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Il Ballo e la Danza Sportiva in Italia

a cura del Maestro Dr. Prof. Sauro Amboni
Tecnico Federale FIDS/CONI - Giudice Esaminatore ANMB
18 aprile 2003

Indice

Premessa

L'imponente fenomeno del Ballo interessa oltre 7.000 locali pubblici, circa 6 milioni di appassionati, oltre 3 miliardi di Euro di fatturato all'anno (7 mila miliardi di vecchie lire), 60.000 competitori amatori FIDS, 45.000 competitori nel settore promozionale non Federale, 7.000 maestri diplomati iscritti alla federazione professionisti, 1300 manifestazioni agonistiche federali all'anno ed inoltre attraversa tutti gli strati sociali ed economici della società contemporanea.

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La storia

Nato agli albori della Civiltà Egizia, cantato da Omero nell'Iliade, insegnato ai giovani nella più antica scuola filosofica di Platone, consacrato nella Bibbia, immortalato nel Paradiso di Dante e divulgato in tutto il mondo moderno dalle scuole francesi ed inglesi, ha attraversato nel tempo e nello spazio i palazzi reali, le corti imperiali, la nobiltà, le religioni, le tradizioni popolari, il mondo politico e militare nella storia di sempre.

Oggi il ballo è maggiormente diffuso in: Gran Bretagna, Giappone, U.S.A., Canada, Germania, Austria, Italia, Argentina, Danimarca, Finlandia.

In Giappone lo Stato finanzia l'insegnamento del ballo e le spese per la partecipazione a campionati e a corsi di aggiornamento all'estero; in Gran Bretagna il ballo fa parte delle materie di insegnamento scolastico con competizioni fra classi e scuole e con campionati nazionali universitari.

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L'organizzazione in Italia

Il mondo del ballo è oggi, in sintesi, organizzato su tre livelli con gestioni operative e gerarchie interne autonome:

  • Ricreativo:
    Nelle migliaia di sale da ballo pubbliche, nei circoli ricreativi e nei club; si svolgono migliaia di gare sociali come elemento di svago; il settore ricreativo è diretto dai gestori dei locali pubblici, nelle palestre e nei circoli è organizzato dai maestri di ballo, nei club è prevalentemente gestito dai dirigenti mandamentali delle società sportive; il settore non presenta attualmente una organizzazione sua propria a livello nazionale (è però operativo un sindacato dei gestori delle sale da ballo che persegue mere finalità economiche gestionali).
  • Amatoriale
    Con le federazioni che svolgono la loro attività attraverso centinaia di circoli e clubs della più svariata forma statutaria; più del 50% dei circoli sono legati a organismi istituzionali (EPS ) quali: UISP - ARCI - MSP - AICS - CSI - LIBERTAS - ecc.. L'organizzazione amatoriale è articolata sia a livello nazionale e sia a livello regionale e interessa circa 60.000 iscritti amatori e circa 45.000 iscritti nei settori promozionali associati alle varie federazioni stesse le quali hanno statuto e gestione operativa autonoma e nelle quali i direttori tecnici sono Maestri di Ballo diplomati. Ai livelli tecnici più elevati è operante una organizzazione nazionale (FIDS) appartenente al CONI alla quale sono iscritti coloro che svolgono attività sportiva agonistica ufficiale ed i Maestri Tecnici Federali idonei. La FIDS è l'unica federazione che sovrintende al Ballo Agonistico in Italia.
  • Professionale
    Mediante l'Associazione Nazionale Maestri di Ballo che esplica attività formativa, di sviluppo, di controllo e di pianificazione della complessa organizzazione del ballo ricreativo, sportivo, amatoriale e professionale stesso. Operano altre due Associazioni ufficiali di professionisti per discipline affini e con un esiguo numero di aderenti. Qui per Ufficiali si intende che sono riconosciute dalla federazione del CONI/FIDS. L'unica associazione con riconoscimento da parte del Ministero dell'Interno ed eretta in Ente Morale è l'ANMB.

