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a cura del
Maestro Dr. Prof. Sauro Amboni
Tecnico Federale FIDS/CONI -
Giudice Esaminatore ANMB
18 aprile 2003
Indice
Premessa
L'imponente
fenomeno del Ballo interessa
oltre 7.000 locali pubblici,
circa 6 milioni di appassionati,
oltre 3 miliardi di Euro di
fatturato all'anno (7 mila miliardi
di vecchie lire), 60.000 competitori
amatori FIDS, 45.000 competitori
nel settore promozionale non
Federale, 7.000 maestri diplomati
iscritti alla federazione professionisti,
1300 manifestazioni agonistiche
federali all'anno ed inoltre
attraversa tutti gli strati
sociali ed economici della società
contemporanea.
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La
storia
Nato agli
albori della Civiltà
Egizia, cantato da Omero nell'Iliade,
insegnato ai giovani nella più
antica scuola filosofica di
Platone, consacrato nella Bibbia,
immortalato nel Paradiso di
Dante e divulgato in tutto il
mondo moderno dalle scuole francesi
ed inglesi, ha attraversato
nel tempo e nello spazio i palazzi
reali, le corti imperiali, la
nobiltà, le religioni,
le tradizioni popolari, il mondo
politico e militare nella storia
di sempre.
Oggi il
ballo è maggiormente
diffuso in: Gran Bretagna, Giappone,
U.S.A., Canada, Germania, Austria,
Italia, Argentina, Danimarca,
Finlandia.
In Giappone
lo Stato finanzia l'insegnamento
del ballo e le spese per la
partecipazione a campionati
e a corsi di aggiornamento all'estero;
in Gran Bretagna il ballo fa
parte delle materie di insegnamento
scolastico con competizioni
fra classi e scuole e con campionati
nazionali universitari.
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L'organizzazione
in Italia
Il mondo
del ballo è oggi, in
sintesi, organizzato su tre
livelli con gestioni operative
e gerarchie interne autonome:
- Ricreativo:
Nelle migliaia di sale da
ballo pubbliche, nei circoli
ricreativi e nei club; si
svolgono migliaia di gare
sociali come elemento di svago;
il settore ricreativo è
diretto dai gestori dei locali
pubblici, nelle palestre e
nei circoli è organizzato
dai maestri di ballo, nei
club è prevalentemente
gestito dai dirigenti mandamentali
delle società sportive;
il settore non presenta attualmente
una organizzazione sua propria
a livello nazionale (è
però operativo un sindacato
dei gestori delle sale da
ballo che persegue mere finalità
economiche gestionali).
- Amatoriale
Con le federazioni che svolgono
la loro attività attraverso
centinaia di circoli e clubs
della più svariata
forma statutaria; più
del 50% dei circoli sono legati
a organismi istituzionali
(EPS ) quali: UISP - ARCI
- MSP - AICS - CSI - LIBERTAS
- ecc.. L'organizzazione amatoriale
è articolata sia a
livello nazionale e sia a
livello regionale e interessa
circa 60.000 iscritti amatori
e circa 45.000 iscritti nei
settori promozionali associati
alle varie federazioni stesse
le quali hanno statuto e gestione
operativa autonoma e nelle
quali i direttori tecnici
sono Maestri di Ballo diplomati.
Ai livelli tecnici più
elevati è operante
una organizzazione nazionale
(FIDS) appartenente al CONI
alla quale sono iscritti coloro
che svolgono attività
sportiva agonistica ufficiale
ed i Maestri Tecnici Federali
idonei. La FIDS è l'unica
federazione che sovrintende
al Ballo Agonistico in Italia.
- Professionale
Mediante l'Associazione Nazionale
Maestri di Ballo che esplica
attività formativa,
di sviluppo, di controllo
e di pianificazione della
complessa organizzazione del
ballo ricreativo, sportivo,
amatoriale e professionale
stesso. Operano altre due
Associazioni ufficiali di
professionisti per discipline
affini e con un esiguo numero
di aderenti. Qui per Ufficiali
si intende che sono riconosciute
dalla federazione del CONI/FIDS.
L'unica associazione con riconoscimento
da parte del Ministero dell'Interno
ed eretta in Ente Morale è
l'ANMB.
