Libro Ottavo – Canti Guerrieri, i Muta Imago a RomaEuropa

Claudio Monteverdi | Muta Imago | Ensemble Arte Musica
Libro Ottavo – Canti Guerrieri

Dal 29 settembre al 1 ottobre 2017
MACRO Testaccio – La Pelanda

Dopo Hyperion di Bruno Maderna, Muta Imago, la compagnia romana guidata da Claudia Sorace e Riccardo Fazi torna in scena a Romeuropa festival dal 29 settembre al 1° ottobre con l’allestimento del ciclo dei Canti Guerrieri, prima parte dell’VIII libro dei Madrigali di Monteverdi. Nello spettacolo, commissionato della Sagra Malatestiana di Rimini, la compagnia decide di rispettare la sequenza dei brani della partitura originale senza intervenire su di essa, così da restituirne appieno la straordinaria contemporaneità e la vibrante retorica, permeata della gioia e della violenza dell’amore: quello primevo, carnale, misterioso e guerriero, che arriva all’improvviso e tutto sconvolge. Al centro dello spazio, la giungla, le selve ‘orride e spesse’ che circondano la Gerusalemme del Tasso, il luogo del pericolo per eccellenza, dove predominano i notturni, i crepuscoli, le: «Ombre miste d’una incerta luce».

Muta Imago si confronta con l’Ensemble Arte Musica, composto da sedici esecutori tra cantanti e strumentisti, tutti affidati alla direzione del clavicembalista Francesco Cera, e con due nomi della danza nazionale, Annamaria Ajmone e Sara Leghissa.

“Per quanto riguarda i Canti Guerrieri, da un punto di vista musicale siamo rimasti fedeli al materiale di Monteverdi: abbiamo deciso di rispettare l’esecuzione dei singoli brani nonché l’ordine in cui si presentano nell’Ottavo Libro. – spiegano i Muta Imago. “Per quanto riguarda la messa in scena, c’era invece un vuoto da colmare: il libro raccoglie infatti composizioni provenienti da diversi periodi, realizzate per ragioni diverse, che Monteverdi ha riunito in un’unica raccolta solo a posteriori. L’unico brano che aveva una tradizione rappresentativa più definita è il famoso Combattimento di Tancredi e Clorinda, composto e rappresentato nel 1624 a Venezia a Palazzo Mocenigo per un carnevale. Erano, queste, occasioni molto più simili a feste che spettacoli veri e propri. Per quanto riguarda i madrigali, non si tratta di musica pensata e realizzata per essere messa in scena: nessuna tradizione, se non quella dell’immaginario amoroso dei testi che questi canti mettono in musica. Tutto ruota intorno al concetto di amore come guerra, dell’identificazione tra il combattimento amoroso e quello guerresco; della seduzione come conquista, dell’amore come abbandono di uno stato di tranquillità per entrare in una dimensione di mistero e perdita di sé. Abbiamo deciso di andare a fondo nello studio di cosa significano termini come seduzione e conquista nel linguaggio del corpo partendo dal concetto di mating, la pratica di seduzione del mondo animale che si costruisce intorno all’affermazione della propria identità, passando per l’analisi di come queste dinamiche vengono riprese da una serie di civiltà nomadi africane, come quella dei Wodaabe. Abbiamo chiesto a Sara e Annamaria di far risuonare nel proprio corpo il corpo dell’altra e siamo arrivati alla creazione di un incontro tra corpi che si declina nel farsi attraversare, nel portare il corpo dell’altro nel proprio, nell’imitarlo, nell’assumerlo. Si è creato dunque un forte spostamento di visione che ha accostato alla musica ‘colta e cortese’ di Monteverdi un immaginario selvaggio e inusuale, due mondi difficilmente associabili ad un primo impatto, ma che in realtà abbiamo scoperto avere molti elementi in comune”.

Uno spazio prima chiuso e oscuro, poi aperto e schietto, che si prepara alla guerra o all’incontro amoroso; è qui che avviene il passaggio dalla polifonia al teatro musicale, la trasformazione dei madrigali nel dramma conclusivo del libretto, il celebre Combattimento di Tancredi e Clorinda dalla Gerusalemme Liberata di Tasso. Uno spazio liminale, al confine, dove le luci, la scena, le proiezioni video, fanno dei corpi dei protagonisti veri e propri paesaggi di tensione e desiderio.

Crediti: Ideazione Muta Imago Regia Claudia Sorace Drammaturgia Riccardo Fazi Direzione tecnica, Video Maria Elena Fusacchia Assistente alla regia Chiara Caimmi Con Annamaria Ajmone, Sara Leghissa e la partecipazione di Isabella Giuliani, Giulio Segato, Cecilia Torossi, Guntram Wildpanner Esecuzione musicale Ensemble Arte Musica Direzione, Clavicembalo Francesco Cera Soprano Lucia Franzina Mezzosoprano Maria Chiara Gallo Tenore Riccardo Pisani, Andres Montilla Acurero Basso Walter Testolin Violino Prisca Amori, Gabriele Politi Viola Pietro Meldolesi Violoncello Andrea Lattarulo Tiorba, Chitarra Francesco Tomasi Parti solistiche nel Combattimento di Tancredi e Clorinda: Testo Riccardo Pisani Clorinda Lucia Franzina Tancredi Andres Montilla Acurero Consulenza musicale Alessandro Taverna Collaborazione alla drammaturgia Ilaria Mancia Organizzazione Martina Merico Costumi Fiamma Benvignati Luci Gianni Staropoli Conversazioni sull’immaginario Michele Di Stefano Produzione Sagra Musicale Malatestiana Residenze Festival di Santarcangelo Sostegno MiBACT

www.romaeuropa.net

Info:

dal 29 settembre al 1 ottobre 2017
MACRO Testaccio – La Pelanda
h 21, domenica 1.10 h 17
Biglietti da € 11 a € 15
Tel. 0645553050

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