Intervista a Jacopo Bellussi, a Nervi per il Music Ballet Festival 2021

Dopo il successo dell’Ensemble Accademico Statale di Danza Popolare “Igor Moiseev” che si è esibito sabato 3 luglio sul palcoscenico di Nervi, torna a danzare nella sua città Jacopo Bellussi, primo ballerino dell’Hamburg Ballet. Lo spettacolo che lo vedrà danzare Giovedì 8 luglio con altre stelle internazionali del balletto è intitolato Stravinsky’s Love ed è una produzione realizzata dalla Fondazione Teatro Carlo Felice in collaborazione con Daniele Cipriani e naturalmente celebra il grande musicista russo nel 50° anniversario della sua morte. Uno spettacolo incentrato sull’amore che il compositore aveva per la danza. Le note di Stravinsky saranno eseguite per l’occasione da Beatrice Rana, una delle più apprezzate pianiste sulla scena musicale internazionale odierna, e la violinista olandese Simone Lamsma che suona il pregiato Stradivari “Mlynarski” del 1718.

Abbiamo voluto chiedere al ballerino qualcosa di più riguardo la sua presenza a Nervi ed il brano che ci farà vedere, rigorosamente firmato John Neumeier.

Il balletto che presenterai al Festival di  Nervi è nata per l’occasione o è una coreografia già esistente?
Il pezzo è nato quest’anno, ha avuto la premiere il 27 giugno ad Amburgo per commemorare Stravinsky ed è un brano che John ha creato sapendo che avrebbe fatto il tour italiano che oltre a Nervi prevedeva due date: Roma e Ravenna.

Sapevi già che il tuo nome sarebbe stato nel programma 2021 di Nervi?
L’idea della serata mi era già stata preannunciata da Daniele Ciprinani, ma con il problema Covid era ancora tutto indeciso. Fino a poco tempo fa non era facile prevedere se ci si poteva spostare da uno stato all’altro e come. Quindi diciamo che c’era la voglia, ma la certezza è arrivata a giugno, giusto quando John ha preparato il brano e adesso c’è solo la grande emozione di ballare sul palco di Nervi.

Quindi sei stato contattato da Daniele Cipriani Entertainment per la serata?
Diciamo che Cipriani e il Carlo Felice lavorano a stretto contatto, pertanto la richiesta è arrivata da entrambe le organizzazioni.

La coreografia in questione di che racconta, se racconta?
La coreografia è un brano astratto ed è un omaggio a Pyotr Ilyich Tchaikovsky e Igor Stravinsky e all’ispirazione che  Tchaikovsky ha dato a Stravinsky per la musica da balletto. Infatti si intitola PeterandIgor . La relazione immaginaria fra i due è come quella fra due fratelli che non sempre si capiscono, ma si amano, rispettano e si apprezzano vicendevolmente. Nel brano si percepiscono anche rabbia e frustrazione, come in una vera relazione umana tra due fratelli. È chiaro che il pubblico può interpretare il pezzo come lo vuole sentire.

Tuo partner nel balletto è Alessandro Frola, italiano anche lui, da poco facente parte della Compagnia di Amburgo. Come vi siete trovati a lavorare insieme? L’essere ambedue italiani vi accomuna di più in qualcosa?
Lavorare con Alessandro è stata una bellissima esperienza. Già la situazione che si crea in studio con John lavorando in due è più intima, è quindi conseguenziale che ci si leghi molto di più di quando si è in 30 lavorando su una sinfonia. Aggiungiamo che parlare nella nostra lingua aiuta la comunicazione, tutto è più semplice, più facile. Alessandro poi è un collega con cui ci si frequenta anche fuori gli studi come con altri italiani. Ma la scelta di John non è stata dettata dalla nostra “italianità”: io e Alessandro, malgrado la nazionalità, siamo persone diversissime e ballerini diversissimi, per questo lo interessava il contrasto molto forte che vi è fra di noi e che rispecchia appunto quello tra i due musicisti.

Dopo Nervi ti prenderai una pausa dal lavoro?
Ho ancora un altro spettacolo al Ravenna Festival il 10 luglio e poi tornerò a Genova. Certo, fermarsi del tutto per un ballerino è impossibile, ma cercherò di godermi un po’ la famiglia a cui sono molto legato. Un po’ di mare ligure, magari con una puntata alla Cinque Terre, non posso farmelo mancare. La situazione di quest’anno con il Covid è stata molto pesante per tutti e quindi c’è assoluto bisogno di staccare e riposarsi adeguatamente appena si può.

Ci sono altri progetti in cantiere per la tua città?
Progetti per Genova ci sono sempre, ma è difficile ancora fare programmi perché il problema pandemia non è terminato. Spero l’anno prossimo di tornare sicuramente sui palcoscenici che amo di più, appunto quelli della mia città, ma aspettiamo di vedere cosa succede i prossimi mesi.

Ringraziando Jacopo Bellussi per il tempo che ci ha dedicato, gli facciamo il più sentito “In bocca al lupo” per la serata di giovedì prossimo che attendiamo vivamente di goderci.

Francesca Camponero

[In tutte le foto: Jacopo Bellussi e Alessandro Frola]

 

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