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La didattica del Ballo e della Danza Sportiva

Oltre il 95% dell'attività di insegnamento del ballo avviene oggi attraverso i seguenti canali:

  1. scuole private di ballo
  2. clubs privati aventi come attività primaria il ballo
  3. clubs privati sportivi polifunzionali
  4. clubs affiliati ad associazioni e ad organismi a livello Regionale e Nazionale nell'ambito di: MSP - ARCI - AICS - UISP - CSI - FIDS/CONI - ecc. che comprendono numerosissimi circoli ricreativi e culturali per l'attività del ballo
  5. le ASA, che sono associazioni sportive appartenenti alla FIDS/CONI nelle quali si svolge attività di addestramento alle competizioni; operano in Italia circa 1500 ASA
  6. centri giovanili, culturali, del teatro, ecc.
  7. palestre comunali in cui si organizzano corsi, si effettuano allenamenti e si svolgono competizioni
  8. nell'ambito dei centri di formazione per animatori di comunità, oratori, centri della terza età, ecc.
  9. dancing e discoteche in orari e giorni di chiusura al pubblico
  10. presso centri vacanza, villaggi turistici, ecc.
  11. nell'ambito delle attività complementari della scuola dell'obbligo.

Attraverso diversi stadi di apprendimento, sia per destrezza/abilità e sia per l'acquisizione di tecniche e interpretazioni via via più avanzate, il ballo si articola nei seguenti livelli:

  1. ricreativo e sportivo non competitivo (prevalentemente nelle migliaia di sale da ballo pubbliche, circoli ricreativi e clubs);
  2. sportivo amatoriale (prevalentemente nei palazzetti dello sport, nei grandi locali turistico congressuali e nelle grandi sale pubbliche da ballo; è regolato da precise norme, catalogato in categorie ed età ed organizzato da federazioni nazionali: vi partecipano oltre 60.000 sportivi di ogni età e classe sociale)
  3. professionale (è riservato ai maestri diplomati iscritti all'Albo Professionale Maestri di Ballo e si estrinseca mediante convegni, congressi, riunioni territoriali, aggiornamenti tecnici nei vari balli, aggiornamenti culturali e professionali su aspetti legislativi, tributari, organizzativi, ecc.. L'organizzazione è a cura dei Maestri stessi prevalentemente nell'ambito dell'ANMB, con statuto e organi associativi democratici e con l'espletamento degli esami di qualificazione per l'accesso ai nuovi Maestri).

L'insegnamento del ballo, ai vari livelli e nelle varie specializzazioni, consiste nel trasmettere agli allievi:

  1. i movimenti elementari dei balli più comuni per il pubblico che si accosta al ballo per scopi ricreativi e di svago
  2. il riconoscimento dei ritmi musicali
  3. esecuzione dei passi, delle figure, delle amalgamazioni fra figure, ecc. per un ballo sportivo
  4. conoscenza delle divisioni musicali
  5. conoscenza ed esecuzione dei movimenti e dei principi di esecuzione che compongono il ballo, quali: la presa, la posizione delle braccia, l'allineamento, il portamento, l'espressività, l'equilibrio e le inclinazioni, il lavoro dei piedi e le elevazioni, le quantità di giro e i movimenti del corpo, il linguaggio gestuale, il linguaggio corporeo, ecc.
  6. la costruzione dei programmi di esecuzione e di interpretazione dei balli
  7. il ruolo delle scarpe, dell'abbigliamento, ecc.
  8. le norme di buona educazione, di galateo, di igiene, l'alimentazione, ecc.
  9. l'organizzazione della didattica per bambini, adolescenti, adulti e anziani e riflessi psicofisici della pratica del ballo a livello ricreativo, sportivo e agonistico
  10. norme di pubblica sicurezza, tributarie, della SIAE; organizzazione delle manifestazioni, delle gare e gli aspetti normativi ad esse collegate (permessi, responsabilità, ecc.).

E' evidente che a livello sportivo e ricreativo valgono solamente le prime tre voci mentre i punti successivi interessano competitori e allievi maestri.

L'aggiornamento "professionale strumentale" e "tecnico esecutivo" avviene quasi esclusivamente a cura dell'Associazione Nazionale Maestri di Ballo; esso riguarda prevalentemente:

  • norme di pubblica sicurezza, aspetti tributari
  • la deontologia professionale
  • permessi per gare, concessione di palestre e luoghi pubblici, normativa dei vigili del fuoco, disposizioni USSL
  • gli aggiornamenti ed i Congressi Tecnici
  • i nuovi balli e i nuovi orientamenti tecnici.

