Grande festa per i trent’anni in danza di Enzo Correale

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I saluti finali (foto di Matteo Lughetta)

I tanti giorni di attesa sono passati via veloci e la serata di gala è giunta puntualissima giovedì 7 dicembre poco dopo le 21 al Teatro Corona di Quarto, cittadina flegrea della provincia di Napoli.

Scriviamo del Trentennale di carriera sul palcoscenico ed alla sbarra di Enzo Correale, già ballerino ed oggi maestro di danza napoletano che ha voluto festeggiare il suo speciale anniversario nella sua città d’adozione e con gli amici di sempre.

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Enzo Correale

Direttore artistico dell’Accademia Danza Flegrea, Enzo Correale ha voluto associare la sua festa ad un’iniziativa di solidarietà fianco a fianco con l’AGOP, l’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica a cui il maestro ha voluto destinare l’intero incasso della serata di gala. Alla quale non sono mancati i personaggi della danza made in Naples, tra cui le amiche Irma Cardano e Maria Rosaria Vitolo. Il siparietto sul palco a fine serata con la coreografa Irma Cardano ha regalato anche un momento divertente ricordando una coreografia di molti anni fa in cui l’allora ballerino e mio amico Enzo Correale sfoggiava un fisico mozzafiato in sole mutande – ricorda la direttrice artistica di Ivir Danza Company – anche se ricoperto a mezzo busto con una pesantissima e scomoda maschera di legno africana.

Ed ancora partendo dalla fine ci piace riportarvi un maestro abituato al palcoscenico eppure così emozionato a ricordare i suoi tanti collaboratori passati per via De Vivo, quartier generale della sua Accademia Danza Flegrea.

Non me ne voglia chi sto dimenticando stasera – chiude la serata di gala di giovedì scorso Enzo Correale – anche perché siete davvero tanti a cui vorrei dire qualcosa di importante. È passato tanto tempo da quando ho messo piede a Quarto da Napoli ed oggi, a distanza di trent’anni, posso dire con orgoglio di sentirmi un quartese. E poi mi è piaciuto festeggiare con un occhio rivolto al mio passato di artista tra gli artisti e l’altro rivolto invece a chi ha avuto o ha bisogno di una mano. Per queste ragioni ho voluto al mio fianco l’AGOP che, con il loro prezioso aiuto, forniscono strumenti impareggiabili ai piccoli pazienti del Vecchio Policlinico di Napoli.

Un evento nell’evento, dunque, arricchito dalla presenza dei giovani in scena, naturalmente, a cominciare da “Il lago dei cigni”, ripreso proprio da Enzo Correale e Mariolina Matarrelli, ed un omaggio a ” Niccolò Paganini” di Marialuisa De Rosa. E poi  “Canone Inverso” ancora di Enzo Correale, “All the Way up” di Andrea Veneri e “Panta Rei” di Michela Ricciardi, prima del gran finale dell’ultimo atto con una coreografia del repertorio tratta da “Infiorata a Genzano”, sempre dalle quattro mani di Enzo Correale e Mariolina Matarrelli. Tutto rigorosamente ripreso in diretta streaming dal canale MondoWeb, per i tipi della trasmissione “Arte & Cultura” di Enzo Conte, con le immagini conservate nella Gallery per poter essere riviste in ogni momento.

Ma in una serata di gala non poteva mancare una mostra fotografica che Massimiliano Pappa ha voluto dedicare proprio al festeggiato, proponendo scatti d’autore spulciati nella lunga storia artistica di Enzo Correale, l’indiscusso maestro di danza di Quarto e della città di Napoli.

Con l’ennesima coda artistica, stavolta dedicata ad una giovane promessa della fotografia. Si tratta di Matteo Lughetta, studente sedicenne iscritto al terzo anno dell’indirizzo Multimediale ed Audiovisivo del Liceo Artistico Coreutico Musicale “Boccioni-Palizzi” di Napoli. Un ragazzo timido, umile ma determinato come pochi a realizzare il suo scatto migliore. Non solo quello fotografico – suggerisce il suo collega più esperto Massimiliano Pappa – ma soprattutto quello della vita. Matteo ha talento e l’ho visto al suo debutto a teatro. Gli ho solo suggerito di vedere tanta danza e fotografarla il più possibile, ricordando che sarà stupendo anche riuscire ad immortalare la polvere che riempie l’aria che ci sta attorno.

E così la festa è andata sfumando, con l’umidità notturna che ha portato via gli spettatori emozionati e gli artisti stanchi. Ma tutti felici di aver scritto un’altra pagina della propria storia mentre Matteo, ancora sedicenne, ha scritto probabilmente la sua prima pagina abbottonato nel suo cappotto pieno di calore e di speranze.

Massimiliano Craus

[La foto in alto è di Matteo Lughetta]

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