Patrick Dupond ci lascia volando in alto come sempre

Patrick Dupond

L’ho visto per primo come Don Chisciotte con l’Opera di Parigi all’Île Sainte-Marguerite davanti a Cannes. Nella performance sono stato preso come extra dal corso estivo di Rosella Hightower. Era giovane e spiritoso, irriverente e con un’energia e un carisma incredibile. Sono rimasto allibito dalla sua mancanza di “linee perfette” per un Etoile dell’Opera di Parigi, ma ti ha fatto sedere sul bordo della tua sedia e ha fatto cadere la casa ogni volta! Sono rimasto incantato. Le prove generali si è rifiutato di togliersi gli zoccoli di legno e ha continuato a ballare tutta la coda completa di maneggio spezzato con loro addosso!!! Tutti noi studenti siamo rimasti sbalorditi e in debito! Anni dopo era in tour con noi a Bejart, era divertente, scandaloso e molto accessibile. Quanto sono triste. Assomigliava a nessun altro e nessun altro gli assomiglierà mai” queste le parole del coreografo Giorgio Madia scritte su Facebook alle 18 di oggi in seguito alla notizia della morte di Patrick Dupond, grande danzatore francese scomparso ieri notte all’età di 61 anni.

Dupond in uno dei suoi fantastici salti

Patrick era indubbiamente un fuoriclasse che negli anni ’80 e ’90 ha travolto le scene teatrali del mondo. Non gli mancava nulla: era bello, biondo e soprattutto aveva un temperamento forte, forse bizzarro, ma sicuramente seducente. E’ stato allievo di Max Bozzoni all’Opéra di Parigi ed appena sedicenne si conquistò la medaglia d’oro al Concorso di Varna. A soli 21 anni diventa meritatamente étoile dell’Opéra di Parigi. Celebri le sue collaborazioni con Maurice BéjartRoland Petit, Alvin Ailey e John Neumeier, che per lui hanno creato coreografie come Salomé, Il Gatto con gli stivaliAu bord du precipice (sulla vita di Jim Morrison) e Vaslav. Lo ricordiamo con Elisabetta Terabust ne lo Schiaccianoci di Eugenio Polyakov con il Corpo di Ballo del Maggio (1983), e ospite alla Scala dove ha danzato Giselle, Don Chisciotte, Il Figliol Prodigo e Bolero.

Dupond con Nureyev

Lasciò l’Opéra nel 1988 e per due anni ha diretto il Ballet National de Nancy, ma poi fece ritorno a Parigi come direttore del ballo del primo teatro francese, che guidò per cinque anni. Ma il suo spirito ribelle ed irrequieto gli fece nuovamente lasciare la direzione per dedicarsi all’attività free lance. Ma non fu facile per lui rompere con l’Opera, il suo teatro, la sua casa.

Prese parte come cooprotagonista assieme ad Alain Delon al film del 1990 Coreografia di un delitto (Dancing Machine) diretto da Gilles Béhat dove, naturalmente, aveva il ruolo del ballerino capriccioso e talentuoso.

A seguito di un brutto incidente stradale si era ritirato a vivere a Soissons, nell’Alta Francia, una cittadina dove aveva iniziato a collaborare con Leila Da Rocha direttrice di un’accademia ed esperta di danze orientali.

La notizia della sua scomparsa addolora il mondo della danza perché, nel bene e nel male, Patrick era un danzatore davvero unico, che come dice Madia “Assomigliava a nessun altro e nessun altro gli assomiglierà mai”.

Francesca Camponero

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