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Dove si balla in Italia

I sei-sette milioni di italiani che praticano il ballo almeno una-due volte al mese sono assorbiti (per il 95%) dalle seguenti strutture:

  • i 7.000 locali pubblici fra dancing e discoteche
  • i palazzetti dello sport (prevalentemente per il ballo agonistico)
  • le grandi scuole di ballo private e i locali dei clubs associati alle federazioni
  • le sale ricreative dei centri sportivi e culturali degli Enti di promozione
  • le palestre comunali per allenamenti, corsi ricreativi, ecc.

I balli più diffusi e la classificazione % fra gli appassionati che li praticano sono i seguenti:

  1. disco dance e ritmi da discoteca (40 % del pubblico: prevalentemente da giovani e giovanissimi)
  2. i balli da società, il ballo liscio e i balli tradizionale (50 % del pubblico)
  3. i balli d'annata o di recente inserimento: merengue, mambo, salsa, lambada, danze caraibiche, ecc. (30-40% del pubblico con tendenza all'aumento)
  4. le danze olimpiche internazionali: standard e latine, ecc. (2-4 % del pubblico)
  5. le danze spettacolo ed altri balli (1-3 % del pubblico).

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I riflessi politico-sociali del ballo

Lo sviluppo economico e la conseguente riorganizzazione dell'attività lavorativa di questi ultimi trent'anni hanno determinato in Italia un aumento del tempo libero tale da offrire maggiori possibilità ad una pratica dell'attività motoria, ricreativa e sportiva. In questo contesto, il ballo e la danza:

  1. hanno avuto una fase di grande espansione
  2. interessano ogni ceto sociale
  3. si praticano ad ogni età
  4. incidono profondamente sia sulla struttura psicofisica dell'individuo e sia, dato il loro elevato potere aggregante, sul tessuto politico-sociale del nostro territorio.

L'Ente Pubblico, ai suoi vari livelli (Stato, Regione, Provincia, Comune), ha sempre favorito, disciplinato e controllato, anche seppur indirettamente attraverso gli enti di promozione sportiva del CONI (in primo piano la FIDS), questa attività per l'elevata rilevanza politica nell'interesse del singolo e per la crescita della comunità civile.

Gli Enti Nazionali di promozione Sportiva (AICS, ARCI, CSI, UISP, ACLI, FIBES, ecc.), mediante la loro capillare organizzazione periferica, hanno sempre svolto un'azione di stimolo e offerto il prezioso supporto logistico allo sviluppo e all'affermazione della disciplina fra i lavoratori. Oggi anche questa attività di promozione (settore preagonistico e promozionale con regolare libretto sanitario e libretto di gara) è in fase di completo assorbimento da parte della FIDS/CONI; nel 2002 è stata assorbita quasi all'80% e si ritiene che nel 2003 venga assorbita al 100%.

I Comuni, le Questure, le Prefetture, i Comandi dei Vigili del Fuoco, le Unità Sanitarie Locali, la SIAE, ecc. hanno sempre avuto un ruolo di fulcro per quanto concerne le autorizzazioni e le realizzazioni delle attività connesse (scuole, competizioni, manifestazioni, controlli, ecc.).

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Lo spessore economico e sociale

L'imponente fenomeno del ballo può essere così sintetizzato:

