Uccidiamo il chiaro di luna a Ferrara nel segno di Filippo Tommaso Marinetti

Uccidiamo il chiaro di luna
sotto il segno di Filippo Tommaso Marinetti

La rassegna di Danza Contemporanea del Teatro Comunale di Ferrara si conclude martedì 13 dicembre alle ore 21 con uno spettacolo presentato fuori abbonamento davvero particolare: Uccidiamo il chiaro di luna, ricostruzione “non filologica” delle tre coreografie “dello Schrapnel, della Mitragliatrice e dell’Aviatrice” del Manifesto futurista della danza. La messa in scena è stata realizzata dalla coreografa Silvana Barbarini, che riprende un suo lavoro realizzato per la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 1997. Lo spettacolo è presentato a Ferrara nell’ambito del progetto RIC.CI (reconstruction italian contemporary choreography anni ’80-‘90) che ha per oggetto la riproposizione dedicata al pubblico più giovane delle coreografie italiane che in quei decenni hanno fatto crescere la danza contemporanea in Italia.

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Uccidiamo il chiaro di luna, foto di Alberto Calcinai

Silvana Barbarini era stata allieva di Giannina Censi, unica danzatrice futurista, scoperta da Filippo Tommaso Marinetti. Nel 1931, durante l’inaugurazione della Mostra di aeropittura e scenografia futurista alla Galleria Lino Pesaro di Milano, la Censi si esibì in un alluminico costume “balneare futurista”, firmato da Enrico Prampolini, mentre dietro le quinte Marinetti declamava il suo A mille metri su Adrianopoli bombardata e Serie di seconde parti di immagini aviatorie. Il lavoro suscitò allora un enorme scalpore e affossò in modo immediato e definitivo l’aerodanza, idea originalissima del Futurismo.

Dopo diversi decenni Silvana Barbarini e Alessandra Manari (altra giovanissima allieva della Censi) decisero di ricomporre liberamente l’esperienza della loro insegnate in una serie di nuovi spettacoli ispirati a materiali storici di poeti, artisti visivi e musicisti del movimento futurista. Solo alla Scuola Paolo Grassi, nel 1997, il progetto prese tuttavia corpo e Uccidiamo il chiaro di luna di Silvana Barbarini iniziò un percorso importante che mise in luce le potenzialità innespresse dell’idea di danza futurista.

Oggi riproposto, perché parte del cospicuo bagaglio di creazioni e progetti non convenzionali del Corso di Teatrodanza della Paolo Grassi, Uccidiamo il chiaro di luna nell’interpretazione dei neo diplomati della Scuola Paolo Grassi ha conquistato una nuova freschezza e vivacità. Spettacolo dunque da non perdere, in cui il futurismo riaffiora nelle scene ricostruite, nelle musiche e nella declamazione di versi di Marinetti registrati dall’autore stesso.

Il pomeriggio del 13 dicembre, alle ore 17, al Ridotto del Teatro, Marinella Guatterini, critico di danza e ideatrice del progetto RIC.CI, sarà ospite del Teatro per l’incontro Mettiamo in moto la memoria, sul tema della conservazione della memoria nella danza contemporanea. Nel corso dell’appuntamento, inserito a conclusione del festival di danza contemporanea 2016, è prevista la presentazione della collana di libretti sulle coreografie “recuperate” dal progetto stesso: sette volumetti corredati da dvd con documentari, interviste e riprese dei vari riallestimenti chiamate “Capsule del Tempo”.

[Foto in alto: Uccidiamo il chiaro di luna, Alberto Calcinai]

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