Torna alla Scala l’eterno e tormentato amore di Paolo e Francesca

Foto di Marco Brescia

Dal 15 aprile al 13 maggio con l’opera lirica Francesca da Rimini, la Scala rivivrà la trascinante vicenda di passione e gelosia degli amanti Paolo e Francesca, resa immortale dai versi di Dante, trasformata poi in un intenso “poema di sangue e lussuria” da Gabriele D’Annunzio. L’opera manca dal palcoscenico milanese dal 1959, quando Gianandrea Gavazzeni diresse Magda Olivero e Mario del Monaco.

Francesca da Rimini è stata composta da Riccardo Zandonai (1914) e di lui rimane l’opera più rappresentata e rappresentativa. Tito Ricordi ridusse iì cinque Atti della tragedia di d’Annunzio alle proporzioni librettistiche del Falstaff di Boito, e l’Immaginifico benedisse l’operazione scrivendo anche nuovi versi per il duetto d’amore del terzo Atto (quando Paolo dice “Nemica ebbi la luce”). L’opera che debuttò al teatro Regio di Torino il 19 febbraio 1914 venne accolta con grande successo; nelle recensioni dell’epoca serpeggia l’ansia di novità che permeava il mondo dell’opera italiana alle soglie della Prima guerra mondiale. Uno degli aspetti più innovativi di Zandonai è certamente il ruolo dell’orchestra, che avvolge il dramma di un’atmosfera misteriosa, di un “mare sinfonico”.

Maria José Siri

Un’opera unica nel suo genere per l’importanza degli ascendenti letterari e la raffinatezza del trattamento orchestrale di Zandonai, che firma il suo capolavoro coniugando le novità della scena musicale europea del primo Novecento (Debussy e Strauss) con la generosità melodica dello stile verista italiano.

La nuova produzione scaligera è curata dal regista David Pountney, regista teatrale e librettista d’opera britannico, un moderno Da Ponte, come lo scrittore dei capolavori mozartiani, che incentra il suo allestimento monumentale sulla dicotomia fra femminile e maschile, amore e guerra.

Fabio Luisi

Il più classico dei triangoli soprano-tenore-baritono è impersonato dalle voci di Maria José Siri, interprete di riferimento in questo repertorio dopo il successo in Madama Butterfly nel 2016, Marcelo Puente Gabriele Viviani. I movimenti coreografici sono di Denni Sayers. Dirige il genovese Fabio Luisi, direttore principale del Metropolitan Opera Hause dal settembre 2011, da sempre attento al repertorio del Novecento e attualmente anche nuovo Direttore Musicale del Maggio Musicale Fiorentino.

Francesca Camponero

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