Tchaikovsky non vide mai il successo del suo balletto più famoso: Il Lago dei Cigni

Era il 1895 quando Petipa ed il principe Vsevolozhsky, direttore dei Teatri Imperiali, presero i primi contatti con Tchaikovsky per avviare il progetto di una nuova coreografia per un vecchio balletto su musica del grande compositore. Si trattava de Il Lago dei cigni, il capolavoro che tutti conosciamo, ma che quando fu presentato per la prima volta al Bolshoi di Mosca nel 1877 fu un insucceso totale. Questo accadde grazie (se così si può dire) alla versione di Julius Reisinger che oltre ad avere fatto tagli maldestri e manomissioni alla partitura di Tchaikovsky, allestì in modo scadente le scene, e, peggio ancora, lasciò ai ballerini il compito di improvvisare variazioni e passi. Inevitabile che il risultato fu quello di offrire al pubblico un prodotto scadente e deludente. Nonostante ciò il balletto venne comunque riproposto e inscenato per ben 42 allestimenti, che, a detta della critica del tempo, furono tutti dei veri e propri fiaschi.

Pierina Legnani

Purtroppo Tchaikovsky non seppe mai che il suo balletto avrebbe poi trovato il trionfo sperato e sognato, perchè la collaborazione del musicista al progetto venne meno per la sua morte, avvenuta nel 1893. Il primo a mettere felicemente mano al Lago fu Lev Ivanov, assistente di Petipa, all’inizio dell’anno successivo la morte del compositore. Ivanov ricoreografò il II Atto de Il Lago dei cigni, in occasione di un concerto dato proprio in memoria di Tchaikovsky. Per l’occasione a danzare nel ruolo di Odette fu la grande diva di allora Pierina Legnani.

Da qui si portò avanti l’idea di una nuova versione dell’intero lavoro, con la revisione della partitura affidatata al compositore italiano Riccardo Drigo. Petipa fu responsabile per gli atti dispari (rinominati scena prima del I Atto e II Atto), mentre dei due atti pari (rinominati scena seconda del I Atto e III Atto), gli atti bianchi, si occupò Ivanov. A Modest Tchaikovsky, fratello del compositore, fu affidata la revisione del libretto. Il capolavoro fu presentato al Marijnsky nel 1895, e si vide nuovamente Pierina Legnani nel doppio ruolo di Odette/Odile. La Legnani nella coda del passo a due del cigno nero, sfoggiò i suoi celebri 32 fouettés.

Questa volta fu un successo e Il lago dei cigni entrò a pieno diritto nel repertorio dei teatri pietroburghese e moscovita. La nuova coreografia e le nuove musiche, con l’aggiunta di brani scritti da Drigo, diventano così una pietra miliare del balletto classico.  Sebbene di questo balletto esistano molte differenti versioni, la maggior parte delle compagnie di danza basano ancora oggi l’allestimento sia dal punto di vista coreografico che musicale sul revival di Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Imperiale.

Il Lago dei CIgni al Marinskij di Pietrogrado

La morte di Tchaikovsky fu un peccato perchè il compositore non ebbe modo di gioire del trionfo del suo balletto di cui, tanto l’eterna contrapposizione del bene e del male insita nella fiaba, quanto l’interessante e complessa partitura musicale, sono state ispiratrici di tutte le molteplici versioni e digressioni.

Il “Lago” ha mantenuto così fino ad oggi il più grande favore popolare in qualsiasi palcoscenico del mondo venga messo in scena, ed al suo successo hanno certo contribuito le grandi interpreti che si sono susseguite nell’affascinante e misterioso ruolo della protagonista, da Olga Spesivceva ad Anna Pavlova, e poi Alicia Markova, Galina Ulanova, ed ancora Margot Fonteyn, Maja Plisetzkaja e Natalia Makarova. Fino ad arrivare alle  più recenti interpretazioni di Sylvie Guillem e Svetlana Zakharova.

Francesca Camponero

[In alto, un’immagine del Lago dei Cigni nella versione del 1877]

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