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BILLY ELLIOT
Finalmente un bel film che racconta la danza; sono ormai lontani gli anni
ottanta, quando si poteva aspettare con fiducia una nuova produzione cinematografica
che potesse esaltare gli appassionati.
Uscirà a febbraio "Billy Elliot", questo il titolo con
cui gli italiani hanno ribattezzato "Dancer", già presentato
a Cannes, è un film delizioso.
Il grande valore di quest'opera è nel sapore che trasmette, andandolo
a vedere non ci si deve aspettare un romanzetto imbellito di corpi danzanti
e virtuosismi tecnici che sono bellezza effimera.
Nella regia, nella fotografia ma soprattutto nella capacità interpretativa
del debuttante Jamie Bell, il protagonista, si legge lo spirito che unisce
tutti i giovani che rivolgono la propria vita alla danza, il senso della
disciplina corazza la speranza di chi vuole arrivare, la passione della
danza che contamina il quotidiano, e diventa strumento di sfogo emotivo
nei momenti di conflitto.
Stephen Daldry ha curato la regia dimostrando di essere entrato nella
psicologia del danzatore con grande sensibilità e finezza. Il ritmo
di tutto il film e della sua colonna sonora, accompagnano a braccetto
la temperanza esplosiva del giovane Billy.
E' un film che ho visto a dicembre ma a distanza di due mesi resta vivo
nei miei ricordi, forse questo è il metro migliore per misurare
la grandezza di questo film.
Consiglio a tutti la sua visione, emoziona anche chi non si è mai
accostato al mondo della danza.
Andrea Cagnetti
www.arsmovendi.it
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