Traces, danza alla ricerca delle tracce dell’umanità

FESTIVAL DI DANZA CONTEMPORANEA 2021:
TRACES, DANZA ALLA RICERCA DELLE TRACCE DELL’UMANITÀ
DOMENICA 10 OTTOBRE A FERRARA CON ULTIMA VEZ / WIM VANDEKEYBUS

Dopo l’attesa Prima italiana di Hands do not touch your precious Me, racconto mitico sulla trasformazione andato in scena l’8 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara, tutto è pronto per TRACES, alla ricerca delle tracce più antiche dell’uomo e della sua memoria domani domenica 10 ottobre 2021. Il coreografo belga Wim Vandekeybus, tra i maggiori esponenti della danza contemporanea internazionale, torna al Teatro Abbado di Ferrara con due spettacoli

FERRARA – Tutto è pronto per TRACES, alla ricerca delle tracce più antiche dell’uomo e della sua memoria domani domenica 10 ottobre 2021 ore 16 sempre al Teatro Abbado. Dopo l’attesa Prima italiana di Hands do not touch your precious Me, racconto mitico sulla trasformazione tra paradossi, tensioni e contraddizioni che ogni persona è costretta ad affrontare nella vita, andata in scena ieri 8 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara, il coreografo belga Wim Vandekeybus, tra i maggiori esponenti della danza contemporanea internazionale, torna al Teatro Abbado di Ferrara con un altro degli spettacoli della compagnia di fama internazionale Ultima Vez / Wim Vandekeybus. Info e biglietteria su www.teatrocomunaleferrara.it e www.vivaticket.com.

Se in Hands do not touch your precious Me Wim Vandekeybus tesse un racconto mitico di confronto e trasformazione, di luce e ombra, morte e rinascita, in una spettacolare discesa negli inferi per affrontare la morte e rinascere, in TRACES, segue le tracce che ha lasciato. Ripensa alle intuizioni da cui è partita la sua ricerca: al dramma delle pulsioni e degli istinti; al gioco delle energie e delle intensità. Nella sterminata e travolgente natura rumena delle ultime foreste primordiali d’Europa, il coreografo fiammingo Vandekeybus cerca tracce più antiche dell’uomo e della sua memoria. Una “storia interiore”, quella che si svolge prima o oltre il linguaggio e può essere raccontata solo nelle pulsazioni della danza e della musica.

È una ricerca di tracce della natura che il corpo ha dimenticato o rimosso. Quanta natura vive ancora nell’umanità umana? Quanto animale nel corpo umano? Cosa succede quando siamo a rischio o in pericolo, quando dobbiamo prendere decisioni intuitive per sopravvivere? Dieci ballerini si muovono su una colonna sonora composta da Trixie Whitley, Shahzad Ismaily, Ben Perowsky e Daniel Mintseris, registrata con l’ospite speciale Marc Ribot alla chitarra.

Vandekeybus non è certo digiuno di condivisioni creative. In passato ha collaborato anche con David Byrne (Talking Heads) per il suo “In Spite of Wishing and Wanting”, che debuttò sempre a Ferrara, il 12 marzo 1999 al Teatro Comunale.

[In alto: Hands do not touch your precious Me (foto di Marco Caselli Nirmal)]

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