Tanta gioia e colori nello Schiaccianoci di Amodio

14-lo-schiaccianociQuando in conferenza stampa il maestro Amedeo Amodio ha presentato il suo Schiaccianoci per i presenti è stato un viaggio in un sogno. Amodio ha una grande capacità di affascinare il pubblico non solo quando balla o crea le sue coreografie,ma anche quando parla perché la sua gioia ed il suo amore per quello che fa viene fuori dai suoi racconti che introducono i suoi ascoltatori dentro un mondo onirico. Ed è proprio il mondo onirico di questo grande artista che si ritrova nello Schiaccianoci in programma in questi giorni al Carlo Felice di Genova, in tour italiano grazie a Daniele Cipriani Entertainment.

6-lo-schiaccianociSin dall’inizio in proscenio appare un personaggio strano le cui movenze riportano tanto a Marcel Marceau quanto a Totò. Costui rappresenta Drosselmeyer, il mago-fantasma, che dà vita a tutte le bambole di Clara, Schiaccianoci compreso, un personaggio che sarà presente in tutto il balletto con la sua figura carismatica e che è il Deus ex machina di tutta la vicenda.

Amodio dà molta importanza a questo affascinante a animatore, straordinariamente interpretata da  Valerio Polverari, per condurre nel mondo immaginifico dei sogni non solo Clara ma tutto il pubblico. L’ambivalenza dei piani, insita nella trama narrativa dello Schiaccianoci, come nell’ordito musicale di Ciaikovski e l’intersecarsi di doppi significati e ambivalenze con quel senso del tragico, che serpeggia anche sotto le apparenze più serene, non sono presenti nella versione di Amodio che gioca con curiosità all’interno del mondo dei bambini.

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Ashley Bouder

Clara e suo fratello sono dei bambini e Amodio non li vuole spaventare più di tanto. Anche la battaglia tra il reggimento dei topi e il principe Schiaccianoci viene risolta con delle figure di cartone che si muovono creando delle ombre che turbano sì Clara, ma per breve tempo, quel giusto che basta per portarla poi fra le braccia del suo salvatore.

Nessuna strisciante nostalgia, addormentata sotto la neve turbinante, nè struggente malinconia nascosta sotto l’apparenza brillante delle danze di carattere, ma solo un caleidoscopio di colori brillanti atto ad evidenziare il potenziale creativo che vi è in ogni bambino. E così tra gli enormi giocattoli di Luzzati, i nonni-poltrona, l’orologio–trampoliere (del bravo Mauro Vizioli), le ombre cinesi del teatro Gioco Vita e la voce inquietante di Gabriella Bartolomei che sussurra passi dal racconto di Hoffmann, Clara che come vuole la fiaba non trova la sua dimensione nella sfera familiare, si catapulta nella sfera del sogno, che è quella della libertà, della fantasia, dove finalmente si può trasformare in una fata e può ballare con il suo principe.

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Ashley Bouder e Stanley Taylor

Una fiaba gioiosa quindi quella di Amodio in cui il passaggio dall’infanzia all’adolescenza avviene con grazia.Il giocattolo Schiaccianoci che diventa uomo in carne ed ossa permette la fuga in un mondo migliore. Del resto anche in Schiaccianoci, come nei classici ballets blancs, l’azione vive in due mondi paralleli ed il sipario delle apparenze si squarcia improvvisamente su un “altro mondo”. Il sogno non è altro che una finestra sull’io più profondo, e questo Amadio lo ha colto benissimo.

Da un punto di vista tecnico ottima la coppia americana dei due Principals del New York city Ballet composta da Taylor Stanley e Ashley Bouder che la sera del 16 dicembre hanno eseguito un impeccabile grand pas de deux, qui nella fedele coreografia balanchiniana.

Lo spettacolo è in scena al Carlo Felice fino a mercoledì 20. Nei ruoli principali si alterna alla coppia americana quella con Anbeta Toromani e Alessandro Macario (19 dicembre h. 20,30).

Francesca Camponero

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