No all’esempio della Cina sulle condizioni di ripresa delle lezioni di danza

In Cina pare abbiano aperto le scuole di danza e di questo dovremmo essere tutti felici. Si ritorna alla normalità e soprattutto riprende quell’attività a noi tanto cara che in Italia viene ancora mantenuta fra le mura domestiche di ogni danzatore.

Ma purtroppo non si può esultare molto quando si è presa visione delle foto pervenute dal lontano oriente che stanno girando in questi giorni su Facebook che ritraggono le povere ragazze che fanno esercizi alla sbarra e al centro con la mascherina su naso e bocca.

Io ricordo che ai tempi (oramai lontani) in cui studiavo danza la mia insegnante mi ripeteva costantemente di respirare bene. Ho sempre cercato di fare tesoro di quelle parole che negli anni a seguire sono servite a contenere l’emozione quando ero in palcoscenico e a farmi eseguire meglio ogni esercizio dal più semplice al più complicato.

La respirazione buona e corretta apporta benefici al nostro organismo e di conseguenza migliora i risultati nell’attività artistica o sportiva. Ed è anche appurato scientificamente che una corretta respirazione è a sua volta collegata all’attivazione del microcircolo nei tessuti, e quindi al benessere generale del corpo e della mente.

E questi principi importanti e fondamentali arrivano proprio dalla Cina! Lao Zi viveva in Cina, e non è un caso che parlasse anche lui di respirazione. E’ noto infatti che nell’antica Cina, in ogni genere di attività, si poneva molta attenzione alla postura e alla respirazione. Era un normale modo di vivere, e si può solo immaginare come questo potesse riflettersi in maniera positiva sugli studi e nei risultati degli allievi.

Certo oggi il mondo è cambiato ed il coronavirus lo ha cambiato ulteriormente, ma fare indossare la mascherina alle ballerine mentre eseguono la loro faticosa (perchè faticosa è) lezione di danza è un delitto!

Quindi noi ci auguriamo (come fatto presente nell’articolo del 19 aprile) che vengano riperte le aule dei teatri e naturalmente anche quelle delle scuole di danza sia pubbliche che private, ma non a condizione di non fare respirare i ballerini! Se così dovesse mai essere, maglio lasciare ancora a casa i ragazzi ad appoggiarsi alla spalliera delle sedie di casa, ma con naso e bocca liberi.

Francesca Camponero

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