Senza gli artisti in questi giorni saremmo perduti

I giorni passano, ma le notizie riguardo il contagio da coronavirus non sono ancora buone, il che non fa cambiare rotta ai forti provvedimenti governativi riguardo le restrizioni sulle uscite di casa.

Gabriele Lavia

E così, oltre alla paura del contagio, si aggiunge quella perdere la forma, di rendere il fisico più debole senza poter respirare aria e prendere quei raggi di sole che fanno così bene a corpo ed anima e diventando sempre più caldi da che è arrivata la primavera.

Gli artisti, non sono medici, non sono infermieri, non sono personale delle forze d’ordine, né commessi di supermercati e quindi, come tutto il resto della popolazione che non svolge le attività sovrascritte, devono stare a casa, sì, devono obbligatoriamente stare a casa. Niente più palcoscenici dove effettuare le prove, per i ballerini, niente più aule dove fare la quotidiana lezione di danza, niente più vita. Perché ricordiamo che la vita non è fatta solo di ospedali, tamponi e mascherine.

Nicoletta Manni

Ebbene in questo quadro apocalittico, gli artisti, privati di tutto (alcuni anche del loro guadagno) non si sono persi d’animo: poggioli, giardini e terrazze di casa loro sono diventati palcoscenici casalinghi, dove si raccontano e tengono saldo il senso di collettività e unione per affrontare il difficile momento. Tanti i video che riprendono noti danzatori attaccati alle spalliere delle sedie improvvisate a sbarre, dove svolgono gli esercizi che condividono coi loro fans. I cantanti lirici si affacciano alle finestre e regalano le loro romanze più belle al vicinato. I musicisti fanno lo stesso coi loro strumenti, ed il mondo va avanti nella speranza che torni tutto come prima.

Ho voluto raccogliere alcune testimonianze degli amici più stretti che ho nel mondo dello spettacolo che quando telefonicamente ho chiesto loro come stessero, mi hanno risposto così:

Gabriele Lavia:” Sto bene… recluso come tutti… Studio.” Lavia avrebbe dovuto essere a Genova  al Teatro della Corte dal 31 marzo al 5 aprile con il suo John Gabriel Borkman.

Giuseppe Picone

Jacopo Bellussi, primo ballerino dell’Hamburg Ballet, il 27 marzo ha festeggiato il suo compleanno nella sua città, Genova, cosa che non accadeva da tempo: ”… è un momento davvero difficile, ma in tutto questo disastro che ha portato, mi ha almeno fatto passare il compleanno a casa, coccolato da mamma, papà e fratello dopo 14 anni che lo passavo fuori di casa. In tutto questo casino, ho avuto questo bel regalo…”

Nicoletta Manni, prima ballerina del teatro alla Scala: ”… hai detto bene, per noi non è per niente facile rimanere a casa, ma rimaniamo forti e speriamo che tutto finisca il prima possibile”.

Anche Giuseppe Picone non si perde d’animo e continua i suoi allenamenti sul tappeto di casa insieme al suo inseparabile cagnetto Grisù, e pubblicizza giustamente la nutrita stagione di balletti in streaming da parte del Teatro san Carlo di cui rimangono ancora da vedere il 6 aprile il Pulcinella di Francesco Nappa e l’8 La Dame aux camélias di Derek Deane.

Tullio Solenghi

Tullio Solenghi invece, libero da ogni schema, talmente non asservito a niente e nessuno, rivendica l’orgoglio di essere italiano e non “teddesco”,  in un video sfogo su youtube. Rischierà qualche incidente diplomatico con la Germania?… Mah, intanto noi non possiamo che condividere ogni sua parola anche quando il giorno dopo, con toni più morbidi e commoventi, mi manda un altro suo video in cui ricorda il sacrificio di coloro che in questa epidemia ci hanno lasciato la pelle davvero.

Insomma, Evviva gli artisti in ogni loro espressione! Anche in questo momento senza gli artisti saremo perduti. Ed a questo proposito, condivido una scritta (tipo locandina) che in questi giorni sta girando sui social:

SE PENSATE CHE GLI ARTISTI SIANO INUTILI,
PROVATE A PASSARE LA QUARANTENA SENZA
MUSICA, LIBRI, FILM, POESIA, TEATRO, PITTURA… PORNO

…niente di meglio detto.

Francesca Camponero

[Nella foto in alto Jacopo Bellussi]

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