Una raggiante Norma al Carlo Felice

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Mariella Devia, Norma

Quanto in un’opera lirica funziona il canto, funziona l’orchestra e funziona la regia il risultato non può essere che ottimo, e così è stato ieri sera alla prima di Norma al Carlo Felice. Il capolavoro di Vincenzo Bellini mancava dal teatro genovese dal 2005 e naturalmente c’erano grandi aspettative per questa edizione che vede protagonista un grande soprano italiano: Mariella Devia un evergreen anche in questo difficilissimo ruolo.

Sin dalle prime note dell’ouverture l’orchestra si è dimostrata perfetta sotto la bacchetta attenta e vigorosa di Andrea Battistoni e quando si è aperto il sipario sulla felicissima scenografia di Federica Parolini è cominciato uno spettacolo che ha indubbiamente appassionato tutti. La regia di Luigi Di Giangi e Ugo Giacomazzi trasuda mediterraneità anche se il libretto vuole lo svolgersi della vicenda nella sacra foresta dei Druidi. Tanti colori nelle scene, nei costumi e nelle luci, colori che riempiono gli occhi senza però invadere nulla e togliere l’attenzione all’intricata vicenda delle due infelici sacerdotesse che ambedue hanno ceduto alle lusinghe dello stesso invasore.

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Annalisa Stroppa (Adalgisa) e Mariella Devia (Norma)

Due donne tormentate che vivono male la loro colpa, due donne comunque forti e trasgressive che nell’amore trovano il loro punto in comune che non le mette contro, ma anzi le avvicina sempre più. Ed è proprio su questo rapporto che si costruisce tutto il dramma di Bellini che vede entrambe le”rivali”, protagoniste assolute dell’opera. Due soprani che primeggiano, anche se nel corso degli anni il ruolo di Adalgisa vede sempre più conquistarsi il registro di mezzosoprano (sconosciuto come tale in epoca barocca e classica), con una sua marcata e crescente autonomia.

Due voci che richiedono abilità e maturità e che ieri al Carlo Felice tanto Mariella Devia quanto Annalisa Stroppa hanno dominato alla grande. Divina senza ombra di dubbio l’esecuzione della Devia in “Casta Diva”. La Devia, classe 1948, è ancora in pieno possesso di una grande voce, ricca di armonici, dal bel colore grazie alla grande tecnica vocale, che anche in questa performance le ha consentito un appropriato controllo del fiato e ottimo legato. La sua è stata un’interpretazione di Norma intensa, ma allo stesso tempo composta. Sempre a proprio agio tanto nei momenti drammatici quanto  in quelli belcantistici, ha dosato i suoi acuti, tutti ben emessi, dando come sempre un’eccellente prova  di sè.

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Spefan Pop (Pollione) e Annalisa Stroppa (Adalgisa)

Intensa anche Annalisa Stroppa che ha dato vita alla giovane Adalgisa. Quello della Stroppa è timbro affascinante, dalla screziata brunitura, sempre convincente vocalmente e scenicamente. Perfetta la fusione tra le voci della Devia e della Stroppa nei duetti che Bellini assegna a Norma e Adalgisa, con punte di intensa elegia nel sospirato “Oh! Rimembranza”, magnificamente accompagnato da Battistoni, o nel cinereo incedere di “Mira, o Norma”.

Il Pollione di Stefano Pop è autorevole, il tenore, dotato di voce dal volume notevole di un timbro caldo e luminoso ha cantato con molto buon gusto piacendo molto al pubblico.

Insomma uno spettacolo ben riuscito che alla fine è stato accompagnato da lungi minuti di applausi con punte di ovazione per la protagonista. Repliche fino a mercoledì 31, che sabato 27 e martedì 30 vedranno in scena il secondo cast formato da Desirèe Rancatore nel ruolo di Norma, Valentina Boi in quello di Adalgisa e Roberto Iuliano in quello di Pollione.

Francesca Camponero

[Nella foto in alto, la scenografia di Federica Parolini. Al centro della scena Mariella Devia]

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