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La
didattica del Ballo e della
Danza Sportiva
Oltre il
95% dell'attività di
insegnamento del ballo avviene
oggi attraverso i seguenti canali:
- scuole private di ballo
- clubs privati aventi come
attività primaria il
ballo
- clubs privati sportivi polifunzionali
- clubs affiliati ad associazioni
e ad organismi a livello Regionale
e Nazionale nell'ambito di:
MSP - ARCI - AICS - UISP -
CSI - FIDS/CONI - ecc. che
comprendono numerosissimi
circoli ricreativi e culturali
per l'attività del
ballo
- le ASA, che sono associazioni
sportive appartenenti alla
FIDS/CONI nelle quali si svolge
attività di addestramento
alle competizioni; operano
in Italia circa 1500 ASA
- centri giovanili, culturali,
del teatro, ecc.
- palestre comunali in cui
si organizzano corsi, si effettuano
allenamenti e si svolgono
competizioni
- nell'ambito dei centri
di formazione per animatori
di comunità, oratori,
centri della terza età,
ecc.
- dancing e discoteche in
orari e giorni di chiusura
al pubblico
- presso centri vacanza,
villaggi turistici, ecc.
- nell'ambito delle attività
complementari della scuola
dell'obbligo.
Attraverso
diversi stadi di apprendimento,
sia per destrezza/abilità
e sia per l'acquisizione di
tecniche e interpretazioni via
via più avanzate, il
ballo si articola nei seguenti
livelli:
- ricreativo e sportivo non
competitivo (prevalentemente
nelle migliaia di sale da
ballo pubbliche, circoli ricreativi
e clubs);
- sportivo amatoriale (prevalentemente
nei palazzetti dello sport,
nei grandi locali turistico
congressuali e nelle grandi
sale pubbliche da ballo; è
regolato da precise norme,
catalogato in categorie ed
età ed organizzato
da federazioni nazionali:
vi partecipano oltre 60.000
sportivi di ogni età
e classe sociale)
- professionale (è
riservato ai maestri diplomati
iscritti all'Albo Professionale
Maestri di Ballo e si estrinseca
mediante convegni, congressi,
riunioni territoriali, aggiornamenti
tecnici nei vari balli, aggiornamenti
culturali e professionali
su aspetti legislativi, tributari,
organizzativi, ecc.. L'organizzazione
è a cura dei Maestri
stessi prevalentemente nell'ambito
dell'ANMB, con statuto e organi
associativi democratici e
con l'espletamento degli esami
di qualificazione per l'accesso
ai nuovi Maestri).
L'insegnamento
del ballo, ai vari livelli e
nelle varie specializzazioni,
consiste nel trasmettere agli
allievi:
- i movimenti elementari
dei balli più comuni
per il pubblico che si accosta
al ballo per scopi ricreativi
e di svago
- il riconoscimento dei ritmi
musicali
- esecuzione dei passi, delle
figure, delle amalgamazioni
fra figure, ecc. per un ballo
sportivo
- conoscenza delle divisioni
musicali
- conoscenza ed esecuzione
dei movimenti e dei principi
di esecuzione che compongono
il ballo, quali: la presa,
la posizione delle braccia,
l'allineamento, il portamento,
l'espressività, l'equilibrio
e le inclinazioni, il lavoro
dei piedi e le elevazioni,
le quantità di giro
e i movimenti del corpo, il
linguaggio gestuale, il linguaggio
corporeo, ecc.
- la costruzione dei programmi
di esecuzione e di interpretazione
dei balli
- il ruolo delle scarpe,
dell'abbigliamento, ecc.
- le norme di buona educazione,
di galateo, di igiene, l'alimentazione,
ecc.
- l'organizzazione della
didattica per bambini, adolescenti,
adulti e anziani e riflessi
psicofisici della pratica
del ballo a livello ricreativo,
sportivo e agonistico
- norme di pubblica sicurezza,
tributarie, della SIAE; organizzazione
delle manifestazioni, delle
gare e gli aspetti normativi
ad esse collegate (permessi,
responsabilità, ecc.).
E' evidente
che a livello sportivo e ricreativo
valgono solamente le prime tre
voci mentre i punti successivi
interessano competitori e allievi
maestri.
L'aggiornamento
"professionale strumentale"
e "tecnico esecutivo"
avviene quasi esclusivamente
a cura dell'Associazione Nazionale
Maestri di Ballo; esso riguarda
prevalentemente:
- norme di pubblica sicurezza,
aspetti tributari
- la deontologia professionale
- permessi per gare, concessione
di palestre e luoghi pubblici,
normativa dei vigili del fuoco,
disposizioni USSL
- gli aggiornamenti ed i
Congressi Tecnici
- i nuovi balli e i nuovi
orientamenti tecnici.