  1. secondo i più recenti dati SIAE è praticato da ca 6 milioni di cittadini italiani
  2. annovera oltre 60.000 competitori organizzati nelle federazioni amatoriali le quali sono state recentemente riorganizzazione a seguito del nuovo assetto che per adeguarsi alle normative del CONI cui la disciplina sportiva ne fa parte integrante mediante la federazione FIDS. Oltre ai 60.000 competitori a livello promozionale vanno annoverati anche quelli iscritti agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI quali l'AICS, la FIBES dell'ACLI, l'UISP, ecc. nei quali si pratica il ballo a livello popolare di avviamento all'attività, questi competitori fanno parte del settore "ballo sociale" o più comunemente definito "ballo ricreativo"e si calcolano in circa 45.000 iscritti .
  3. è diretto, il mondo del ballo, tecnicamente da 7.000 Maestri Diplomati di cui circa il 30% lavora nel ballo a tempo pieno.
  4. occupa nel settore oltre 60.000 addetti (fra maestri, personale per la gestione dei locali pubblici, orchestrali, ecc.; di cui circa il 30% lavora a tempo pieno).
  5. ha 9.000 orchestre in attività.
  6. utilizza oltre 8.000 strutture fra scuole private di ballo, locali da ballo, discoteche, palestre specializzate, ecc.
  7. ha in funzione oltre 1.500 fra clubs, circoli e organizzazioni di enti portivi (molti di questi affiliati agli Enti Nazionali di Promozione Sportiva).
  8. realizza oltre 1.800 competizioni/anno in palazzetti dello sport, sale da ballo, locali per ricreazione ecc. di cui il 50% in forma ricreativa, per balli di società e al di fuori delle federazioni ufficiali.
  9. ha una partecipazione di oltre un milione/anno di spettatori alle competizioni.
  10. ha un fatturato netto di circa 1.500 milioni/anno di Euro (pari a 3.000 miliardi di lire/anno); ma se consideriamo anche l'indotto diventano circa 4.000 milioni di Euro all'anno (8-9 mila miliardi/anno di lire). L'indotto è costituito dal vasto mondo collaterale (orchestre, strumenti musicali, case discografiche, gestione sale pubbliche, dancing, discoteche, abbigliamento, soprattutto per le competizioni, progettazione e costruzione locali pubblici, riviste specializzate, videotecnica, libri, ecc.); lo spessore economico complessivo è maggiormente sviluppato nei settori:
    1. immobiliare (scuole di ballo, dancing e discoteche, palestre, ecc.);
    2. tessile (abiti di gara e abbigliamento in generale, coreografie, costumi e scenografie, scarpe da ballo e da competizione, costumi, ecc.), l'Italia è anche, in questo comparto, esportatrice;
    3. settore audiovisivo, discografico e musicale (imponente è il comparto orchestre strumentali);
    4. settore editoriale (cinque riviste specializzate: una professionale, tre amatoriali, una popolare);
    5. didattico (scuole, insegnamento in palestre pubbliche, ecc.)
    6. rilevante è l'industria audioilluminotecnica italiana per i locali da ballo che conta 600 piccole e medie aziende con un fatturato di quasi 1.500 milioni di Euro anno (3.000 miliardi di lire) ed un export del 50%;
    7. il solo fatturato delle 7.000 discoteche italiane è di circa 1.500 milioni di Euro (3.000 miliardi di lire/anno).
  11. gode di sponsor fra i maggiori istituti di credito e i più prestigiosi nomi del mondo economico nazionale.
  12. La rilevanza del fenomeno, anche relativamente ai riflessi sulla collettività, è imponente per:
    1. gli aspetti educativi soprattutto per i giovani
    2. lo sviluppo somatico e psicosomatico negli adolescenti
    3. l'igiene e il pronto soccorso
    4. gli aspetti particolari per l'insegnamento agli anziani
    5. le norme di pubblica sicurezza, licenze, destinazione urbanistica
    6. i riflessi fiscali e tributari
    7. la tutela della salute dei cittadini
    8. i riflessi del settore educativo nell'armonizzazione CEE
    9. la rilevanza nel mercato del lavoro.
  13. il settore economico ha un "Trend" storico di lungo periodo in forte espansione mentre la tendenza di breve periodo (ultimi tre o quattro anni)) è leggermente in flessione .
  14. Secondo i più recenti dati ISTAT la spesa per il ballo è superiore a quella per il calcio nelle divisioni nazionali ed è più del doppio di quella per il cinematografo; è altresì sui medesimi livelli economici di settori industriali primari per i quali c'è una copiosa legislazione ed un rilevante interesse del potere pubblico, interesse che è quasi totalmente assente per le attività del ballo, del suo insegnamento, della sua pratica sportiva e ricreativa.
  15. Oltre il 90% dell'attività di insegnamento dei maestri, interessa il ballo popolare da società a scopo ricreativo. Circa il 10 % dei professionisti insegna a livello agonistico cioè ad atleti che competono a livello amatoriale nelle Classi e Categorie ufficiali della FIDS.

