Matteo Levaggi incontra il sovrintendente Roi per un progetto di rivalutazione della danza a Genova

Matteo Levaggi

Incontro importante quello di ieri pomeriggio al Teatro Carlo Felice tra il coreografo Matteo Levaggi ed il sovrintendente Roi per parlare del futuro della danza a Genova e nel primo teatro della città.

Levaggi non ha bisogno di molte presentazioni, giovane coreografo dalla carriera internazionale, prima danzatore per Aterballetto e poi coreografo per Balletto Teatro di Torino fino poi alla decisione di staccarsi preferendo rischiare ed essere un freelance. Carattere coraggioso e temerario che non si ferma davanti a nulla, grazie al suo talento ha vinto la sua scommessa e il suo lavoro è stato sempre ricercatissimo fino ad arrivare a New York, ma ora vuole tornare nella sua terra, la Liguria, ed ha grandi idee per il teatro di Genova.

Forte anche del grande successo ottenuto lo scorso anno al teatro Massimo di Palermo con la produzione fatta su misura per lui de La bella addormentata, recentemente presentata anche al Bellini di Catania, Levaggi ha proposto al sovrintendente Roi un “modello ballo” come quello del teatro di Palermo: un coreografo residente di spessore, ovvero con un curriculum degno e adeguata preparazione tanto classica che contemporanea, con a disposizione un piccolo organico di danzatori ( 10 o 15 al massimo) a cui venga fatto un contratto a termine di sette mesi per poter presentare produzioni proprie e nel contempo essere a disposizione per le coreografie dei vari balletti inseriti nelle opere liriche.

Il sovrintendente Maurizio Roi all’interno del Carlo Felice

Un modello assolutamente accettabile dal Carlo Felice che per altro proprio ieri ha ricevuto finalmente la notizia dello sblocco di oltre 7 milioni di euro dell’ultima tranche della Legge Bray da parte del Ministro Bonisoli. Certo questa tranche andrà a coprire i debiti, ma proprio Roi ha comunicato a Levaggi che per la danza sono previsti 300mila euro, che pur non essendo tantissimi sono sempre abbastanza per fare qualcosa di qualità per la prossima stagione.

Dopo un’ora e mezzo di riunione con il sovrintendente del Carlo Felice, Matteo Levaggi è uscito soddisfatto: “Sono rimasto contento da questo incontro – ha detto il coreografo – ho trovato Roi aperto ad un dialogo importante per riportare la Danza a Genova! Sono convinto che le questioni economiche si possono superare benissimo oggi adottando nuove strategie! E lui mi è sembrato prendere molto in considerazione le mie proposte”. A dicembre è stato già programmato un altro incontro in cui i due vedranno di pianificare quanto abbozzato in questo primo incontro.

L’esterno del Teatro Carlo Felice di Genova

Non sarebbe male che a Genova, grazie ad una persona di spessore come Levaggi, tornasse la buona danza dentro il Carlo Felice che da troppi anni presenta un programma fatto di titoli che girano in tutti gli altri teatri di ospitalità. Anche senza rispolverare le glorie del Festival Internazionale de Balletto di Nervi, è un peccato che in una città che vanta uno dei teatri più belli ed innovativi d’Europa non si possa di nuovo produrre nuove ed importanti coreografie facendo gustare spettacoli di pregio e dal taglio innovativo.

Attendiamo dunque fine anno per sapere se nell’anno del suo ultimo mandato Roi vorrà fare questo regalo a Genova ed al teatro che dirige dal settembre 2014.

Francesca Camponero

[Foto in alto, una veduta della platea del Teatro Carlo Felice di Genova]

2 pensieri riguardo “Matteo Levaggi incontra il sovrintendente Roi per un progetto di rivalutazione della danza a Genova

  • 23 ottobre 2018 in 14:27
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    Quanto è difficile esprimere le proprie emozioni attraverso i passi di danza che nell ‘ insieme formano una coreografia, ma la difficoltà massima è quella di trasferire questa emozione, prima agli occhi del pubblico e poi ai loro cuori. Il mio segreto è quello di chiudere gli occhi ascoltando una musica cubana romantica, come quella di -Cristina; dammi solo un momento ed una opportunità per poterti amare -pezzo melodico cubano e romantico di rumba che prende il cuore di ogni persona innamoraTa. Gli enchufle ed i tour finiti in camBre ‘sono i passi essenziali di una coreografia pur a dirsi semplice ma assai coinvolgente e sensuale .L ‘ importante è amare nel momento in cui si crea, ma veramente sentire dentro la storia che si vuole rappresentare attraverso i passi; cioè viverla magari ideologicamente ed entrare come protagonista, in questo film frutto della tua artisticita ‘mentale. Maestro Luigi Gargarelli della WDC World Dancing Coencil of London Tess. N. 1600 – ITA INTERNATIONAL DANCING TEACHER PRESSO LA WDC WORLD DANCING COENCIL DI LONDRA.

    Risposta
    • 23 ottobre 2018 in 14:34
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      È difficile essere artisti. La vita è l ‘ arte stessa cosa, per cui la creazione nasce dalla quotidianità e dalle abitudini locali, quale può essere quella di andare a fare la spesa, oppure andare a leggere il giornale quotidiano nel parco alberato sotto casa. Aiutare una vecchietta ad attraversare la strada, oppure dare un buon pasto caldo quotidiano ad un senza tetto che alberga in stazione ferroviaria su di un cartone .Questa è la vera artisticita ‘fatta nella scuola del marciapiede. Maestro Luigi Gargarelli della WDC World Dancing Coencil of London Tess. N. 1600 – ITA INTERNATIONAL DANCING TEACHER PRESSO LA WDC WORLD DANCING COENCIL DI LONDRA.

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