Al Teatro della Tosse di Genova Pubblico Corpo, la terza edizione di “Resistere e Creare”

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Michela Lucenti

Da questa sera, lunedì 27 novembre  fino a domenica 10 dicembre, a Genova è di scena la danza, palcoscenico il Teatro della Tosse che presenta “Pubblico Corpo”, III edizione di Resistere e Creare, la rassegna firmata dalla direzione artistica di Michela Lucenti, che dal 2015 è in residenza con Balletto Civile negli storici spazi di Sant’Agostino.

Sedici spettacoli, di cui cinque in debutto nazionale o anteprima e numerosi laboratori. Un cartellone che è una proposta che vede la danza come strumento privilegiato di indagine sociale, estetica e politica. Il “corpo” protagonista assoluto, inteso come “corpo a corpo” fra artisti e pubblico, che si incontrano nel momento dello spettacolo. Momento dove tutto può accadere, anche che i ruoli si confondano, per arrivare a comprendere meglio chi siamo e quale parte, quotidianamente, siamo chiamati ad interpretare. Il lavoro della Lucenti attraverso la danza è quello della relazione, fra due o fra molti.  Si riparte dal corpo (d’altronde si “resiste” e si “crea” forse soprattutto col corpo) “ripulendolo” dalla connotazione di “uso” e “abuso” che ultimamente, per la cronaca, sembra l’unica possibile, scegliendo, non a caso come immagine del manifesto una foto di Jacopo Benassi che ritrae, di spalle, una carismatica Asia Argento, tanto forte quanto femminile.

I titoli a cartellone e i numerosi laboratori dedicati a professionisti e non, sono pensati per mescolare i ruoli chiamando anche il pubblico a prendere parte all’atto artistico. L’obiettivo è anche quello di favorire l’esperienza di quel dance, dance otherwise we are lost di bauschiana memoria che vede la danza come pratica utile alla vita, “attitudine” che consente di cogliere il ritmo di ciò che ci accade attorno per trasformarlo in movimento armonioso.

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Alfa (foto di Roberto Castello)

Il 28 novembre, alle ore 19.00, si parte con l’anteprima di “Autoritratto di un mammifero”, di Jacopo Benassi, con le musiche dal vivo di Calibano. Una documentazione di qualcosa (qualsiasi cosa) che sta succedendo, suonando sé stesso a ritmo di musica. Le slide di Benassi saranno proiettate negli spazi della Tosse fino alla fine della rassegna. Alle 19.45 (e tutti i giorni della rassegna in varie fasce d’orario) Balletto Civile presenta, in debutto, “Impronte”: improvvisazioni accidentali di “relazione fisica” tra i danzatori della compagnia diretta da Michela Lucenti e chiunque, giovane o anziano, danzatore o no, voglia sperimentare liberamente il movimento in un contesto protetto ed eccezionale. Alle ore 20.30 (in replica anche il 29 novembre) “Alfa”, di Aldes, il gruppo diretto da Roberto Castello: cinque danzatori impegnati nell’indagine sull’identità maschile e la sua costruzione, sul potere e ruoli dominanti. Sulla scena, l’irriverenza e l’originalità di uno dei coreografi più apprezzati della danza, Roberto Castello, due volte premio UBU dal 1993 a capo di Aldes.

Giovedì 30 novembre alle ore 19.00 MODIdiDà, poliedrici approcci alla danza contemporanea, condotto da Nicoletta Bernardini, Veronique Liaudat, Claudia Monti: esito del laboratorio annuale per ragazze e ragazzi dai 15 ai 20 anni, promosso da Associazione Arbalete, in collaborazione con Centro Studi Danza Mojud e del pomeriggio di lavoro (30 novembre, ore 15.00-17.30) aperto a nuovi partecipanti.  Alle 22.00 “After party”, del Collettivo Poetic Punkers, diretto da Natalia Vallebona: un punto di vista sulla decadenza della donna contemporanea. Nel corso di un workshop intensivo con Natalia Vallebona (dal 27 al 30 novembre) – il “Party” – verranno selezionate alcune donne che parteciperanno allo spettacolo. I performer lavoreranno sul processo di trasformazione che va dall’esplosione (party) all’implosione (after party). A seguire, come festa comanda, un vero DJ Set.