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L'evoluzione del settore

Il settore economico del ballo in Italia ha avuto, in questi ultimi anni 40 anni, un andamento tendenziale crescente di circa il 5% anno. Questo si desume dagli introiti della SIAE dovuti per manifestazioni, dalle scuole di ballo, dagli ingressi alle discoteche e ai locali da ballo, dalle competizioni e da ogni altra attività connessa al ballo di cui è obbligo il versamento SIAE.

Per il futuro si ha motivo di ritenere che questa tendenza allo sviluppo si manterrà positiva con anche un ulteriore miglioramento. Ciò anche se i segnali contingenti indicano una leggera flessione che dal 1999 ad oggi segna un decremento del 2-3% annuo.

Nel 2002, tuttavia, si è registrato una tendenza di bre periodo ancora negativa.

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Le riviste sul Ballo

Circa dieci anni fa erano presenti sul mercato due riviste; cinque anni orsono se ne contano otto:

  • due amatoriali mensili (diffuse da associazioni di amatori)
  • una prevalentemente sulla Danza Moderna e Balletto bimestrale
  • una sul folklore, ogni uno-due mesi, su argomenti relativi ai cantanti, alle orchestre alla musica popolare
  • una sulle orchestre da Ballo e locali da ballo, mensile
  • una popolare per il ballo esclusivamente ricreativo
  • una professionale riservata esclusivamente ai maestri diplomati (La Danza)
  • una on-line (www.tuttoballo.com)

Tuttavia, sono state chiuse varie riviste amatoriali e ricreative. Esse non verranno sostituite.

Questo aumento del numero di riviste sul mercato è stato sicuramente un fatto che ha contribuito alla diffusione della cultura del ballo, al coinvolgimento di numerosi appassionati e allo stimolo verso l'avvicinamento alla disciplina. La loro cessata pubblicazione è un fenomeno di difficile interpretazione.

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Il CONI

Col riconoscimento della disciplina da parte del CONI, anche se ancora in fase di riorganizzazione, è stato dato un impulso alla conoscenza e alla divulgazione del ballo in tutti gli strati sociali; è di rilievo il fatto che con questo riconoscimento risulta ora possibile inserire la danza sportiva fra le attività integrative didattiche della scuola dell'obbligo. Sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione è stato appunto pubblicato il testo della circolare ministeriale relativa agli accordi col CONI ed il Ministero stesso. Questa circolare, nella fase attuale di applicazione pratica, ha suscitato forti critiche da parte degli istruttori ISEF i quali hanno accolto poco favorevolmente l'ingresso nella scuola di istruttori di discipline sportive esterni appunto al sistema scolastico stesso. Infatti, si assiste ad un forte incremento di insegnanti delle scuole pubbliche (soprattutto elementari e medie) che si presentano a sostenere l'esame di Maestro.

Inoltre, alle prossime Olimpiadi avremo la Danza Sportiva fra le discipline partecipanti.

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I libri sul Ballo

Fino a pochi anni fa erano in commercio due soli libri che trattavano specificatamente il ballo come disciplina. Oggi se ne contano in commercio circa trenta. Ve ne sono che trattano il ballo da un punto di vista tecnico, altri sotto il profilo culturale ed altri ancora a livello divulgativo popolare. Inoltre, sono disponibili le dispense tecniche/teoriche per ogni disciplina edite e adottate dalla categoria dei professionisti.

Recentemente (aprile 2003) è stato pubblicato il testo di "Tecnica di Base" con le indicazioni di tutte le particolarità, sia elementari che progredite, necessarie per iniziare la carriera agonistica ma anche utile per coloro che competono nel settore promozionale. L'autore è il Maestro Tecnico Federale Sauro Amboni.

È in fase di revisione il testo "TUTTE LE DOMANDE D'ESAME" il quale riporta l'elenco di tutte le domande d'esame degli ultimi dieci anni ed è quindi è una guida completa per coloro che intendono prepararsi a sostenere l'esame professionale per la qualifica di Maestro. L'autore è il Maestro Federale Sauro Amboni del Consiglio Nazionale Maestri (ambonisauro@virgilio.it).

