La rassegna “Research Contemporary Project”: una prima serata ad alto valore aggiunto

La ricerca nella danza contemporanea è ancora un valore aggiunto, come palesato nella prima serata della seconda edizione della rassegna “Research Contemporary Project” di Luigi Liccardo.

Eh sì, proprio così, una rassegna in tre date con uno stuolo di coreografi a servizio dei giovani talenti scelti dalla direzione artistica per un viaggio a tu per tu con la danza contemporanea. Un lavoraccio lungo e faticoso che ha condotto tutti, compreso il numeroso ed appassionato pubblico, al Teatro Civico 14 di Casagiove con il debutto ufficiale.

Nello specifico con il titolo “Dark Soul 2.0”, regia e coreografia  di Luigi Liccardo, autore di un’intima relazione fra il buio e la luce, una magia metaforica perfetta del mistero della vita. Un’indagine fisica sul tema del buio come non luogo privilegiato in cui si evidenziano o nascondono sentimenti, azioni, scoperte, paure, misteri e curiosità legati alle fragilità ed alle risorse che ciascuno costudisce gelosamente. Un lavoro inebriante, capace di coinvolgere gli spettatori dal primo all’ultimo minuto. Accanto a Liccardo, ed alla sua  assistente Martina Pedata, hanno danzato Raffaele Onisti, Emanuela Micallo, Lorenzo Spoleto, Marta Arrichiello, Elena Pezzano, Sabrina Pinzolo, Giorgia Silvio, Ebla Della Corte, Serena De Bernardo, Anna Caliendo, Ida La Falce, Giovanna Caruso e Ylenia Lieto. Del resto Luigi Liccardo, nelle vesti di coreografo, ha sempre tirato il meglio dai suoi interpreti, cogliendo il nocciolo della coreografia ottimizzando le ore in sala.

Alla stessa maniera si sono espressi anche gli ospiti della serata afferente al Corso di Alta Formazione Contemporanea “Corporeamente” diretto da Vincenzo Capasso, in scena al Teatro Civico 14 con lo spettacolo inedito “Icaro”, interpretato da Luciano Pomice e Noemi Avino. Senza dimenticare gli ospiti del collettivo di danza contemporanea Ov3rline che hanno contribuito al successo della serata. Con lo spettacolo “Alter – Io”, ideato e creato da Veronica Cipriani, Ov3rline ha convinto ancor di più tutti sulla bontà della serata a tema contemporaneo. Fino ad “Adamo e Eva” di Vincenzo Capasso, titolo emozionante che ha inchiodato il pubblico in sala con le performance di Raffaele Onisti, Emanuela Micallo, Lorenzo Spoleto e Serena De Bernardo.

Con il successo acquisito al debutto, Luigi Liccardo già punta lo sguardo ai prossimi due appuntamenti del 15 marzo e del 23 maggio. “Obiettivo del progetto è permettere ai giovani danzatori  un apprendimento  nella formazione professionale con quello della ricerca nelle arti performative contemporanee – spiega il direttore – così da sviluppare un programma di studio di approfondimento e perfezionamento secondo i linguaggi proposti nell’ambito nazionale. La finalità principale di questo progetto, dunque, oltre la formazione prevede la messinscena di diverse produzioni nella stagione 2025/26”.

Tra l’altro lo stesso Liccardo ha annunciato alla stampa che da quest’anno “Research Contemporary Project” è diventato anche un programma televisivo in onda su TV Luna Canale 83 del Digitale Terrestre. Il lavoro di questi mesi sta producento un work in progress tutto a beneficio dei giovani, il motore della danza contemporanea che verrà. Del resto il direttore artistico non ha mai lesinato energie per i giovani talenti, puntando da sempre su di loro con iniziative tutte volte al conseguimento di un valore aggiunto nel mondo della danza. A queste condizioni il riconoscimento dell’Ente di Promozione  ACSI Napoli di Research ci pare davvero scontato, con un lavoro che terminerà a maggio 2026 con ben 30 ore mensili di studio e approfondimento della ricerca delle arti performative contemporanee. Da qui alla conclusione si alterneranno i coreografi Marco Munno, Carmine Vigliotti e Sophie Tukker, Claudia Crispino, Cristian La Sala e Marco Lombardi per la data di marzo e Gianni Notarnicola, Maria Avolio, Nyko Piscopo ed Imma del Duca per la data di chiusura rassegna di maggio.

Sono orgoglioso del lavoro in scena eseguito dalle ballerine e dai ballerini – chiude Liccardo – così come sono felicissimo della qualità del lavoro profuso in sala. È proprio lì che si cresce come persone e professionisti, non c’è niente da fare!”.

Massimiliano Craus

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