Sabato 2 dicembre, alle ore 20.30 “Happy hour”, di Alessandro Bernardeschi e Mauro Paccagnella che partendo da una collaborazione e un’amicizia ventennale, danno vita a un progetto coreografico in progress, itinerante, che si costruisce attorno a una serie di residenze e prevede la presenza di danzatori che avranno preso parte ad un workshop intensivo (1 dicembre). Un’ora di felicità, un tempo condensato fuori dalla quotidianità in cui giocare sul filo del confine tra danza e amicizia, realtà e finzione. I due interpreti-danzatori ripercorrono, attraverso dieci coreografie e un dialogo costante e diretto con il pubblico, le loro vite e i loro ricordi di teenagers cresciuti negli anni ‘70 in Italia.

Domenica 3 dicembre, alle ore 16.00, “Lo Schiaccianoci”, dei Natiscalzi, opera fantastica in atto unico, per ensemble di danzatori e tappeto elastico prodotta da Natiscalzi DT, Compagnia Abbondanza/Bertoni e col sostegno di Lavanderia a Vapore, Vignale Monferrato Festival, Festival Oriente Occidente. Uno Schiaccianoci “pop”, che coinvolge il territorio cittadino. Una scena animata da sei danzatori ed un tappeto elastico, a cui si aggiungono un gruppo di artisti ospiti selezionati nel corso di un workshop per la replica di Genova, e dieci bambini del coro delle voci bianche del Teatro Carlo Felice. Alle ore 18.30 “Quintetto” di TIDA – Théâtre Danse, spettacolo vincitore del primo premio per la danza contemporanea al “Sarajevo Winter festival” 2013, secondo classificato al “Next Generation festival” 2013 di Padova, secondo premio del pubblico al MessFestival 2015 di Sarajevo e vincitore del Be Festival 2015 di Birmingham. In “Quintetto” il corpo è politico, veicolo effimero e quindi prediletto per esplorare il presente. Il progetto artistico del Tida si muove nell’ambito della ricerca collaborando con giovani filosofi, giocando con la contaminazione, la traduzione, la dissoluzione e la consapevolezza dei confini linguistici, mettendo in pericolo ed a disposizione del pensiero i corpi dei danzatori quali oggetti politici.

Lunedì 4 dicembre, alle ore 20.30 Emanuela Serra, storico membro di Balletto Civile, presenta “Just before the forest”, liberamente ispirato a “La notte poco prima della foresta” di Koltès e ai fumetti di GIPI. Un lavoro sulla relazione, sulla solitudine, il tentativo di orientarsi, di essere trovati. Un monologo fisico per rialzarsi dal fango e andare a cercare qualcuno a cui dire chi sei. La musica, creata dal vivo, è un tappeto sonoro che racconta, è parte attiva, accompagna il testo e a volte lo soffoca.

Mercoledì 6 dicembre, alle ore 20.30 in debutto nazionale “Lunaticus” (parte I) – “Tilietulum” (parte II), di Sparsi. Opera aperta di soundpainting che nasce dall’incontro fra Giancarlo Locatelli e quattro danzatori: Clelia Moretti, Claudia Monti, Federica Tardito, Aldo Rendina, e si avvale del fondamentale contributo di Cristiano Calcagnile, Andrea Grossi e Pietro Bologna.

Il 7 dicembre alle ore 20.30 in scena “Gli Uomini”: tre solo di Yoris Petrillo, Simone Zambelli, Demian Troiano Hackman rispettivamente dai titoli, “Nothing to declare”, “Non ricordo”, “I walk slowly into the wind”, quest’ultimo in debutto nazionale. Tre sguardi sul maschile a cura di tre giovani promettenti danzatori.

Venerdì 8 dicembre, alle ore 19.00, Joerg Hassmann incontra il pubblico nel corso del workshop per danzatori esperti con sulla Contact improvisation (in programma dal 7 al 10 dicembre), dal titolo “Lightness & Clarity”. Per il secondo anno un approfondimento su questa disciplina che pone l’accento su l’origine della danza, la sua essenza. Grazie al supporto del Goethe-Institut Genua verranno offerte due borse di studio per studenti italiani di Contact Improvisation.

