprendere; che ci consentono di stare l’uno accanto all’alto, e non l’uno contro l’altro. Un rituale che ci fa riconoscere il riso, il pianto, i sentimenti e la compassione, l’amore e anche la tristezza come parte di quella storia che si chiama vita. Ecco perché lo storytelling è così importante oggi più che mai: perché raccontare storie è un modo profondamente umano di dare un senso a situazioni difficili, come quelle che stiamo vivendo».

Alice di Matteo Franceschini (5 e 6 giugno), che rivisita la celebre Alice nel paese delle meraviglie, favola per bambini ma anche per adulti che rischiano di perdersi nei labirinti della vita, e Carlota’s Zimmer del messicano Arturo Fuentes (11 e 12 giugno), che racconta le vicissitudini della principessa belga Charlotte, moglie dell’imperatore messicano Massimiliano della casa d’Asburgo: due storie diverse nelle quali la fantasia si mescola con la realtà. A precederle in calendario (1 giugno) un singolare evento in forma di concerto nel quale le musiche di Kurt Weill si abbinano a un ciclo di canzoni scritte dall’austriaca Olga Neuwirth per rendere omaggio al connazionale Klaus Nomi, outsider del pop elettronico che si affermò a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, ispirando persino David Bowie. Anche questa è una storia che merita di essere raccontata.

A questi eventi dal vivo si accompagneranno le videoproduzioni di Clown Time della Compagnia Abbondanza Bertoni, un originale connubio tra la musica di Arnold Schönberg e il cinema di David Lynch, e di Das Buch der hängenden Gärten dell’inglese Daisy Evans, che immerge la musica dello stesso Schönberg nel paesaggio britannico. Infine, la ripresa da parte della Rai Alto Adige di Curon/Graun del gruppo OHT – Office for a Human Theatre di Rovereto, uno dei progetti vincitori della prima edizione di Fringe.

Haydn’s Summer: Music in motion

La prossima estate l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento girerà in lungo e in largo la Regione: sarà una festa della musica diffusa, attraverso quattro distinti programmi che vedranno sul podio alternarsi altrettanti direttori. «All’estro di Marco Pierobon il compito di portarci a raggiungere pubblici diversi con diversi repertori negli spazi aperti dei due capoluoghi e di altri centri della Regione, con un variegato programma dedicato ai massimi musicisti afroamericani del Novecento, da Louis Armstrong a Dizzy Gillespie e Miles Davis, alle inconfondibili voci di Ella Fitzgerald e Aretha Franklin», spiega Daniele Spini, al suo ultimo impegno di Direttore Artistico dell’Orchestra Haydn. «Pure insolita l’impresa che ci vedrà affrontare, in contemporanea con la proiezione del film a Castel Firmiano/Schloss Sigmundskron, le musiche di Paul Hindemith per un capolavoro del cinema muto ispirato alla montagna, Im Kampf mit dem Berge, girato a Merano nel 1921 da Arnold Fanck. L’occasione più eccezionale a fine agosto, con il grande concerto diretto da Juraj Valčuha, artista di fama mondiale che conferma ancora una volta la sua amicizia con la Haydn guidandola in due capolavori fra i più popolari di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Capriccio italiano, op 45 e la Sinfonia n. 5 in mi minore, op. 64». Infine, le Quattro Stagioni di Vivaldi e la serenata Eine kleine Nachtmusik di Mozart con la direzione di Marco Mandolini.

Ma l’Orchestra Haydn sarà impegnata anche durante le giornate di Bolzano Danza, in occasione della «prima assoluta di Requiem da noi commissionata all’Associated Artist Matteo Franceschini per i 60 anni dell’Orchestra Haydn».

Bolzano Danza: Swan

La 37esima edizione del Festival Bolzano Danza accoglie gli appassionati dal 16 al 30 luglio 2021 nelle sale del Teatro Comunale e in diversi luoghi della città. Dopo l’esperienza singolare di EDEN nell’estate 2020, progetto premiato per originalità dalla critica nazionale, Bolzano Danza 2021 si riappropria della sua struttura ed essenza ripartendo dagli archetipi. Con il titolo Swan, simbolo per antonomasia del balletto, assurto a effigie di un progetto artistico incentrato sulle riscritture dei classici del repertorio ballettistico e musicale degli ultimi tre secoli, il Festival di danza contemporanea è un variegato mosaico di nuovi Laghi dei cigni, nuove Morti del cigno, una nuova Giselle, un nuovo Requiem e un’infuocata Sagra della Primavera a cinquant’anni dalla morte di Igor Stravinskij. Un programma di reenactment (letteralmente “rimessa in azione”) di temi e archetipi a opera di apprezzati autori della scena internazionale e nazionale tempestato di debutti e coproduzioni.

«Swan è un festival di riletture e di ridefinizioni», riassume il Direttore Artistico Emanuele Masi. «L’apertura il 16 luglio con la nostra “compagnia associata” Gauthier Dance di Stoccarda ci porta subito nel vivo con quattro diverse riletture contemporanee del Lago dei cigni con Hofesh Shechter, Marie Chouinard, Cayetano Soto e Marco Goecke a cui si affianca l’altro pilastro di questa edizione: i vari remakes de La morte del cigno di Mikhail Fokin e Camille Saint-Saëns commissionati a diversi autori. Ritornano artisti ‘amici’ come Olivier Dubois in scena con Come Out – su Steve Reich – per il Ballet de Lorraine e il Leone d’Oro Alessandro Sciarroni con due lavori ipnotici. Icone della danza del Novecento, Maguy Marin e Lucinda Childs, sono protagoniste di due riallestimenti di opere cardine del loro repertorio con l’italiana MMContemporary Dance Company e il Ballet National de Marseille. Caposaldo della letteratura musicale, il Requiem di Mozart trova nuova linfa nella riscrittura per orchestra e live electronics di Matteo Franceschini per una creazione globale in prima assoluta al Festival che coinvolge il coreografo franco-tunisino Radhouane El Meddeb, la cubana Micompañia, l’Orchestra Haydn guidata dal francese Jean Deroyer e un gruppo di amatori del territorio».

Con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio di Bolzano, Schenk Italian Wineries; Alperia (sponsor); MiC, Regione Trentino-Alto Adige, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Città di Bolzano, Città di Trento (partner istituzionali). Si ringraziano i partner istituzionali e i co-organizzatori dei singoli eventi.

Michele Olivieri

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