“Lo spettacolo del mare dietro al palcoscenico era impagabile”, racconta Maurizio Tamellini

Bella presenza, sempre elegante e soprattutto simpaticissimo Maurizio Tamellini, oggi uno degli insegnanti di danza classica più richiesti nei vari stage e concorsi d’Italia.

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Maurizio Tamellini e Alessandra Ferri

Inizia gli studi accademici nel 1974 a Verona, sua città natale, e successivamente, ottiene una borsa di studio per l’ingresso all’”Accademia Nazionale di Danza” di Roma. Nel 1977 si trasferisce a Parigi ed entra nella Compagnia del “Ballet Classique de Paris”. Per diverse stagioni estive prende parte agli spettacoli con il corpo di ballo dell’Arena di Verona e  successivamente al Teatro Comunale di Firenze, sotto la direzione di Euvgenij Polyakov. Nel 1980 accede al corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano e da allora, ininterrottamente, prende parte a tutte le più importanti produzioni interpretando numerosi ruoli solistici. Nel 1985 Roland Petit lo invita come solista nel suo “Ballet National de Marseille” dove danza nell’Ogre, in “Chat Botté“, “Symphonie fantastique“, “L’Arlesienne“, “Design for four” e innumerevoli altre produzioni facenti parte del repertorio della compagnia marsigliese.

Dal 2010 al 2016 è stato nominato Direttore Artistico Dipartimento Danza del Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana (LU), e da settembre 2016 è Docente di Danza classica-accademica per lezioni professionisti presso il M.A.S. di Milano.

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Maurizio Tamellini al Teatro di Garfagnana

Anche Maurizio ha avuto molto piacere nel fornirci la sua testimonianza riguardo il Festival internazionale del Balletto a cui prese parte assieme alla Compagnia della Scala nel luglio 1983, che presentava LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO di Alicia Alonso, ripresa a Nervi  dopo gli spettacoli a Milano.

“I ricordi sono ancora molto nitidi, anche se sono passati piu di 33 anni. – racconta il ballerino – Ad esempio  ricordo perfettamente che assieme alla compagnia di ballo c’erano  le allieve della scuola della Scala che seguivano la compagnia come sostitute, tra cui c’era anche la mia attuale moglie Katya Pianucci. Avevamo l’hotel adiacente al parco dove entravano ed uscivano tutte le più grandi ballerine, maestri ecc… Quello di Nervi è stato il primo ed il più importante Festival di danza italiano, in quegli anni era popolarissimo, e non aveva niente da invidiare ai Festival di Varna e Losanna. Poi, soprattutto, lo spettacolo del mare dietro al palcoscenico era impagabile!

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Maurizio Tamellini con Luciana Savignano nel 1984

Mario Porcile lo conobbi di sfuggita, ma era una persona affabile e molto fiera del suo Festival, amava il suo lavoro ed è riuscito in pochi anni a dare alla danza una nuova dimensione ed una credibilità all’Italia. A Genova erano di casa Paolo Bortoluzzi e molte altre stelle del balletto italiano. Il luogo che scelse per il festival poi era azzeccatisssimo. Avrei voluto incontrare Mario anche dopo l’esperienza a Nervi, ma nel 1985 sono partito per Marsiglia e quando sono tornato il festival è decaduto”.

Anche a Maurizio Tamellini abbiamo chiesto se secondo lui in futuro potrà esserci un festival simile a quello diretto da Mario Porcile:

“Non penso davvero si possa rifare un festival di quella portata. Oramai i festival non esistono più come pensiero nella danza. Quello che funziona oggi sono i concorsi, più agevoli e meno impegnativi. Il motivo è anche quello economico. Ad oggi sarebbero impensabili i costi da sostenere per un mese intero per  la varie compagnie di danza. Ricordiamo che ai quei tempi  gli spettacoli erano coperti da assicurazione in caso di pioggia, oggi questo non accade quasi più e nessuno se la sente più di correre rischi e intraprendere un cammino così complicato”

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Tebaldo in Romeo e Giulietta alla Scala nel 1992

E secondo lei esistono ancora figure come quella di Mario Porcile nel mondo della danza?

Sinceramente non vedo personaggi che amino la danza  e gli spettacoli di gusto come lui. Gli impresari di adesso non sono mecenati, ma attenti amministratori… il che è una grande differenza. Ogni cosa che accadeva lì a Nervi era piena di bellezza, in quel parco affollatissimo di amanti della danza, dove solamente i grandi potevano avvicinarsi. Esisteva ancora quel golfo mistico tra pubblico ed artista”.

Chiediamo anche a Maurizio qualche aneddoto della sua esperienza alla XXI Edizione del Festival:

“Fernando Bujones, primo ballerino che nel balletto aveva il ruolo del principe Desirè, era stato invitato per gli spettacoli ed era attesissimo. Ricordo che dopo la prova, alle 19.30 andò al ristorante a mangiare, come nulla fosse…!! Ma un fatto clamoroso successe a metà prova: Gildo Cassani, che era il nostro maître du ballet, con il microfono in mano, fu scaraventato per ben due file di poltrone in avanti. Allibiti ci chiedemmo tutti cosa potesse essere accaduto. Era  colpa del microfono che facendo contatto con il ferro delle poltrone e l’erba umidiccia (e lì di umidità ce n’era davvero tanta), aveva dato la scossa al nostro povero Gildo. Un ricordo davvero indelebile”.

Francesca Camponero

[Foto in alto: Maurizio Tamellini con Sabrina Brazzo alla Scala nel 1987]

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