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Me Myself and I

Il 10 dicembre, alle ore 17.00 è prevista una Jam conclusiva del laboratorio, aperta al pubblico. Alle 20.30 inizia un approfondimento in quattro appuntamenti sulla vita e la poetica di Anna Halprin, danzatrice, coreografa, insegnante di fama mondiale oggi ancora in attività (all’età di 97 anni), che ha formato intere generazioni di danzatori e coreografi di tutte le nazionalità sul principio del “LifeArtProcess”, che integra nella pratica del danzatore tutte le altre arti e le più avanzate ricerche della somatica. Halprin ha ridefinito l’arte moderna attraverso la convinzione che la danza possa trasformare l’essere umano e guarirlo a qualsiasi età. Il percorso è a cura di Associazione Arbalete e Teatro della Tosse, in collaborazione con Compagnie Itinèrrances, con il patrocinio della Regione Liguria. Si parte con il debutto nazionale di “Me myself and I”, della Compagnia Itinèrrances. Come proponeva Anna Halprin, la cui filosofia ha influenzato e nutrito la ricerca di Christine Fricker, ideatrice e coreografa di questa creazione, il punto di partenza qui è la richiesta rivolta a ciascun danzatore di disegnare sé stesso, le proprie ossessioni, fantasie, ricordi.

Sabato 9 dicembre, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 masterclass diretta da Yendi Nammour, Compagnia Itinèrrances, aperta a danzatori e a persone con una buona pratica di movimento e alle ore 18.30 “Danzare la vita”, ultimo momento di approfondimento su Anna Halprin: una conferenza danzata a cura di Aude Cartoux e Yoann Boyer e la proiezione del video “Danser la vie”,  edito da Contredanse, che illustra la ricerca e metodologia di lavoro sviluppata dalla danzatrice americana. Interverrà Laura Colomban unica artista italiana formata al Tamalpa Insitute. Alle ore 21.00 “Salvaje” che nasce dalla collaborazione di Fattoria Vittadini con il coreografo Daniel Abreu. Lo spettacolo, che ha debuttato con il titolo “Odio” è ora riproposto in una nuova veste: una carrellata di immagini che espongono, anche in modo crudo, quell’impulso distruttivo in cui emerge l’idea di strumentalizzare l’altro da sé.

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Danse de Nuit (foto di Boris Brussey)

Il 10 dicembre, ultimo giorno di questa III edizione di Resistere e Creare, alle 19.30 “Danse de nuit” di Boris Charmatz, danzatore e coreografo di fama mondiale, direttore del Musée de la dance di Rennes,  celebrato per il suo approccio innovativo alla danza contemporanea. Lo spettacolo, con Magali Caillet-Gajan, sarà in uno spazio urbano della città che sarà comunicato agli spettatori via sms o Whatsupp il 10 dicembre. È notte. Siamo all’aperto, vicino alle strade e alle luci della città. Sei ballerini si muovono sul cemento nudo, i loro giubbotti fluorescenti illuminati dai proiettori. Parlano, mormorano e gridano.  Una danza pazzesca di corpi che si toccano senza ritegno, anche mentre le bocche dei danzatori sputano improvvisazioni verbali e una specie di beatboxing senza beat.

Completa la proposta di laboratori “Danzare oltre”, incontro di danza per Over 50 (lunedì 27 novembre, dalle ore 18.00 alle ore 19.30), condotto da Nicoletta Bernardini. L’incontro fa seguito all’esperienza partita nel 2009 al Teatro della Tosse, nell’ambito di una proposta sperimentale di laboratori rivolti al sociale. Da allora Nicoletta Bernardini e Claudia Monti hanno condotto ogni anno laboratori di teatro danza rivolti agli Over 50,  per promuovere l’agire creativo del corpo a qualsiasi età.

Il 10 dicembre, dalle ore 10.00 alle ore 14.00 il laboratorio a cura di Fattoria Vittadini, sulla condivisione delle pratiche della compagnia.

Resistere e creare è realizzato con il contributo di MIBACT, Regione Liguria, Comune di Genova, Compagnia di San Paolo e con Goethe Institut Genoa (per Lightness and Clarity), Arbalete (per Focus su Anna Halprin).

Francesca Camponero

[In alto la Fattoria Vittadini]

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