L’estro di Preljocaj cattura gli studenti del liceo coreutico genovese

Oggi pubblichiamo altre 4 recensioni che riteniamo le migliori tra quelle inviate dalla 4A del Liceo Gobetti di Genova. Come appare evidente la predilezione degli studenti è andata su Annonciation, la bellissima creazione del 1995 di Preljocaj. Il capolavoro del coreografo albanese ha indubbiamente stimolato molto i ragazzi presentando sulla scena una gamma di stadi emotivi che vanno dall’attesa allo spavento, dallo stupore, alla lotta, all’accettazione di una maternità così importante. Gli studenti hanno percepito ogni cosa e ne sono rimasti letteralmente rapiti.

Francesca Camponero

Recensioni su Annonciation di Angelin Preljocaj (1995):

Recensione di Alessia Cataldi

Angelin Preljocaj

L’estratto coreografico “Annonciation” è un passo a due di danza contemporanea composto dal coreografo e ballerino Angelin Preljocaj nel 1995. La coreografia originale è stata realizzata in un ambiente che potrebbe sembrare reale o metafisico, arricchito dalla presenza sul terreno di acqua e sabbia; tuttavia le rappresentazioni teatrali (la prima avvenne presso il Joyce Theatre di New York) non permettono la presenza di questi due elementi. Il soggetto della composizione è l’annunciazione, il momento dell’incontro tra l’arcangelo Gabriele e Maria e il concepimento da parte di Maria; questo viene danzato su musiche di Vivaldi e Roy. L’Angelo si rivela alla donna, impegnata a vivere la propria quotidianità: tra le due figure vi è una sorta di confronto in quanto l’Angelo, che avanza verso Maria effettuando movimenti decisi ed esprimendo forza e sicurezza, invade l’intimità della donna che risulta essere turbata e non ancora in grado di comprendere l’accaduto. L’Angelo e Maria intraprendono poi una danza collettiva sulla superficie sabbiosa, andando a realizzare delle scie per mezzo dei loro movimenti, fino a ritrovarsi a contatto con l’acqua, simbolo del discostamento da parte di Maria dalla realtà. La coreografia giunge a termine nel momento del concepimento, che avviene attraverso un intenso ma delicato bacio sulle labbra tra le due figure. Da sottolineare è il fatto che le due interpreti siano due donne, rispettivamente Julie Bour (Maria) e Claudia de Smet (Angelo): Preljocaj ha voluto ricreare una sorta di “riflesso”, quello di Maria che si rispecchia nell’Angelo, inoltre la scelta di due figure femminili è dovuta alla qualità dei movimenti coreografati, delicati e puri, e per questa ragione il coreografo ha ritenuto che due donne sarebbero state più adatte ad esprimere a pieno il reale senso della composizione. Da notare è come un tema sacro e così delicato venga trattato in maniera “fisica” dal coreografo, che ha fatto sì che tra le due figure ci fosse una forte interazione caratterizzata dall’abbondanza di contatto fisico: il dialogo tra le due è espresso in maniera fisica tanto che è possibile notare come l’Angelo sia in una continua ricerca di contatto con Maria, che se all’inizio aveva un atteggiamento scostante al termine della coreografia si abbandona completamente all’Angelo. Nella mia personale opinione credo che la scelta di una duplice figura femminile sia stata più che geniale, in quanto questa, data la propria forma corporea, vada ad impersonare con meravigliosa limpidezza il tema chiave della composizione, inoltre in questo pezzo, accostato al lato tecnico ed espressivo del movimento vero e proprio, viene data una grande importanza alle espressioni del viso delle due danzatrici, in particolare quello di Maria, la cui danzatrice è stata perfettamente in grado di esprimere le sensazioni della donna in quel momento.

Recensione di Geremia Cappagli

Annonciation è una coreografia di Angelin Preljocaj, ballerino e coreografo francese di origine albanese, di danza contemporanea. Nel 1997 la sua compagnia, Ballet Preljočaj, fa il suo debutto al Joyce Theater di New York presentando proprio Annonciation. La coreografia racconta dell’incontro tra Maria e l’arcangelo Gabriele che le porta la notizia di star per diventare madre di Gesù Cristo; un dialogo di gesti dove quelli solenni, ieratici, guerrieri dell’Angelo incontrano quelli timorosi di Maria. La danzatrice che interpreta l’Angelo può essere identificata come una persona dai tratti andorogini, proprio per andare ad identificare la natura celeste dell’Angelo, privo del sesso. Il coreografo però si spinge oltre il tradizionale racconto, portando in scena in maniera fisica il dialogo tra i due. La fisicità infatti è una delle caratteristiche principali della coreografia, e va a mettersi in totale contrasto con la scelta del tema di tipo spirituale. Infatti tra Maria e l’Angelo avviene un vero e proprio atto di “concepimento” da identificare nel momento in cui l’Angelo inserisce il pollice all’interno della bocca di Maria e lo ruota, come ad effettuare una sorta di innesto all’interno della donna. Dopo, questo atto viene sancito anche da un sentimento più umano, e soprattutto intimo, che porta Maria e l’Angelo a scambiarsi un bacio, quasi passionale. Durante il dialogo tra i due sono presenti inoltre diversi rimandi al quanto espliciti della vita di Gesù Cristo, nei quali l’Angelo porta la giovane e quasi impaurita Maria come in una sorta di visione in cui l’essere celeste illustra alla futura madre le gesta del Figlio di Dio. L’esempio più lampante è la camminata sull’acqua che l’Angelo effettua nella sua entrata, ma sono presenti anche a metà corografia l’entrata in scena di una sabbia che ricopre l’intero palcoscenico, e che potrebbe rimandare ai 40 di Gesù passati nel deserto. È presente anche un momento in cui l’angelo prende Maria, che si trova a braccia aperte, proprio sotto le braccia e la solleva dietro la schiena esattamente come farà Cristo con la croce durante la via crucis.