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Le trasmissioni televisive

In questi ultimi anni sono state frequenti e ampiamente seguite dal pubblico varie trasmissioni televisive ad ampio raggio territoriale ed anche a livello nazionale. È indubbio l'effetto positivo che queste trasmissioni hanno dato sull'immagine del ballo nonché è stata sicuramente grande l'influenza sui telespettatori avvicinandoli ed appassionandoli verso la disciplina. Su decine di milioni di italiani che hanno seguito per tante volte queste trasmissioni, certamente una consistente quota di essi ha intrapreso o ha pensato di intraprendere i primi passi.

In sostanza, tutti questi motivi (i libri, i siti internet, le riviste, il CONI, la televisione, ecc.) sono a garanzia delle ottimistiche previsioni circa lo sviluppo del ballo in Italia per i prossimi anni. Ciò anche se in questi ultimi periodi si è verificata e persiste una flessione negativa la quale, appunto, può ritenersi ottimisticamente contingente.

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Il ballo, la salute, il professionismo e gli aspetti giuridici

I moderni orientamenti didattico-pedagogici indicano nei 10 anni l'età minima per iniziare a ballare; la fascia di età con maggior frequenza va dai 20 ai 40 anni; in questo ultimo decennio gli interventi di politica sociale a favore della terza età hanno favorito lo sviluppo di una fascia dai 50 ai 60 anni.

Le competizioni sono organizzate per fasce di età dai 6/9 anni, 10/15, ecc. ecc. fino all'ultima categoria (Senior III) che copre la fascia da 56 a oltre.

Il ballo può essere considerato:

  1. un esercizio fisico con lo scopo primario di sviluppare, perfezionare, rafforzare ed abbellire il proprio corpo al fine di renderlo più resistente alle funzioni vitali;
  2. una profilassi per l'armonico sviluppo somatico dell'adolescente;
  3. un'attività con riflessi psicofisici che favoriscono il miglioramento del quadro educativo generale dell'individuo.

Il ballo è un'attività ideale a tutte le età e combatte l'invecchiamento precoce; aiuta a coordinare l'azione fra mente e corpo e favorisce - specialmente nei giovanissimi - lo sviluppo mentale; è un esercizio di relax per alleviare le proprie preoccupazioni; sviluppa la capacità di conversazione con la gente ed aiuta ad essere ben accetti in società; aiuta a vincere la timidezza accentuando nei più giovani la responsabilità di appartenere ad un gruppo con l'opportunità di dimostrare originalità, abilità e fantasia.

La pratica del ballo, sia a livello "sportivo-ricreativo" che a livello "competitivo-amatoriale", richiede l'osservanza di regole di igiene comportamentale alla salvaguardia della salute che, nel caso di giovanissimi o di anziani, sono di fondamentale importanza per, rispettivamente, evitare danni allo sviluppo corporeo e provocare lesioni sia alla struttura scheletrica che al sistema cardiocircolatorio. Per quanto riguarda il ballo da competizione questi aspetti si accentuano e per essi giuoca un ruolo fondamentale l'allenamento e l'attenta e vigile opera del Maestro anche mediante la richiesta di accertamenti sanitari.

Il certificato di idoneità sportiva è comunque richiesto per partecipare all'attività agonistica organizzata.

Il Maestro è tenuto a vigilare, sia per l'esercizio a livello ricreativo (anziani e bambini) e sia per gli allenamenti in campo agonistico nonché per l'organizzazione e lo svolgimento delle competizioni, sull'applicazione delle principali leggi sulla salute e sulla sicurezza quali:

