L’improvvisa scomparsa del coreografo russo Sergei Vikharev

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Sergei Vikharev

Il 2 giugno 2017, per un malore improvviso è scomparso a soli 55 anni il maestro e coreologo Sergei Vikharev. Nato a san Pietroburgo si era formato all’Accademia Vaganova, fu  vincitore di prestigiosi premi in concorsi internazionali di balletto come quello di Varna nel 1980 e di Mosca nel 1985. Nel 1980 entrò nella compagnia del Teatro Marinskiy dove fu Principal dal 1986. Nel 2002 fu proclamato Artista onorato di Russia.

È stato Maestro Principale di Balletto al Teatro di Opera e Balletto di Novosibirsk dal 1999 al 2006, dove ha curato le coreografie di Giselle (dopo Perrot, Coralli e Petipa), Coppelia (ricostruzione della produzione Mariynsky Theatre 1894, premiata come una migliore Maschera d’Oro), Don Chisciotte (Dopo Gorsky e Petipa), Fokine’s Chopiniana, Carnaval e Scheherazade e le danze dell’opera Aida (diretta da Dmitry Chernyakov). Con il ballo NBA (Tokyo) ha allestito Fokine’s Scheherazade, Polovtsian Dances e Carnaval (2007). Al Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto del Kazakistan ha inscenato Fokine’s Chopiniana, Carnaval e Danze Polovtsian (2006).

La sua fama internazionale è infatti dovuta agli importanti progetti di ricostruzione filologica dei balletti dell’epoca classico/romantica sulla base delle notazioni. Il primo a cui mise mano fu la versione di La Bella Addormentata (1999) con costumi e scene dagli originali di Vesovolovsky per il Marijnsky che ottenne il premio della giuria della Golden Mask, cui fece seguito la ricostruzione dell’edizione del 1900 di La Bayadère, Le reveil de Flora e Le Carnaval di Fokine.

Per il Bolshoi di Mosca ha curato la versione di Coppélia (edizione Cecchetti-Petipa), mentre al Teatro alla Scala firmò la ricostruzione di Raymonda nel 2011. Per realizzarla, Vikharev, ha rovistato per tre anni negli archivi della Harvard Theatre Collection, custode delle notazioni originali di Petipa, assieme a Pavel Gershenzon, già suo collega nelle ricostruzioni filologiche di La bella addormentata, La Bayadère, Il risveglio di Flora, Coppélia. Questa Raymonda, in scena dall’11 ottobre al 4 novembre 2011 fu un duplice dono, da inserire negli annali del balletto non della Scala di Milano, ma internazionale. La coreografia di Vikharev era soprattutto dedicata alla valorizzazione della danzatrice, sei le variazioni per la “ballerina assoluta”, la ballerina ideale incarnata nella prima edizione dall’italiana Pierina Legnani. In quell’occasione si fece notare la ballerina Petra Conti, una Clémence dalle linee bellissime, un giovane talento che seppe poi imporsi nel panorama internazionale.

Francesca Camponero

[In alto: Raymonda al Teatro alla Scala di Milano, con Olesya Novikova e Mick Zeni (foto di Brescia-Amisano)]

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