Gli operatori dello spettacolo dal vivo mandano una lettera alle più alte cariche dello Stato

Tutti coloro che lavorano nel Comparto dello Spettacolo dal Vivo in Italia, artisti, maestranze e professionisti di tutti i settori ad esso legati in questo momento sono a terra,  schiacciati dai provvedimenti  presi da Governo e Regioni per la paura della diffusione del coronavirus. Una situazione di emergenza sanitaria che sta mettendo in ginocchio un settore già fortemente in crisi ancor prima che partisse il terrore mediatico generato dal virus arrivato dalla Cina.

A tale scopo alcuni operatori dello spettacolo  hanno scritto una lettera indirizzata alle più alte cariche dello Stato chiedendo a tutti coloro che ne fanno parte di andare su questo link: https://servizi.quirinale.it/webmail/ e aderire anch’essi all’iniziativa.

Pubblichiamo il testo della lettera:

Egr. Presidente della Repubblica
On. SERGIO MATTARELLA
Egr. Presidente del Consiglio dei Ministri
On. GIUSEPPE CONTE
Egr. Ministro per i Beni e le Attività Culturali
On. DARIO FRANCESCHINI

Siamo Lavoratori del comparto Spettacolo dal Vivo, siamo Cittadini italiani.
L’attuale stato di emergenza sanitaria nazionale sta mettendo in ginocchio l’intero settore dello Spettacolo dal Vivo già duramente provato dalla precarietà, dalle criticità del sistema culturale nazionale e dall’insufficienza e inaffidabilità delle risorse.
Purtroppo, in seguito alle recenti disposizioni funzionali alla massima tutela dei cittadini, i Teatri sospendono ogni attività o nel migliore dei casi sono deserti, situazione che potrebbe protrarsi per lungo periodo. Parliamo di centinaia di grandi, medie, piccole imprese e attività professionali completamente bloccate che subiscono enormi danni economici non meno che in altri settori (per i quali invece sono presi provvedimenti a sostegno). Le Imprese culturali non possono più sostenere i costi, vista l’incertezza sulla futura programmazione, i contratti saltano e i singoli lavoratori ne pagano le più dure conseguenze innescando così un circolo vizioso che contribuisce all’affossamento del sistema economico nazionale. Ma soprattutto non dimentichiamo che stiamo parlando di Persone, di Cittadini italiani che non sono diversi dagli altri, di intere famiglie in ginocchio che non vivono di “aria e arte”.
Quelli di noi che vengono assunti con contratto a termine e i liberi professionisti a partita iva, subiscono il danno più rilevante: quasi la totalità dei contratti contiene la clausola sulla “calamità naturale” in cui rientra l’attuale situazione e per cui non si ha diritto ad alcun compenso, non si ha più la possibilità di trovare altro lavoro nel periodo fissato per le tournee saltate, le spese di viaggio e soggiorno che abbiamo anticipato non ci verranno mai rimborsate e cosa succederebbe se l’attuale situazione dovesse protrarsi oltre?
Artisti e Maestranze di alta professionalità che il mondo ci invidia, già avviliti dal sistema culturale nazionale, non possono essere considerati cittadini di serie B.
Noi non ci siamo mai tirati indietro dal fare la nostra parte: veniamo spesso sottopagati e con ritardi intollerabili ma noi paghiamo le tasse, siamo comunemente considerati in modo denigratorio “gente che si diverte” ma facciamo con stoica convinzione lavori in cui ci doniamo completamente agli altri, investiamo tutta la vita per accrescere le nostre competenze professionali al solo scopo di poi regalarle nella certezza che ciò nutra le anime e le coscienze di tutti. Questo è un patrimonio che l’Italia non dovrebbe perdere.
Sulla cultura la Nostra Nazione si fonda, si identifica e ne è universalmente rappresentata, abbatterne il settore sarebbe un danno incalcolabile.
Chiediamo pertanto alle Istituzioni che vengano individuati strumenti e soluzioni a supporto dei cittadini professionisti dello spettacolo e a sostegno dell’intero comparto. Auspicando, inoltre, che questa difficile fase possa trasformarsi in un’opportunità per, una volta superato il periodo di emergenza, costruire un sistema migliore.

Certi di Vostro pronto riscontro,
con viva cordialità

Ricordiamo cosa detta l’art.9 della Costituzione Italiana:

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”

Francesca Camponero

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