Recensione di Giada Trovato

Il Liceo Piero Gobetti

Annonciation è una coreografia di danza contemporanea del maestro Angelin Preljocaj. Ha come tema l’annunciazione. I personaggi sono solo i due protagonisti: Maria e l’Arcangelo Gabriele. Il passo a due è caratterizzato da intensità, dinamica e variazioni del peso, e gestualità. Proprio quest’ultima è l’elemento che differenzia i due ruoli. Si tratta infatti di un dialogo di gesti, dove quelli solenni, decisi, dell’angelo incontrano quelli timorosi di Maria. La musica di Stéphane Roy ha un suono puro ma aspro ed è innestata nella musica del “Magnificat” di Vivaldi. Maria era in cortile, e ci sono voci di bambini, si tocca la testa e sembra serena nell’aria calda del pomeriggio. Sono istantanee di movimento naturale. Si trova in un momento di raccoglimento. Inizialmente non si muove nello spazio ed è timorosa. Non percepisce subito la presenza dell’arcangelo e compie un lavoro sul gesto soprattutto delle braccia, delle mani e dello sguardo. L’angelo è qui, ma lei non lo vede fino a che non le fa aprire la bocca e metaforicamente le estrae con gesto significativo, il peccato dalla bocca. Nella seconda parte, al contrario, questo personaggio diventa più reale e fa con l’angelo un passo a due molto carnale in cui emerge il sentimento di Amore Universale. Sabbia e acqua sono messe in scena come annunci e idee nel disegno di legge. L’angelo si mostra, e questo evento nasce dalla parola, perché l’arte della danza dell’opera stessa nasce dalla postura danzante: ciò che l’angelo dice a Maria (attraverso la danza) attiva i cambiamenti fisici nel suo corpo. Il passo a due è ricco di passione e intimità. Preljocaj è molto forte nella scelta coreografica. Ti coinvolge su piani diversi e include il pubblico in modo assoluto rendendolo partecipe delle emozioni dei personaggi.

Recensione su Il lago dei cigni – Atto II – Teatro alla Scala di Milano (2004)

Recensione di Fedora Florian

La versione appena vista del secondo atto de “Il lago dei cigni” è stata messa in scena nel 2004 al Teatro alla Scala di Milano. Questo balletto del repertorio classico è uno dei più conosciuti al mondo e venne messo in scena per la prima volta nel 1877 al Teatro Bol’soj di Mosca. La versione più celebre e famosa è sicuramente quella rivisitata dal coreografo e ballerino Marius Petipa, ma la versione originale di questo “must” del repertorio classico è quella di J.W. Reisinger. La musica è stata creata da Tchaikovsky ed è sempre stata utilizzata anche per diverse rivisitazioni coreografiche. Il secondo atto de “Il lago dei cigni” è anche solitamente chiamato “atto bianco”: all’inizio di esso si vede il principe Siegfried che, inoltratosi nel bosco, si imbatte nei cigni. Odette, una ragazza trasformata in cigno dal mago Rothbart, guida come una regina tutti i cigni del lago, anche loro ragazze vittime del sortilegio. Odette e il principe si innamorano a prima vista ma a causa del sortilegio non possono stare insieme. Verso la fine di questo atto viene eseguito dai due protagonisti un bellissimo pas de deux che sta a rappresentare il loro amore: con questo pas de deux finale, il principe spera con tutto il suo cuore che Odette vada alla festa a cui l’ha invitata per poi prenderla in moglie. Nella versione vista i due protagonisti sono stati interpretati da Svetlana Zakharova (Odette) e da Roberto Bolle (principe Siegfried). La scelta di questi due danzatori per la messa in scena è stata molto adatta perché sia Roberto Bolle che Svetlana Zakharova sono principalmente due danseur noble, e trasmettono quindi perfettamente la vera essenza di questi due ruoli importanti, quello del principe e quello della ragazza “condannata” a non vivere più la sua vita. Sono ovviamente presenti movimenti e passi che vanno a caratterizzare i personaggi; questi sono molto visibili soprattutto nei cigni che utilizzano, per interpretare meglio il personaggio, diverse forme delle braccia in modo da farle assomigliare alle ali di un vero e proprio cigno. Oltre ai movimenti i personaggi vengono caratterizzati ovviamente anche dai costumi indossati, dall’espressività dei danzatori e dall’uso corretto della messa in scena della pantomima.

[Nrlla foto in alto Annonciation di Angelin Preljocaj]

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