Gran classe del Corpo di Ballo della Scala nelle Variazioni Goldberg

goldberg-variationen-ph-brescia-e-amisano-teatro-alla-scala-002_k65a8091-x-64Quando pensiamo alle Variazioni Goldberg non può che venirci in mente il capolavoro bachiano  commissionato al compositore dall’ambasciatore russo alla Corte di Dresda allo scopo di allievare le notti insonni cui l’aristocratico era sovente costretto. Una musica dolce e brillante affidata al cembalista del conte, Johann Goldberg, che la eseguiva nella stanza adiacente alla camera da letto del suo padrone. Una musica sublime che non cessa di fomentare congetture ed accresce il mito della musica di Bach, con la sua capacità di alimentare per secoli l’immaginazione di intepreti ed ascoltatori ed anche di dettare un intero progetto coreografico come è stato per Heinz Spoerli.

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Martina Arduino e Marco Agostino

“Per me le Variazioni Goldberg sono come la vita che ci passa accanto. – dice il coreografo – Ci sono relazioni, intrecci di coppie, separazioni che riportano a una condizione neutra. Come nella vita, si conoscono persone nuove e poi ci si riallontana. Più si invecchia e si matura, più cambia il modo di vedere e capire le cose. Un arco coreografico che si estende dall’inizio alla fine, dal nostro inizio alla nostra fine”.

La sua creazione risale al 1993 e già da allora fu considerata un’opera fondamentale della sua carriera. Bach aveva già ispitato Spoerli fina dalla giovinezza e le Variazioni Goldberg gli hanno fornito l’opportunità di rendere visibile la musica con la danza. Un’azione temeraria, certo, che però si dimostrò un successo. Originalissimi gli elementi compositivi che hanno fatto di questa creazione un capolavoro degno di un abile cesellatore elegante in ogni dettaglio. Estroso, eclettico, anche audace, senza però essere mai trasgressivo, Spoerli è capace di spaziare dal brio di brani virtuosistici alla dolcezza contemplativa offrendo una coreografia variegata perfettamente in sintonia con le note di Bach. Un’opera straordinaria nella sua compiutezza che si configura come un tutt’uno fra musica e danza.

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Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko

Indubbiamente un lavoro complesso che richiede grande tecnica da parte dei danzatori che devono adeguare la danza accademica ai valori estetici e all’evoluzione della nostra epoca, distaccandosi dalla lange senza però mai tradirla. La maggior parte dei brani coreografici delle variazioni  ha un fraseggio denso e vorticoso, molto ricco e volto soprattutto a valorizzare gli assolo e le danze di gruppo maschili. Ma Spoerli non tralascia certo di sperimentare nuove forme a due, giocando sulla dialettica delle forze, sulla tensione e l’abbandono, sull’alternanza tra contatto e distacco fra i corpi.

L’esecuzione del Corpo di Ballo della Scala che per la prima volta si è cimentato in questa coreografia  è stata impeccabile e di grande gusto. Sin dalle prime note dell’Aria di apertura in cui un lento movimento di braccia di tre dei danzatori suggerisce una sorta di risveglio dei corpi, tutto si scioglie in lirismo, eleganza e raffinatezza per l’intera ora e mezza di spettacolo. Abili, intensi ed affiatati nei ruoli solistici Claudio Coviello, Nicoletta Manni, Antonino Sutera, Marco Agostino, Antonella Albano, Francesca Podini, Virna Toppi, Vittoria Valerio, Timofej Andrijashenko, Martina Arduino, Nicola Del Freo, Walter Madau, Gioacchino Starace che dànno vita, anima e corpo ai colori, alle sfumature, alle atmosfere delle variazioni secondo il segno coreografico di Spoerli.

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Martina Arduino e Claudio Coviello

Claudio Coviello si dimostra ancora una volta un eccellente ballerino che sempre più va ad affinare la sua tecnica a grandi capacità intepretative. Elastico, scattante, sorridente e pieno di vitalità Coviello ha retto perfettamente un ruolo primario che esigeva molto. Nicoletta Manni, una garanzia nella sua pulizia di movimenti, grazia impeccabile e sobrietà gestuale ha affascinato nei suoi duetti con Timofej Andrijashenko che per la sua bravura e bellezza fisica fa presagire ad un altro astro nascente dopo Bolle. E poi, non è passata certo inosservata un’altra chicca del corpo di ballo, Martina Arduino, già apprezzata in altre produzioni a cui giustamente l’attento Frederic Olivieri affida da tempo ruoli da prima ballerina, una ragazza che senza dubbio ha un grande futuro che l’aspetta.

Ma non dimentichiamo la musica! Ottima l’esecuzione al pianoforte di Alexey Botvinov, l’unico pianista che abbia al suo attivo ben 300 esecuzione delle Variazioni Goldberg, che dal 1994 ha iniziato la sua collaborazione con Spoerli che lo ha ingaggiato per i suoi balletti. Per lui grandi applausi alla fine, non certo meno che per i ballerini.

Francesca Camponero

V. anche la nostra anticipazione sullo spettacolo alla Scala

[Nella foto in alto, Virna Toppi e Nicola Del Freo. Tutte le foto sono di Brescia Amisano]

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