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Dove
si balla in Italia
I sei-sette
milioni di italiani che praticano
il ballo almeno una-due volte
al mese sono assorbiti (per
il 95%) dalle seguenti strutture:
- i 7.000 locali pubblici
fra dancing e discoteche
- i palazzetti dello sport
(prevalentemente per il ballo
agonistico)
- le grandi scuole di ballo
private e i locali dei clubs
associati alle federazioni
- le sale ricreative dei
centri sportivi e culturali
degli Enti di promozione
- le palestre comunali per
allenamenti, corsi ricreativi,
ecc.
I balli più
diffusi e la classificazione
% fra gli appassionati che li
praticano sono i seguenti:
- disco dance e ritmi da
discoteca (40 % del pubblico:
prevalentemente da giovani
e giovanissimi)
- i balli da società,
il ballo liscio e i balli
tradizionale (50 % del pubblico)
- i balli d'annata o di recente
inserimento: merengue, mambo,
salsa, lambada, danze caraibiche,
ecc. (30-40% del pubblico
con tendenza all'aumento)
- le danze olimpiche internazionali:
standard e latine, ecc. (2-4
% del pubblico)
- le danze spettacolo ed
altri balli (1-3 % del pubblico).
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I
riflessi politico-sociali del
ballo
Lo sviluppo
economico e la conseguente riorganizzazione
dell'attività lavorativa
di questi ultimi trent'anni
hanno determinato in Italia
un aumento del tempo libero
tale da offrire maggiori possibilità
ad una pratica dell'attività
motoria, ricreativa e sportiva.
In questo contesto, il ballo
e la danza:
- hanno avuto una fase di
grande espansione
- interessano ogni ceto sociale
- si praticano ad ogni età
- incidono profondamente
sia sulla struttura psicofisica
dell'individuo e sia, dato
il loro elevato potere aggregante,
sul tessuto politico-sociale
del nostro territorio.
L'Ente Pubblico,
ai suoi vari livelli (Stato,
Regione, Provincia, Comune),
ha sempre favorito, disciplinato
e controllato, anche seppur
indirettamente attraverso gli
enti di promozione sportiva
del CONI (in primo piano la
FIDS), questa attività
per l'elevata rilevanza politica
nell'interesse del singolo e
per la crescita della comunità
civile.
Gli Enti
Nazionali di promozione Sportiva
(AICS, ARCI, CSI, UISP, ACLI,
FIBES, ecc.), mediante la loro
capillare organizzazione periferica,
hanno sempre svolto un'azione
di stimolo e offerto il prezioso
supporto logistico allo sviluppo
e all'affermazione della disciplina
fra i lavoratori. Oggi anche
questa attività di promozione
(settore preagonistico e promozionale
con regolare libretto sanitario
e libretto di gara) è
in fase di completo assorbimento
da parte della FIDS/CONI; nel
2002 è stata assorbita
quasi all'80% e si ritiene che
nel 2003 venga assorbita al
100%.
I Comuni,
le Questure, le Prefetture,
i Comandi dei Vigili del Fuoco,
le Unità Sanitarie Locali,
la SIAE, ecc. hanno sempre avuto
un ruolo di fulcro per quanto
concerne le autorizzazioni e
le realizzazioni delle attività
connesse (scuole, competizioni,
manifestazioni, controlli, ecc.).
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Lo
spessore economico e sociale
L'imponente
fenomeno del ballo può
essere così sintetizzato:
- secondo i più recenti
dati SIAE è praticato
da ca 6 milioni di cittadini
italiani
- annovera oltre 60.000 competitori
organizzati nelle federazioni
amatoriali le quali sono state
recentemente riorganizzazione
a seguito del nuovo assetto
che per adeguarsi alle normative
del CONI cui la disciplina
sportiva ne fa parte integrante
mediante la federazione FIDS.
Oltre ai 60.000 competitori
a livello promozionale vanno
annoverati anche quelli iscritti
agli enti di promozione sportiva
riconosciuti dal CONI quali
l'AICS, la FIBES dell'ACLI,
l'UISP, ecc. nei quali si
pratica il ballo a livello
popolare di avviamento all'attività,
questi competitori fanno parte
del settore "ballo sociale"
o più comunemente definito
"ballo ricreativo"e
si calcolano in circa 45.000
iscritti .
- è diretto, il mondo
del ballo, tecnicamente da
7.000 Maestri Diplomati di
cui circa il 30% lavora nel
ballo a tempo pieno.
- occupa nel settore oltre
60.000 addetti (fra maestri,
personale per la gestione
dei locali pubblici, orchestrali,
ecc.; di cui circa il 30%
lavora a tempo pieno).