  1. D.M. 5 luglio 1975 e successive modifiche di conversione: disciplina dell'accesso alle singole attività sportive (età, sesso, visite obbligatorie);
  2. L. 26 ottobre 1971, n. 1099 - Tutela sanitaria delle attività sportive e successive modificazioni;
  3. L. 5 marzo 1963 n.292- Vaccinazione antitetanica obbligatoria (per gli sportivi all'atto della affiliazione alle federazioni del CONI);
  4. Circolare n.16 - Ministero dell'Interno - Direzione Generale dei Servizi Antincendi;
  5. Circolare n. 79 - Ministero dell'Interno - Direzione Generale della Protezione Civile - norme di sicurezza per i locali destinati a trattenimenti danzanti, ecc.;
  6. R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza (e successive modificazioni) e relativo Regolamento d'esecuzione: R.D. 6 maggio 1940, n.635;
  7. Circolare Ministeriale N. 47 del 25 febbraio 1991 - Vigilanza su scuole private di danza e ballo - potere di viglilanza dell'Amministrazione scolastica;
  8. inoltre, disposizioni delle Unità Socio Sanitarie Locali, regolamenti di Polizia Comunale e dei Vigili del Fuoco.
  9. Norme per la tutela sanitaria dell'attività sportiva non agonistica, approvate con decreto 28 febbraio 1983;
  10. Regolamenti sanitari per l'attività sportiva e relative certificazioni obbligatorie, di cui al DM 18 febbraio 1982;
  11. La normativa inerente la regolamentazione statutaria, fiscale e tributaria dei clubs, delle società sportive e associazioni sportive in generale;
  12. inoltre ancora, il professionista è "oggetto-soggetto" dello "Sport Professionistico" e come tale deve osservare e far osservare le disposizioni legislative della Legge 23 marzo 1981, n. 91 e successive modificazioni - Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti (G.U. 27 marzo 1981, n. 86), in particolare per le seguenti materie: prestazione sportiva dell'atleta, disciplina del lavoro subordinato, tutela sanitaria professionistica, assicurazione contro i rischi, norme sul controllo e sulle responsabilità delle federazioni sportive nazionali, disposizioni di carattere tributario.

Il Maestro di Ballo è la figura professionale che sintetizza le conoscenze che gravitano attorno al mondo del ballo stesso, siano esse a livello didattico-educativo nonché perché opera nelle molteplici vesti connesse a:

  1. direttore delle competizioni,
  2. insegnante di ballo ricreativo e di danze sportive ed olimpiche,
  3. coordinatore dell'attività ricreativa dei circoli e clubs privati,
  4. presidente di clubs e circoli stessi e presiede alle varie iniziative (manifestazioni, tornei, ecc.),
  5. gestisce in prima persona le sponsorizzazioni,
  6. svolge consulenza in tutte le attività collaterali (mass media, orchestre, locali pubblici, ecc.),
  7. il maestro, inoltre, è egli stesso competitore nelle gare riservate all'agonismo professionale.

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L'Associazione Nazionale Maestri di Ballo (struttura, e consistenza, editoria, l'agonismo)

Struttura

L'ANMB (Associazione Nazionale Maestri di Ballo) è un organismo professionale di categoria, costituito il 4 novembre 1945 con atto pubblico innanzi al Notaio Dr. Anderloni di Milano; è stata eretta in Ente Morale con Decreto Ministeriale del 19 nov. 1998 - pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana n. 284 del 4 dic. 1998. Essa:

  • Ha un Consiglio Direttivo Nazionale.
  • Aderiscono all'ANMB i maestri di ballo che hanno superato l'esame professionale innanzi ad una apposita Commissione Tecnica Nazionale formata da esperti in tecnica e didattica (Giudici Esaminatori).
  • L'ANMB ha lo scopo, direttamente o attraverso i propri associati, di promuovere, favorire e realizzare direttamente o con l'intervento dell'Ente pubblico, attività culturali, sportive ed artistiche nel campo della danza, del ballo, nell'arte del balletto e per la promozione sportiva ricreativa e culturale delle danze da società mediante la realizzazione di conferenze, seminari, convegni, manifestazioni, mostre nel campo delle arti visive, attività espositive e divulgative, sperimentazione dell'espressione artistica e realizzazione anche attraverso attività di laboratorio, attività didattiche e formative finalizzate alla comprensione critica delle diverse forme comunicative ed espressive ed allo sviluppo della creatività; iniziative concernenti il patrimonio della cultura orale, folkloristica, etico-musicale, delle tradizioni e delle danze popolari; diffusione delle danze popolari, del ballo ricreativo sportivo ed agonistico, avviamento al ballo ed alla danza sportiva quale ruolo educativo e formativo dei preadolescenti, promozione del ballo nelle attività sceniche e teatrali anche mediante l'organizzazione di rappresentazioni e spettacoli rivolti alla valorizzazione del ballo e della danza; promozione e realizzazione di mostre e concorsi nel campo pittorico, fotografico ed audiovisivo per la valorizzazione del patrimonio artistico nel campo delle danze e balli popolari; formazione ritmico musicale dei preadolescenti per l'avviamento all'attività motoria, artistica, gestuale, ed educativa per favorire lo sviluppo psicosomatico dei giovanissimi; promozione ed organizzazione di momenti ricreativi, feste danzanti, attività di svago e del tempo libero, attinenti il mondo della danza e dei balli popolari, aventi finalità di aggregazione sociale, di armonizzazione di differenti circoli culturali e di scambio esperienziale fra le molteplici espressioni di vita ricreativa esistenti nel territorio nazionale.organizza congressi, coordina tecnicamente l'attività amatoriale, armonizza i programmi di ballo e le tecniche di esecuzione, istituisce premi, stimola e promuove il ballo come momento di sviluppo educativo e formativo dei giovani, attua tornei e campionati nazionali ed internazionali per professionisti, promuove ed attua congressi di aggiornamento, sviluppa direttamente e indirettamente l'editoria tecnica con propri testi tecnici riservati ai soci. In pratica però molte di queste iniziative rimangono disattese.

