In viaggio con Degas al Museo Ferroviario di Pietrarsa

Irma Cardano

Tra danza, musica, canto e teatro

“In viaggio con Degas” a Pietrarsa, in scena gli scorsi 24 e 25 marzo nella sala delle locomotive del Museo Ferroviario di Pietrarsa, otto tra i più famosi quadri del pittore e scultore francese hanno preso vita diventando Tableaux vivants tra danza musica, canto e teatro. Uno spettacolo visionario nato dalla collaborazione tra la Direzione del Museo Ferroviario e la Compagnia Ivir Danza di Irma Cardano. L’allestimento, che ha goduto dunque dell’insolito scenario di uno dei padiglioni più suggestivi dell’ex opificio borbonico, ha visto esibirsi un attore, otto danzatori, un soprano e un pianista.

L’ambizioso progetto della Ferrovia Napoli – Portici, prima in Italia, fu realizzato grazie alla sinergia tra la societá “Chemin de fer de Naples a Nocera e Castellammare” guidata dall’ingegner  Armand Joseph Bayard de la Vingtrie e il banchiere René Hilaire Degas, nonno del grande artista francese. Ed è proprio in virtù dell’antico binomio Bayard – Degas che ha preso spunto lo spettacolo, curato nella parte coreografica da Irma Cardano e la regia di Laura Zaccaria. L’evento ha altresì previsto una voce narrante che ha guidato gli spettatori alla scoperta del padiglione delle locomotive ed in ogni angolo della grande sala sono stati riprodotti due quadri, per un totale di otto dipinti, attraverso la magia della settecentesca arte dei Tableaux vivant.

Edgar Degas, Tre ballerine in una sala prova

Le opere scelte: “Nel negozio di cappelli, “L’Assenzio”, “Le Stiratrici”, “Lo Stupro”, “L’attesa”, “La Tinozza”, “Tre ballerine in una sala prova” e, infine, “Esercizi di giovani spartani”, opere significative che ancora oggi raccontano bene la personalità misogina di Degas e il suo rapporto conflittuale con le donne.

“Dipingo quello che ricordo, non la realtà – amava dire Degas – Dipingo quello che non c’è più”. A riprova del grande vuoto interiore dovuto alla scomparsa della madre quando era ancora molto giovane. Nelle note di regia si descrive “la costruzione disegnata e prospettica dei quadri.

Le forme non si dissolvono e non si confondono con la luce ma sono invece rese plastiche con la luce tonale e non con il chiaroscuro.

I quadri di Degas sono sempre dei tagli prospettici molto arditi. I suoi quadri hanno un’inquadratura tipicamente fotografica. E da questa magnifica fotografia che partiamo a bordo di un fantastico convoglio che nella nostra metafora è la danza,viaggiamo per partire o arrivare.

Guardare i quadri di Degas è entrare nella situazione, sentire la psicologia dei personaggi raffigurati e la perfetta sintonia del linguaggio dei loro corpi.

Massimiliano Craus

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