- ha 9.000 orchestre in attività.
- utilizza oltre 8.000 strutture
fra scuole private di ballo,
locali da ballo, discoteche,
palestre specializzate, ecc.
- ha in funzione oltre 1.500
fra clubs, circoli e organizzazioni
di enti portivi (molti di
questi affiliati agli Enti
Nazionali di Promozione Sportiva).
- realizza oltre 1.800 competizioni/anno
in palazzetti dello sport,
sale da ballo, locali per
ricreazione ecc. di cui il
50% in forma ricreativa, per
balli di società e
al di fuori delle federazioni
ufficiali.
- ha una partecipazione di
oltre un milione/anno di spettatori
alle competizioni.
- ha un fatturato netto di
circa 1.500 milioni/anno di
Euro (pari a 3.000 miliardi
di lire/anno); ma se consideriamo
anche l'indotto diventano
circa 4.000 milioni di Euro
all'anno (8-9 mila miliardi/anno
di lire). L'indotto è
costituito dal vasto mondo
collaterale (orchestre, strumenti
musicali, case discografiche,
gestione sale pubbliche, dancing,
discoteche, abbigliamento,
soprattutto per le competizioni,
progettazione e costruzione
locali pubblici, riviste specializzate,
videotecnica, libri, ecc.);
lo spessore economico complessivo
è maggiormente sviluppato
nei settori:
- immobiliare (scuole
di ballo, dancing e discoteche,
palestre, ecc.);
- tessile (abiti di gara
e abbigliamento in generale,
coreografie, costumi e
scenografie, scarpe da
ballo e da competizione,
costumi, ecc.), l'Italia
è anche, in questo
comparto, esportatrice;
- settore audiovisivo,
discografico e musicale
(imponente è il
comparto orchestre strumentali);
- settore editoriale
(cinque riviste specializzate:
una professionale, tre
amatoriali, una popolare);
- didattico (scuole,
insegnamento in palestre
pubbliche, ecc.)
- rilevante è
l'industria audioilluminotecnica
italiana per i locali
da ballo che conta 600
piccole e medie aziende
con un fatturato di quasi
1.500 milioni di Euro
anno (3.000 miliardi di
lire) ed un export del
50%;
- il solo fatturato delle
7.000 discoteche italiane
è di circa 1.500
milioni di Euro (3.000
miliardi di lire/anno).
- gode di sponsor fra i maggiori
istituti di credito e i più
prestigiosi nomi del mondo
economico nazionale.
- La rilevanza del fenomeno,
anche relativamente ai riflessi
sulla collettività,
è imponente per:
- gli aspetti educativi
soprattutto per i giovani
- lo sviluppo somatico
e psicosomatico negli
adolescenti
- l'igiene e il pronto
soccorso
- gli aspetti particolari
per l'insegnamento agli
anziani
- le norme di pubblica
sicurezza, licenze, destinazione
urbanistica
- i riflessi fiscali
e tributari
- la tutela della salute
dei cittadini
- i riflessi del settore
educativo nell'armonizzazione
CEE
- la rilevanza nel mercato
del lavoro.
- il settore economico ha
un "Trend" storico
di lungo periodo in forte
espansione mentre la tendenza
di breve periodo (ultimi tre
o quattro anni)) è
leggermente in flessione .
- Secondo i più recenti
dati ISTAT la spesa per il
ballo è superiore a
quella per il calcio nelle
divisioni nazionali ed è
più del doppio di quella
per il cinematografo; è
altresì sui medesimi
livelli economici di settori
industriali primari per i
quali c'è una copiosa
legislazione ed un rilevante
interesse del potere pubblico,
interesse che è quasi
totalmente assente per le
attività del ballo,
del suo insegnamento, della
sua pratica sportiva e ricreativa.
- Oltre il 90% dell'attività
di insegnamento dei maestri,
interessa il ballo popolare
da società a scopo
ricreativo. Circa il 10 %
dei professionisti insegna
a livello agonistico cioè
ad atleti che competono a
livello amatoriale nelle Classi
e Categorie ufficiali della
FIDS.
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L'evoluzione
del settore
Il settore
economico del ballo in Italia
ha avuto, in questi ultimi anni
40 anni, un andamento tendenziale
crescente di circa il 5% anno.
Questo si desume dagli introiti
della SIAE dovuti per manifestazioni,
dalle scuole di ballo, dagli
ingressi alle discoteche e ai
locali da ballo, dalle competizioni
e da ogni altra attività
connessa al ballo di cui è
obbligo il versamento SIAE.
