Loredana Furno

Negli anni’60 –’70 brillavano tre stelle nel firmamento del balletto italiano: Carla Fracci, Liliana Cosi e Loredana Furno. La Furno è torinese e come tutti i torinesi è di carattere riservato e per questo di lei si conosce meno rispetto alla Fracci, non certo perché come ballerina fosse di minor valore.

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Loredana Furno

Fisico snello elegante e sensuale è stata una delle prime ballerine classiche ad apparire in spettacoli televisivi grazie anche al matrimonio con il regista Massimo Scaglione. Io avevo una particolare ammirazione per questa ballerina che a differenza delle altre due era bionda e che alla televisione indossava calze a rete nere e non le solita calzamaglia rosa confetto. L’ho ammirata quando faceva coppia fissa con il danzatore francese Jean Pierre Martal nelle coreografie firmate prima M. Miskovitch e poi Loris Gai e grazie all’intercedere di un mio estimatore (più unico che raro), il grande critico di teatro e danza del Corriere Mercantile e del SecoloXIX Claudio Tempo, ho ottenuto un’audizione presso la Compagnia del Teatro Nuovo di Torino di cui la Furno era direttrice. Emozionatissima come sempre in questi casi, sono salita sul rapido Genova-Torino in una fredda giornata d’inverno del 1980 e sono arrivata puntuale in sala ballo del Teatro Nuovo alle 10 del mattino. Loredana era lì in carne ed ossa con quel suo sguardo algido come il suo sorriso, dal quale non trapelava nessuna particolare simpatia nei miei confronti. Mi sono presentata come la ragazza mandata da Claudio Tempo e allora le si è illuminato il volto: ”Ah, è vero, Claudio mi ha detto che lei sarebbe venuta stamattina, prego si metta lì alla sbarra con le altre” facendo cenno con la mano. Ho preso posizione dove c’era un po’ di spazio, ma mi sentivo già goffa accanto a tutti quei professionisti che mi guardavano come un’intrusa. Qualche anno dopo queste situazioni non mi avrebbero più fatto né caldo né freddo, ma quella era la mia prima audizione vera. La lezione non era particolarmente difficile, anzi, era una semplice classe di riscaldamento prima delle prove, ma io ero fredda, arrivata dalla stazione coi piedi gelati, e che non sono riuscita a scaldare in tempo come sarebbe stato opportuno, il che non mi ha resa sciolta come avrei dovuto. Ma il peggio è arrivato al centro, quando il confronto coi professionisti proprio non reggeva. Fatto sta che alla fine della prova avrei voluto scomparire perché conoscevo già il verdetto che avrebbe espresso la Furno. Con lo stesso sorriso algido di quando ero entrata mi disse infatti cortesemente ”Beh, cosa ti debbo dire? (almeno era passata al “tu”), diciamo che sei una buona dilettante, ma non certo una professionista. E francamente alla tua età sarà dura tu lo possa diventare ancora, mi spiace. Salutami tanto Claudio”. Sono andata nello spogliatoio con le pive nel sacco e con le pive nel sacco sono tornata a Genova, abbattuta, sconfortata e convinta che la mia carriera di ballerina era già finita in partenza.

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Loredana Furno

Gli anni a seguire le mie audizioni sono andate meglio e sono riuscita a ballare in importanti teatri italiani come corpo di ballo e la mia piccola rivincita sulle parole di Loredana la ho avuta, ma in fondo aveva ragione lei, quella della ballerina classica non era certo la mia carriera per la vita. Ci siamo ritrovate dopo 30 anni ad uno dei festival che lei organizza da anni, e per il quale mi ha scelta come responsabile del suo Ufficio Stampa, “Danza alla Fortezza del Priamar” a Savona. Lei non si ricordava affatto di me, né tanto meno aveva presente quanto mi aveva pronosticato quell’inverno al Teatro Nuovo, e come Carla Fracci mi ha detto tranquillamente: ”Evidentemente la tua strada era un’altra. Non sei contenta così adesso?“ Avrei voluto risponderle che no, non ero contenta così, che avrei voluto preferito essere un’ex ballerina ora in pensione, piuttosto che una giornalista con la voglia di danzare ancora attaccata ai piedi, ma ho risposto sorridendo: ”certo, certo…

[Da: Francesca Camponero, Incontri – davanti e dietro le quinte, cap. IX, Montag Edizioni, 2015 (Epub, Liber Iter, 2015]

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