Consistenza

L'ANMB ha oggi quasi 6.500 maestri iscritti, è presente in tutte le provincie d'Italia, ha i propri professionisti inseriti in tutti i contesti amatoriali ed in tutti gli Enti di promozione sportiva; l'ANMB ha, inoltre, due logo.

L'editoria

L'ANMB ha la proprietà, la direzione, la redazione e la gestione di una testata tecnico professionale di categoria dal titolo "LA DANZA"; nel suo carattere, essa è l'unica in Italia.

La rivista è mensile e pubblica articoli di cronaca delle competizioni, programmi di ballo ufficiali, scadenze e calendari di tutte le principali attività del ballo in Italia e le più importanti fra quelle del Mondo, articoli tecnici, articoli di cultura, note tributarie e legislative, la recensione e la sintesi dei libri che trattano argomenti utili alla professione del Maestro di Ballo, tutte le delibere del Consiglio Direttivo Nazionale Maestri.

Pubblica mediamente 400 pagine all'anno e viene distribuita ai soli Maestri iscritti all'Albo Nazionale Maestri ANMB.

L'Editore è Leo Bevini con autorizzazione all'impresa giornalistica mediante decreto del Tribunale di Bergamo n. 7 del 27 febbraio 199; il Direttore Responsabile e Redattore Capo è il Maestro Prof. Dr. Sauro Amboni, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti (Roma Tessera N. 087090 - ambonisauro@virgilio.it ).

L'agonismo

L'ANMB ha fra i propri soci, maestri professionisti che onorano il ballo sportivo italiano per le loro posizioni di prestigio più volte conquistate nei campionati Europei e Mondiali; l'ANMB detiene tutti i titoli dei campionati assoluti italiani di tutte le discipline professionistiche conquistati dai propri soci.

L'ANMB ha al proprio interno circa 600 maestri (fra i 6.500 iscritti) che operano anche a livello agonistico professionale sia all'estero (contribuendo così ad affermare l'immagine dell'Italia in tutto il Mondo) e sia in Italia (favorendo con la loro presenza sul podio delle competizioni lo sviluppo del ballo e creando fra gli amatori e il pubblico il mito e l'immagine dei campioni: elementi questi indispensabili per l'affermazione e il miglioramento del ballo sportivo italiano).

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Le associazioni professionistiche collaterali

In Italia sono operanti otto associazioni di professionisti per un totale di circa 8.000 maestri iscritti. Inoltre, si stima in circa 4.000 i maestri in possesso di qualifica ma che non risultano più iscritti ad alcuna associazione professionale.

Nel complesso, le otto federazioni di professionisti svolgono il 95% della loro attività per lo sviluppo del ballo in Italia; per quanto riguarda l'attività professionistica all'estero (stile internazionale), essa è limitata a circa 150 maestri.

L'attività agonistica del professionismo internazionale è disciplinata dall'W.D & DSC che è appunto l'organismo che regola i campionati e le procedure internazionali.

Fra le otto associazioni di professionisti operanti in Italia tre sono riconosciute dal CONI e dall'W.D. & DSC mentre le altre cinque non sono riconosciute; fra queste tre l'ANMB detiene il 98% della rappresentanza agonistica degli atleti in attività.

Solo l'ANMB è un Ente Morale con riconoscimento Giuridico da parte dello Stato.

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