Per il futuro
si ha motivo di ritenere che
questa tendenza allo sviluppo
si manterrà positiva
con anche un ulteriore miglioramento.
Ciò anche se i segnali
contingenti indicano una leggera
flessione che dal 1999 ad oggi
segna un decremento del 2-3%
annuo.
Nel 2002,
tuttavia, si è registrato
una tendenza di bre periodo
ancora negativa.
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Le
riviste sul Ballo
Circa dieci
anni fa erano presenti sul mercato
due riviste; cinque anni orsono
se ne contano otto:
- due amatoriali mensili
(diffuse da associazioni di
amatori)
- una prevalentemente sulla
Danza Moderna e Balletto bimestrale
- una sul folklore, ogni
uno-due mesi, su argomenti
relativi ai cantanti, alle
orchestre alla musica popolare
- una sulle orchestre da
Ballo e locali da ballo, mensile
- una popolare per il ballo
esclusivamente ricreativo
- una professionale riservata
esclusivamente ai maestri
diplomati (La Danza)
- una on-line (www.tuttoballo.com)
Tuttavia,
sono state chiuse varie riviste
amatoriali e ricreative. Esse
non verranno sostituite.
Questo aumento
del numero di riviste sul mercato
è stato sicuramente un
fatto che ha contribuito alla
diffusione della cultura del
ballo, al coinvolgimento di
numerosi appassionati e allo
stimolo verso l'avvicinamento
alla disciplina. La loro cessata
pubblicazione è un fenomeno
di difficile interpretazione.
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Il
CONI
Col riconoscimento
della disciplina da parte del
CONI, anche se ancora in fase
di riorganizzazione, è
stato dato un impulso alla conoscenza
e alla divulgazione del ballo
in tutti gli strati sociali;
è di rilievo il fatto
che con questo riconoscimento
risulta ora possibile inserire
la danza sportiva fra le attività
integrative didattiche della
scuola dell'obbligo. Sul Bollettino
Ufficiale del Ministero della
Pubblica Istruzione è
stato appunto pubblicato il
testo della circolare ministeriale
relativa agli accordi col CONI
ed il Ministero stesso. Questa
circolare, nella fase attuale
di applicazione pratica, ha
suscitato forti critiche da
parte degli istruttori ISEF
i quali hanno accolto poco favorevolmente
l'ingresso nella scuola di istruttori
di discipline sportive esterni
appunto al sistema scolastico
stesso. Infatti, si assiste
ad un forte incremento di insegnanti
delle scuole pubbliche (soprattutto
elementari e medie) che si presentano
a sostenere l'esame di Maestro.
Inoltre,
alle prossime Olimpiadi avremo
la Danza Sportiva fra le discipline
partecipanti.
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I
libri sul Ballo
Fino a pochi
anni fa erano in commercio due
soli libri che trattavano specificatamente
il ballo come disciplina. Oggi
se ne contano in commercio circa
trenta. Ve ne sono che trattano
il ballo da un punto di vista
tecnico, altri sotto il profilo
culturale ed altri ancora a
livello divulgativo popolare.
Inoltre, sono disponibili le
dispense tecniche/teoriche per
ogni disciplina edite e adottate
dalla categoria dei professionisti.
Recentemente
(aprile 2003) è stato
pubblicato il testo di "Tecnica
di Base" con le indicazioni
di tutte le particolarità,
sia elementari che progredite,
necessarie per iniziare la carriera
agonistica ma anche utile per
coloro che competono nel settore
promozionale. L'autore è
il Maestro Tecnico Federale
Sauro Amboni.
È
in fase di revisione il testo
"TUTTE LE DOMANDE D'ESAME"
il quale riporta l'elenco di
tutte le domande d'esame degli
ultimi dieci anni ed è
quindi è una guida completa
per coloro che intendono prepararsi
a sostenere l'esame professionale
per la qualifica di Maestro.
L'autore è il Maestro
Federale Sauro Amboni del Consiglio
Nazionale Maestri (ambonisauro@virgilio.it).
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Le
trasmissioni televisive
In questi
ultimi anni sono state frequenti
e ampiamente seguite dal pubblico
varie trasmissioni televisive
ad ampio raggio territoriale
ed anche a livello nazionale.
È indubbio l'effetto
positivo che queste trasmissioni
hanno dato sull'immagine del
ballo nonché è
stata sicuramente grande l'influenza
sui telespettatori avvicinandoli
ed appassionandoli verso la
disciplina. Su decine di milioni
di italiani che hanno seguito
per tante volte queste trasmissioni,
certamente una consistente quota
di essi ha intrapreso o ha pensato
di intraprendere i primi passi.
