Come volevasi dimostrare: quando c’è Bolle c’è il sold out

Ieri sera al Carlo Felice di Genova pienone per la prima delle due serate dell’acclamato “Roberto Bolle and Friends”, che questa sera replica prima di andare in scena alla Versiliana la settimana prossima. Per InformaDanza c’era Francesca Camponero, una grande firma della danza che, dopo averci regalato questa recensione e altri articoli già pubblicati, ci accompagnerà nel nostro percorso di ricerca e divulgazione.

Teatro pieno ieri sera per la prima delle due serate del “Roberto Bolle and friends” in programma al Carlo Felice di Genova per questo 15 e 16 luglio. Non c’erano dubbi in merito perché quando  a cartellone c’è il nome del “bel Roberto” è sempre così, e giustamente, perché i suoi spettacoli sono delle vere chicche sempre e comunque.

Dopo otto anni dalla prima edizione, infatti, il Roberto Bolle and Friends continua a confermarsi un successo certo ed acclamato, grazie alle straordinarie velleità virtuosistiche di ogni singolo friend partecipante e, ovviamente, del “padrone di casa” che malgrado abbia superato la soglia dei 40 anni dimostra sempre una freschezza unica.

Come sempre i grossi nomi del balletto di oggi si sfidano amichevolmente in uno straordinario confronto di tecniche, scuole e stili all’interno di un programma che vede avvicendarsi sul palcoscenico una serie di passi a due tratti dal repertorio dei più amati classici dell’Ottocento  fino ai più celebri titoli del Novecento.

Ma in questa edizione più che nelle altre si è visto protagonista il corpo, plasmato fino a divenire mezzo comunicativo atto a rileggere, attraverso la sensibilità di ogni danzatore, le passioni espresse in musica. Il corpo dunque come esaltazione dell’estetica, ma la cui esteriorità non è vacua ma pregna di sostanza ed atta ad esaltare l’arte tersicorea.

Lo spettacolo si apre infatti con Prototype, una sperimentazione creata da Massimiliano Volpini, ex danzatore della Scala e adesso coreografo, una sorta di video performance in cui la danza virtuale si intreccia con quella dal vivo sul palcoscenico. Protagonista la perfezione del corpo umano, nello specifico quella  di  Bolle che, dopo aver mostrato le posizioni della danza classica, passa in un ambiente di natura cosmologica e qui si moltiplica, ballando con il suo doppio fino a diventare un elemento della natura e dell’universo.

Bolle dà anche una grande prova di sé nella coreografia di Roland Petit “Pas de deux da Proust” su musiche di Faurè dove si misura con l’altrettanto splendido ballerino ventitreenne Alessandro Staiano, diplomato alla scuola di ballo del Teatro San Carlo nel 2011.

Lo spettacolo si chiude ancora con la presenza di Bolle nel simpatico “Le grand Pas de deux” su musica di Rossini con la coreografia di Christian Spuck. Una coreografia del tutto di versa da quella di partenza che mette in evidenza in maniera divertente gli atteggiamenti un po’stereotipati dei ballerini classici.

Ma ad alternarsi alle performance di Bolle ci sono quelle offerte da altri  meravigliosi artisti come Elena Vostrotina e Christian Bauch che nel primo tempo hanno proposto Duet from New Suite di Forsythe e nel secondo Vertigo Maze di Stijn Celis su musica di Bach. Due esecuzioni raffinate in cui non si può non ammirare la straordinaria tecnica dei due danzatori dello Semperoper Ballett di Dresda.

Come non si può non notare la più che straordinaria bravura del cubano Osiel Gouneo, attualmente primo ballerino del Norwegian National Ballett di Oslo, il quale assieme a Sarah Lane dell’American Ballet Theatre hanno regalato al pubblico emozioni intense sia  nel Pas de deux de Il Corsaro di Petipa del primo tempo che in Diana e Atteone nel secondo. I virtuosismi del moro e statuario Gouneo hanno mandato in visibilio anche le fans più accanite di Bolle.

Composta e garbata la coppia Anna Tsygankova e Mattew Golding che ha offerto una buona esecuzione sia di After the rain di Wheeeldon che del più classico Pas de deux del don Chisciotte di Minkus.

Ancora una volta dunque dimostrato come la bellezza, l’eleganza e il virtuosismo della danza classica superino davvero i confini dello spazio e del tempo, immergendo il pubblico degli addetti ai lavori e non in un’atmosfera unica, e  tutto grazie alla fama inequivocabile di Roberto Bolle, vera bandiera tricolore dell’arte della danza nel mondo.

Francesca Camponero

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