L’Anfiteatro Romano, degna cornice per Carmen del Balletto di Benevento

Balletto di Benevento ancora protagonista in queste sere d’estate con un 2023 davvero ricchissimo. Stavolta al centro del programma c’è stata Carmen, una donna che rappresenta molto in questa società, un vessillo da sostenere e da tutelare con energia. Quella che proprio non è mancata all’altra Carmen, Carmen Castiello, la direttrice del Balletto di Benevento ed ideatrice di questo titolo andato in scena all’Anfiteatro Romano di Benevento da sold out.

Sullo spartito di George Bizet e le coreografie di José Perez riprese da Giselle Marucci, Ilaria Mandato e Romina Bordi, la “Carmen” della stakanovista direttrice artistica del Balletto di Benevento Carmen Castiello anche questa volta si è avvalsa della collaborazione dell’Orchestra Filarmonica di Benevento diretta da Letizia Vennarini con la regia di Linda Ocone e la voce di Maurizio Tomaciello. Una sinergia che funziona e che ogni volta che va in scena muove le masse e smuove le coscienze.

Eh sì, spesso è proprio questo il mio obiettivo – ammette la Castiello – cioè toccare le coscienze dei tanti, giovani e meno giovani, appassionati di danza o semplici curiosi.” E anche stavolta pare proprio che abbia colto nel segno! “Nella sua natura più ardente e forse effimera – continua la direttrice artistica l’ultima sua creatura – l’arte sa diventare strumento di un’incredibile passione, capace di scardinare rigori formali ed emozionali restituendo allo spettatore una voce limpida di libertà.”

L’Orchestra Filarmonica di Benevento Junior, composta da ben sessanta musicisti, è stata affiancata nella coreografia da trenta giovanissimi danzatori scelti con un’audizione pubblica tenutasi proprio presso il Centro Studi Carmen Castiello con la piacevole sorpresa di una rete tra gli ensemble di danza e licei coreutici provenienti da ogni dove. E proprio da quell’audizione la “Carmen” di Georges Bizet è entrata nel repertorio del Balletto di Benevento forte di un’affinità elettiva con i più intimi valori della compagnia di danza, espressi qui nel racconto che parla una lingua moderna e tutta femminile, fatta di sguardi e infiniti gesti propri di un mito mediterraneo.

Carmen rivive oggi fra i nuovi palcoscenici del presente, sensuale come ogni cosa futura e inaspettata. Sul suo corpo di donna che riconosce il senso di essere vera il Mediterraneo disegna un abito rosso, un destino da infrangere con parole di libertà. Mirko Melandri e Angelo Egarese, rispettivamente nei ruoli di Don Josè ed Escamillo, hanno accompagnato la giovane protagonista leccese Elisa Carbone attraverso un percorso di amore e morte, un viaggio in terra spagnola che si trasforma presto in tragedia. Un libretto conosciuto ai più ma che non stanca mai.

Il ritmo della scena è stato scandito dalle musiche dell’Orchestra Filarmonica di Benevento a cui peraltro è stata affidata la produzione dello spettacolo – spiega la Castiello – animando la splendida cornice dell’Anfiteatro Romano. La passione che muove corpi e intenzioni fuori e dentro un palcoscenico è nella Carmen anche motivo di rivalsa, di affermazione della propria identità prima di ogni altra verità. Il desiderio di contatto diventa così ragione di conflitto, che porta gli amanti inevitabilmente a perdersi e i sentimenti a farsi silenziosi e incomunicabili. Spinta dalla volontà di ricercare dentro di sé il senso ultimo del proprio esistere, Carmen è soprattutto il simbolo di una volontà che non conosce ostacoli, che arriva fino a sacrificarsi per affermare con forza la singolarità della sua voce di donna nuova. La sua storia seduce anche noi, solo apparentemente a riparo dai suoi occhi.”

Le donne che si sono affacciate spesso e volentieri nel repertorio di Carmen Castiello hanno sempre avuto molto da dire e, soprattutto, hanno fatto sempre molto riflettere. Carmen non poteva mancare nel novero del Balletto di Benevento.

Massimiliano Craus

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