In sostanza,
tutti questi motivi (i libri,
i siti internet, le riviste,
il CONI, la televisione, ecc.)
sono a garanzia delle ottimistiche
previsioni circa lo sviluppo
del ballo in Italia per i prossimi
anni. Ciò anche se in
questi ultimi periodi si è
verificata e persiste una flessione
negativa la quale, appunto,
può ritenersi ottimisticamente
contingente.
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Il
ballo, la salute, il professionismo
e gli aspetti giuridici
I moderni
orientamenti didattico-pedagogici
indicano nei 10 anni l'età
minima per iniziare a ballare;
la fascia di età con
maggior frequenza va dai 20
ai 40 anni; in questo ultimo
decennio gli interventi di politica
sociale a favore della terza
età hanno favorito lo
sviluppo di una fascia dai 50
ai 60 anni.
Le competizioni
sono organizzate per fasce di
età dai 6/9 anni, 10/15,
ecc. ecc. fino all'ultima categoria
(Senior III) che copre la fascia
da 56 a oltre.
Il ballo
può essere considerato:
- un esercizio fisico con
lo scopo primario di sviluppare,
perfezionare, rafforzare ed
abbellire il proprio corpo
al fine di renderlo più
resistente alle funzioni vitali;
- una profilassi per l'armonico
sviluppo somatico dell'adolescente;
- un'attività con
riflessi psicofisici che favoriscono
il miglioramento del quadro
educativo generale dell'individuo.
Il ballo
è un'attività
ideale a tutte le età
e combatte l'invecchiamento
precoce; aiuta a coordinare
l'azione fra mente e corpo e
favorisce - specialmente nei
giovanissimi - lo sviluppo mentale;
è un esercizio di relax
per alleviare le proprie preoccupazioni;
sviluppa la capacità
di conversazione con la gente
ed aiuta ad essere ben accetti
in società; aiuta a vincere
la timidezza accentuando nei
più giovani la responsabilità
di appartenere ad un gruppo
con l'opportunità di
dimostrare originalità,
abilità e fantasia.
La pratica
del ballo, sia a livello "sportivo-ricreativo"
che a livello "competitivo-amatoriale",
richiede l'osservanza di regole
di igiene comportamentale alla
salvaguardia della salute che,
nel caso di giovanissimi o di
anziani, sono di fondamentale
importanza per, rispettivamente,
evitare danni allo sviluppo
corporeo e provocare lesioni
sia alla struttura scheletrica
che al sistema cardiocircolatorio.
Per quanto riguarda il ballo
da competizione questi aspetti
si accentuano e per essi giuoca
un ruolo fondamentale l'allenamento
e l'attenta e vigile opera del
Maestro anche mediante la richiesta
di accertamenti sanitari.
Il certificato
di idoneità sportiva
è comunque richiesto
per partecipare all'attività
agonistica organizzata.
Il Maestro
è tenuto a vigilare,
sia per l'esercizio a livello
ricreativo (anziani e bambini)
e sia per gli allenamenti in
campo agonistico nonché
per l'organizzazione e lo svolgimento
delle competizioni, sull'applicazione
delle principali leggi sulla
salute e sulla sicurezza quali:
- D.M. 5 luglio 1975 e successive
modifiche di conversione:
disciplina dell'accesso alle
singole attività sportive
(età, sesso, visite
obbligatorie);
- L. 26 ottobre 1971, n.
1099 - Tutela sanitaria delle
attività sportive e
successive modificazioni;
- L. 5 marzo 1963 n.292-
Vaccinazione antitetanica
obbligatoria (per gli sportivi
all'atto della affiliazione
alle federazioni del CONI);
- Circolare n.16 - Ministero
dell'Interno - Direzione Generale
dei Servizi Antincendi;
- Circolare n. 79 - Ministero
dell'Interno - Direzione Generale
della Protezione Civile -
norme di sicurezza per i locali
destinati a trattenimenti
danzanti, ecc.;
- R.D. 18 giugno 1931, n.
773 - Testo Unico delle leggi
di Pubblica Sicurezza (e successive
modificazioni) e relativo
Regolamento d'esecuzione:
R.D. 6 maggio 1940, n.635;
- Circolare Ministeriale
N. 47 del 25 febbraio 1991
- Vigilanza su scuole private
di danza e ballo - potere
di viglilanza dell'Amministrazione
scolastica;
- inoltre, disposizioni delle
Unità Socio Sanitarie
Locali, regolamenti di Polizia
Comunale e dei Vigili del
Fuoco.
