La Cenerentola di Bourne volteggia fra i bombardamenti del secondo conflitto mondiale

locandinaA Bourne, si sa, non piacciono le cose semplici, i suoi revival dei balletti più famosi del repertorio classico sono delle continue scommesse, il più delle volte assolutamente riuscite e altre volte un po’ meno. Diciamo che l’ultimo lavoro che riguarda la ripresa della Cenerentola di Prokofiev non è uno delle sue operazioni migliori.

Bourne ha scelto di ambientare la storia della giovane orfana maltrattata da matrigna e sorellastre, che però è destinata a sposare il principe, nella Londra della Seconda guerra mondiale, la cui colonna sonora vede sovrapposti alle splendide note di Prokofiev il brontolio generale dei bombardieri e il terrificante sibilo del loro carico in caduta. A rafforzare la cupezza dell’atmosfera sono le scenografie  di Lez Brotherston che caricano ulteriormente la sensazione di pericolo. Nel balletto di  Bourne si ha infatti la sensazione continua della vita precaria, in cui la morte colpisce a caso.

cinderella-4Cenerentola in questo caso è la figlia di un vedovo sulla sedia a rotelle, schiava dei capricci della sua matrigna, ed oltre a doversi curare della casa deve anche assistere sorellastre e fratellastri, uno dei quali ha una mania feticistica per le sue scarpe. Ed in questa squallida mise-en-scène che inciampa un pilota RAF ferito e traumatizzato, Harry, Il Principe della situazione, inserito ad hoc dal personaggio dell’Angelo, che come la Fata Madrina, porterà Cenerentola alla felicità finale.

I due si piacciono subito e per questo, quando lei resterà sola dopo averlo conosciuto, inscenerà il suo duetto struggente con un manichino da sarto (che fa eco al ballo con la scopa nel balletto di Cenerentola di Frederick Ashton del 1948). Un duetto che è senz’altro un pezzo forte della coreografia generale, in quanto bello e divertente. Il problema è che la storia va avanti a fatica e la colonna sonora di Prokofiev, così imponente, per lunghi periodi sembra fornire più di quello che Bourne riesce a fare.

cinderella-3Anche la scena del ballo del secondo atto, ambientata nello sfortunato Café de Paris (bombardato con molte perdite di vite umane nel 1941), pur essendo concepita con intelligente immaginazione, va avanti troppo, con conseguente perdita di tensione. La scarpetta c’è, non è di vetro, ma è tutta un brillo, Cenerentola la perderà non sulla scala di un palazzo reale, ma rivestendosi in fretta dopo qualche ora d’amore con l’amato concessasi prima dei 12 rintocchi. Del resto siamo negli anni’40 e non nel mondo delle fate!

Nel terzo atto, Bourne è nuovamente bloccato da troppa musica e troppa trama da riempire. Quindi, una volta raggiunta la risoluzione un po’ laboriosa, in cui in un ospedale di guerra i due protagonisti si sono ritrovati, c’è ancora una lunga serie di sequenze a cui sottoporsi. Troppi difetti strutturali che però non affondano il risultato finale, grazie anche all’ottimo corpo di ballo che abbiamo già apprezzato in produzione migliori: Bourne conosce il suo pubblico, e questa combinazione di eccentrico, sentimentale, con qualche riferimento hollywoodiano raggiunge il gusto dei presenti che applaudono con calore alla fine di ogni spettacolo che da dicembre alla Sadler’s Well registra il sold-out, cosa che altri spettacoli di danza non fanno di certo.

Francesca Camponero

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