Virgilio Sieni porta a Genova Petruska

Quando pensiamo a Petruska non può che venirci in mente la creazione che il coreografo Michel Fokine realizzò per la Compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev e che ebbe come straordinario interprete Vaslav Nijinsky. Per ricordare la grande interpretazione del ballerino russo in questo ruolo vale la pena raccontare che Sarah Bernhardt, guardando la performance di Nijinski, esclamò: “Sono spaventata, perché vedo il più grande attore al mondo!”. Ma dopo il 13 giugno 1911 al Théâtre du Châtelet, a Parigi, ci fu un altro grande interprete del capolavoro di Igor Stravinskij, Rudolf Nureyev. Nureyev fece lunghe tournée con questo balletto con la Compagnia di Nancy nel 1982, lo danzò al Teatro Châtelet dove era stato creato per Nijinsky e poi a Firenze e Londra, in tutta l’America Latina nel 1983, al Festival di Edimburgo nel 1987 e anche a Napoli con il Balletto di San Carlo il 15 dicembre 1990.

Ora Venerdì 23 novembre alle ore 20.30 la Compagnia Virgilio Sieni in collaborazione con Teatro Comunale di Bologna presenta la sua versione al Teatro Gustavo Modena. Nel rileggere oggi il capolavoro di Stravinskij, Virgilio Sieni parte dal mito e dalla relazione tra marionetta e tragedia, discostandosi dalla visione canonica del balletto con i quattro personaggi, ovvero Petruška, la ballerina, il Moro e il Ciarlatano. I sei danzatori in scena – Jari Boldrini, Ramona Caia, Claudia Caldarano, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Andrea Palumbo – vivono una sorta di moltiplicazione: ciascuno di loro incarna le molte anime di Petruska.

Petruska getta un legame con l’impossibile” afferma Sieni. “È una marionetta e non è una marionetta, è umano e straordinariamente disumano; non convive nei due mondi, li attraversa, con la gravità dei sentimenti e la leggerezza del passaggio”. Anche lo spazio scenico, delimitato da impalpabili tende trasparenti, allude a un mondo a parte. “Petruska” – continua il coreografo – “apre uno squarcio nella vita. Ci permette di penetrare in quel tratto dell’immaginario dove l’essere marionetta ci guida nel vissuto: marionetta che disattiva, con le sue danze, l’inesorabile decadimento”. Dunque, danzare fino alla fine del mondo, anche se il clima festoso aleggia di tragedia dal primo momento.

Petruska sarà introdotto da una prima coreografia danzata sul brano di Giacinto Scelsi Chukrum: quattro quadri che offrono un altro punto di vista sul fantoccio Petruska e sulle sue vicende umane.

In occasione della tappa genovese dello spettacolo, Virgilio Sieni terrà due lezioni a numero chiuso legate a L’Atlante del gesto, progetto che aveva realizzato a Genova nel 2017. Le lezioni, che si svolgono nel Foyer del Teatro Gustavo Modena venerdì 23 novembre alle ore 19 e sabato 24 novembre alle ore 11, sono gratuite e aperte a tutti coloro che desiderino avvicinarsi al linguaggio del corpo e alle sue potenzialità espressive. Per info e adesioni (sino ad esaurimento posti) atlantedegestogenova@gmail.com / 3477637913.

Francesca Camponero

[Nella foto in alto, Virgilio Sieni]

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