- Norme per la tutela sanitaria
dell'attività sportiva
non agonistica, approvate
con decreto 28 febbraio 1983;
- Regolamenti sanitari per
l'attività sportiva
e relative certificazioni
obbligatorie, di cui al DM
18 febbraio 1982;
- La normativa inerente la
regolamentazione statutaria,
fiscale e tributaria dei clubs,
delle società sportive
e associazioni sportive in
generale;
- inoltre ancora, il professionista
è "oggetto-soggetto"
dello "Sport Professionistico"
e come tale deve osservare
e far osservare le disposizioni
legislative della Legge 23
marzo 1981, n. 91 e successive
modificazioni - Norme in materia
di rapporti tra società
e sportivi professionisti
(G.U. 27 marzo 1981, n. 86),
in particolare per le seguenti
materie: prestazione sportiva
dell'atleta, disciplina del
lavoro subordinato, tutela
sanitaria professionistica,
assicurazione contro i rischi,
norme sul controllo e sulle
responsabilità delle
federazioni sportive nazionali,
disposizioni di carattere
tributario.
Il Maestro
di Ballo è la figura
professionale che sintetizza
le conoscenze che gravitano
attorno al mondo del ballo stesso,
siano esse a livello didattico-educativo
nonché perché
opera nelle molteplici vesti
connesse a:
- direttore delle competizioni,
- insegnante di ballo ricreativo
e di danze sportive ed olimpiche,
- coordinatore dell'attività
ricreativa dei circoli e clubs
privati,
- presidente di clubs e circoli
stessi e presiede alle varie
iniziative (manifestazioni,
tornei, ecc.),
- gestisce in prima persona
le sponsorizzazioni,
- svolge consulenza in tutte
le attività collaterali
(mass media, orchestre, locali
pubblici, ecc.),
- il maestro, inoltre, è
egli stesso competitore nelle
gare riservate all'agonismo
professionale.
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L'Associazione
Nazionale Maestri di Ballo (struttura,
e consistenza, editoria, l'agonismo)
Struttura
L'ANMB (Associazione
Nazionale Maestri di Ballo)
è un organismo professionale
di categoria, costituito il
4 novembre 1945 con atto pubblico
innanzi al Notaio Dr. Anderloni
di Milano; è stata eretta
in Ente Morale con Decreto Ministeriale
del 19 nov. 1998 - pubblicato
sulla G.U. della Repubblica
Italiana n. 284 del 4 dic. 1998.
Essa:
- Ha un Consiglio Direttivo
Nazionale.
- Aderiscono all'ANMB i maestri
di ballo che hanno superato
l'esame professionale innanzi
ad una apposita Commissione
Tecnica Nazionale formata
da esperti in tecnica e didattica
(Giudici Esaminatori).
- L'ANMB ha lo scopo, direttamente
o attraverso i propri associati,
di promuovere, favorire e
realizzare direttamente o
con l'intervento dell'Ente
pubblico, attività
culturali, sportive ed artistiche
nel campo della danza, del
ballo, nell'arte del balletto
e per la promozione sportiva
ricreativa e culturale delle
danze da società mediante
la realizzazione di conferenze,
seminari, convegni, manifestazioni,
mostre nel campo delle arti
visive, attività espositive
e divulgative, sperimentazione
dell'espressione artistica
e realizzazione anche attraverso
attività di laboratorio,
attività didattiche
e formative finalizzate alla
comprensione critica delle
diverse forme comunicative
ed espressive ed allo sviluppo
della creatività; iniziative
concernenti il patrimonio
della cultura orale, folkloristica,
etico-musicale, delle tradizioni
e delle danze popolari; diffusione
delle danze popolari, del
ballo ricreativo sportivo
ed agonistico, avviamento
al ballo ed alla danza sportiva
quale ruolo educativo e formativo
dei preadolescenti, promozione
del ballo nelle attività
sceniche e teatrali anche
mediante l'organizzazione
di rappresentazioni e spettacoli
rivolti alla valorizzazione
del ballo e della danza; promozione
e realizzazione di mostre
e concorsi nel campo pittorico,
fotografico ed audiovisivo
per la valorizzazione del
patrimonio artistico nel campo
delle danze e balli popolari;
formazione ritmico musicale
dei preadolescenti per l'avviamento
all'attività motoria,
artistica, gestuale, ed educativa
per favorire lo sviluppo psicosomatico
dei giovanissimi; promozione
ed organizzazione di momenti
ricreativi, feste danzanti,
attività di svago e
del tempo libero, attinenti
il mondo della danza e dei
balli popolari, aventi finalità
di aggregazione sociale, di
armonizzazione di differenti
circoli culturali e di scambio
esperienziale fra le molteplici
espressioni di vita ricreativa
esistenti nel territorio nazionale.organizza
congressi, coordina tecnicamente
l'attività amatoriale,
armonizza i programmi di ballo
e le tecniche di esecuzione,
istituisce premi, stimola
e promuove il ballo come momento
di sviluppo educativo e formativo
dei giovani, attua tornei
e campionati nazionali ed
internazionali per professionisti,
promuove ed attua congressi
di aggiornamento, sviluppa
direttamente e indirettamente
l'editoria tecnica con propri
testi tecnici riservati ai
soci. In pratica però
molte di queste iniziative
rimangono disattese.
