Le dichiarazioni di Luciano Cannito sui corpi di ballo e sul Maggio Musicale a Danzainfiera 2017

Il regista e coreografo, Luciano Cannito, vicepresidente della Commissione lirica Siae, è intervenuto a Danzainfiera, kermesse internazionale della danza che si è chiuso domenica 26 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze, per presentare la raccolta firme legata alla petizione “Morte dei Corpi di Ballo delle Fondazioni Liriche” (www.change.org/p/morte-dei-corpi-di-ballo-delle-fondazioni-liriche-uccisa-la-passione-di-1-400-000-giovani).

Luciano Cannito si è fatto promotore con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Queste le dichiarazioni di Luciano Cannito: “Sta scoppiando una piccola rivoluzione. Da qualche giorno la petizione è online ed in meno di 6 giorni siamo arrivati a già oltre le 12mila firme, sta diventando un caso internazionale il fatto che la Nazione in cui il balletto è nato, venga oggi chiuso. Abbiamo i corpi di ballo stranieri che vengono a lavorare da noi e i nostri ragazzi, dopo anni di sacrifici e studio vanno in Paesi più civili che danno spazio a questa arte. Le sovvenzioni per lo sport servono per mantenere in salute i ragazzi e prendersi cura di chi ha una passione. Non si può uccidere la passione di 1.400.000 giovani. I corpi di ballo devono riaprire così come la legge dice. Chi fa danza è giovane e non ha gli strumenti per lottare, per fare battaglie. Sono i grandi che devono farsene carico. La danza contemporanea proseguirà, il balletto no. Il balletto classico non può essere fatto senza l’aiuto importante e costante dello Stato. Serve una produzione che continui a conservare la tradizione da cui veniamo, non è un caso se il Lago dei Cigni fa il tutto esaurito”.

Su Danzainfiera: “Questa manifestazione – ha dichiarato ancora Cannito –  racconta da sola cosa c’è dietro il mondo della danza e perché questi ragazzi non devono essere dimenticati, racconta quanta gente, quanta economia gira intorno alla danza. Una fiera della lirica raccoglierebbe così tante persone? E se no, perché noi dobbiamo essere trattati come se non esistessimo?”

Sulle dimissioni e sul successore del Sovrintendente del Maggio Musicale: “È molto importante che un Sovrintendente venga scelto tra chi ha una grande esperienza di teatro e di amministrazione e gestione di teatri. Un sindaco deve ricordare che i Sovrintendenti dei teatri di tutto il mondo vengono scelti tra persone che hanno anni di esperienza come segretario artistico o come direttore artistico. Non si può scegliere chi non ha mai avuto un contatto con la musica, con la lirica e con il balletto. Io non potrei fare il manager della Ferrero perché non so come si fa la cioccolata. Non è pensabile che un territorio come la Toscana, ricco di talenti, abbia chiuso il corpo di ballo di una città importante come Firenze: è stato uno dei più grandi scandali culturali italiani degli ultimi 20 anni. Il Maggio Musicale Fiorentino – ha proseguito Cannito – ha una storia e una tradizione straordinaria in Italia e in tutta Europa. Oggi a Firenze viene una compagnia tedesca e voi fiorentini usate i soldi delle tasse per produrre e promuovere una compagnia straniera quando potrebbe esserci una compagnia italiana”.

Sul ricorso alle compagnie di ballo estere Cannito aggiunge: “Immaginatevi che al Teatro dell’Opera di Firenze un’intera opera venisse eseguita dall’orchestra di San Pietroburgo al posto dell’orchestra del Maggio. Scoppierebbe la Rivoluzione. È civiltà culturale e scambio se Firenze va ad Amburgo e Amburgo va a Firenze. E allora perché si consente che questo succeda per la danza?”

Cannito ha fatto riferimento ai criteri di sovvenzione del Fus e al punteggio che viene assegnato alle rappresentazioni sulla base del personale impiegato. “A parità di numeri, un’opera lirica è considerata meno del balletto”. Per i balletti vengono contati solo i ballerini e si dà per scontato il numero di persone che servono per l’orchestra. Inoltre, se una compagnia viene impiegata dall’estero il punteggio è solo di un punto meno, ecco spiegato perché conviene prenderla da fuori”.

Tra i personaggi del mondo della danza e dello spettacolo presenti all’incontro, sono intervenuti nel dibattito:

Rosanna Pasi (Presidente di FNASD – Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza) ha posto l’attenzione sul mancato collegamento tra le attività di danza e i comuni che non sanno quanta gente nel loro territorio di competenza si occupa di questo settore. “Il prossimo passaggio deve essere con l’ANCI”, ha aggiunto. “L’arte non è soltanto il belcanto o il cinema, ma anche la danza. Io vorrei che i ragazzi coltivassero i loro sogni e avessero la possibilità di realizzarli. Dobbiamo coltivare i sogni dei nostri ragazzi e restituire dignità a un’attività artistica poco considerata.”

Alessandro Sanesi (Patron di Danzainfiera): “Noi non usufruiamo di sovvenzioni statali, Danzainfiera è interamente finanziata con il nostro lavoro. Noi adulti abbiamo un ruolo fondamentale: quello di insegnare ai nostri ragazzi ad amare la cultura. Per questo ho deciso di investire ancora di più in questo evento e l’anno prossimo vorrei ampliarlo e farlo crescere ulteriormente”.

Monica Ratti (editore di Dance&Culture, rivista che ha lanciato l’idea della raccolta firme): “Anche tra i politici ci sono persone che condividono la nostra battaglia, ma hanno bisogno dei numeri e che qualcuno ci metta la faccia. Appena è partita la petizione siamo stati convocati al Senato. Quindi c’è un’attenzione. Dobbiamo arrivare a 50.000 firme. Facciamogli vedere quanti siamo!”

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