Consistenza
L'ANMB ha
oggi quasi 6.500 maestri iscritti,
è presente in tutte le
provincie d'Italia, ha i propri
professionisti inseriti in tutti
i contesti amatoriali ed in
tutti gli Enti di promozione
sportiva; l'ANMB ha, inoltre,
due logo.
L'editoria
L'ANMB ha
la proprietà, la direzione,
la redazione e la gestione di
una testata tecnico professionale
di categoria dal titolo "LA
DANZA"; nel suo carattere,
essa è l'unica in Italia.
La rivista
è mensile e pubblica
articoli di cronaca delle competizioni,
programmi di ballo ufficiali,
scadenze e calendari di tutte
le principali attività
del ballo in Italia e le più
importanti fra quelle del Mondo,
articoli tecnici, articoli di
cultura, note tributarie e legislative,
la recensione e la sintesi dei
libri che trattano argomenti
utili alla professione del Maestro
di Ballo, tutte le delibere
del Consiglio Direttivo Nazionale
Maestri.
Pubblica
mediamente 400 pagine all'anno
e viene distribuita ai soli
Maestri iscritti all'Albo Nazionale
Maestri ANMB.
L'Editore
è Leo Bevini con autorizzazione
all'impresa giornalistica mediante
decreto del Tribunale di Bergamo
n. 7 del 27 febbraio 199; il
Direttore Responsabile e Redattore
Capo è il Maestro Prof.
Dr. Sauro Amboni, iscritto all'Ordine
Nazionale dei Giornalisti (Roma
Tessera N. 087090 - ambonisauro@virgilio.it
).
L'agonismo
L'ANMB ha
fra i propri soci, maestri professionisti
che onorano il ballo sportivo
italiano per le loro posizioni
di prestigio più volte
conquistate nei campionati Europei
e Mondiali; l'ANMB detiene tutti
i titoli dei campionati assoluti
italiani di tutte le discipline
professionistiche conquistati
dai propri soci.
L'ANMB ha
al proprio interno circa 600
maestri (fra i 6.500 iscritti)
che operano anche a livello
agonistico professionale sia
all'estero (contribuendo così
ad affermare l'immagine dell'Italia
in tutto il Mondo) e sia in
Italia (favorendo con la loro
presenza sul podio delle competizioni
lo sviluppo del ballo e creando
fra gli amatori e il pubblico
il mito e l'immagine dei campioni:
elementi questi indispensabili
per l'affermazione e il miglioramento
del ballo sportivo italiano).
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Le
associazioni professionistiche
collaterali
In Italia
sono operanti otto associazioni
di professionisti per un totale
di circa 8.000 maestri iscritti.
Inoltre, si stima in circa 4.000
i maestri in possesso di qualifica
ma che non risultano più
iscritti ad alcuna associazione
professionale.
Nel complesso,
le otto federazioni di professionisti
svolgono il 95% della loro attività
per lo sviluppo del ballo in
Italia; per quanto riguarda
l'attività professionistica
all'estero (stile internazionale),
essa è limitata a circa
150 maestri.
L'attività
agonistica del professionismo
internazionale è disciplinata
dall'W.D & DSC che è
appunto l'organismo che regola
i campionati e le procedure
internazionali.
Fra le otto
associazioni di professionisti
operanti in Italia tre sono
riconosciute dal CONI e dall'W.D.
& DSC mentre le altre cinque
non sono riconosciute; fra queste
tre l'ANMB detiene il 98% della
rappresentanza agonistica degli
atleti in attività.
Solo l'ANMB
è un Ente Morale con
riconoscimento Giuridico da
parte dello Stato.
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